Foligno in Comune

Iniziativa svoltasi presso la sede elettorale della coalizione per Mauro Masciotti

Foligno in Comune

Foligno in Comune

“Attenzione diritti fragili” questo il grido d’allarme di Foligno in Comune che presenta il proprio programma per i diritti ed il sociale, Solidarietà e Inclusione: la Foligno che sarà.

Lo fa di fronte ad un pubblico di oltre 50 rappresentanti del mondo del privato sociale, della sanità e delle associazioni con cui condivide i principi, di quella che Diego Mattioli definisce, “la nostra cifra identitaria”.

La città che vogliamo è:

Inclusiva ed accessibile: sostiene i diritti civili, le persone e le famiglie in situazioni di fragilità. Garantisce l’accessibilità alla mobilità, alle strutture ed ai servizi, promuove la conciliazione tra vita familiare, lavoro e tempo libero, la partecipazione alla vita sociale e la cittadinanza attiva.

A sostegno delle situazioni di fragilità sociale ed economica, soprattutto connesse alle tante forme di povertà di persone e famiglie segnate da condizioni di difficoltà psicologica, educativa, culturale, della salute e della rete di sostegno parentale e relazionale.

Baluardo della parità e dei diritti di tutti: del diritto alla maternità e paternità responsabile (legge 194/78 sull’aborto) e dei diritti delle persone LGBT+ di amare e vedere riconosciuto il proprio legame con piena parità di diritti.

Quindi intervengono uno dopo l’altro i candidati della lista che raccontando la propria storia toccano i punti del programma a partire dal loro vissuto. Lella Giorgetti, una vita spesa nelle cooperative occupandosi di ogni forma di fragilità che parla di un nuovo modo di concepire il sociale che si declina nel welfare di comunità un modello partecipato e creativo di sviluppo locale sostenibile, dove le persone condividono le proprie idee, implementando politiche sociali innovative all’interno della comunità di riferimento. Lancia il progetto “Adotta un senza fissa dimora” in cui le fragilità non divengono elemento da nascondere ma risorsa che arricchisce la comunità, in cui ogni persona può mettere a disposizione le proprie risorse e i propri saperi in cambio di riconoscimento e supporto concreto.

Le fa eco Adriano Toffanello, educatore professionale, che sottolinea come vi sia un problema strutturale che riguarda la scarsità di risorse investite nei servizi ma anche la profonda mancanza di cultura su cosa le politiche sociale siano davvero. Il risultato è un sociale mortificato, che agisce solo sull’emergenza, sul “tappare buchi”, sull’arginare crisi. Un sociale che talvolta è più una sorta di parcheggio per regalare ore di sollievo a famiglie in difficoltà piuttosto che con una visione progettuale, educativa, che spinga verso il raggiungimento di benessere ed autonomia.

Guendalina Pace, operatrice del Sistema Accoglienza e Integrazione e Federico Felicioli raccontano un altro spaccato di realtà, quella dei migranti, delle donne e dei minori non accompagnate, raccontano il loro lavoro e la lotta contro il pregiudizio e contro modelli culturali violenti che le amministrazioni di destra ad ogni livello stanno portando avanti. Parlano di come il Sistema Accoglienza e Integrazione sia stato via via svuotato e indebolito e

di come invece debba essere al centro delle politiche del territorio, perché accogliere, tutelare e restituire dignità alle persone è l’unico modo per creare una comunità coesa e sicura.

Quale futuro per gli invisibili? Questa la domanda che Giacomo Committeri pone raccontando la sua esperienza con l’associazione di volontariato Stella del Mattino di don Franco Valeriani a Spello. Sottolinea l’importanza di fare rete tra territori, tra associazioni e istituzioni ma anche aprire un dialogo con il mondo produttivo perché pubblico e privato investano insieme nello sviluppo sociale e solidale del territorio in sinergia con i piani di Welfare aziendale.

L’attenzione si sposta poi sul mondo dell’infanzia e adolescenza, Sara Tiberi lo racconta con la passione di un’insegante di scuola superiore che per oltre dieci anni ha lavorato come insegnante di sostegno. “Io insieme ai miei colleghi lavoriamo seguendo le linee guida di un governo di centrodestra che spinge verso una scuola fatta di classi differenziali che ignorano le fragilità e emarginano il debole e il diverso”. Di fronte a tutto questo c’è bisogno di maggiori fondi e competenze ma c’è soprattutto bisogno di un “Piano comunale per la tutela dell’infanzia e l’adolescenza” con azioni specifiche di contrasto alle marginalità socio-culturali, ad ogni forma di dipendenza ed alla povertà educativa.

L’attenzione si sposta quindi sul settore socio-assistenziale, Vanessa Casciola, Infermiera dei servizi territoriali del distretto sanitario di Foligno, rappresenta la situazione drammatica che vive ogni giorno facendo assistenza domiciliare. “C’è un progressivo venir meno della rete famigliare che sta intono al malato. Sempre meno tempo, sempre meno risorse hanno fatto si che il malato sia sempre più solo”. In parallelo l’attacco alla sanità pubblica attuato dalle amministrazioni di destra ad ogni livello ha reso l’accesso alla diagnostica un privilegio per pochi e di fatto annichilito il diritto alla salute.

Anche qui Foligno in Comune lancia la propria idea di Sviluppare progetti di “Co-housing” dove persone di diverse età e condizioni condividano spazi e attivino modelli di interazione sociale basati sulla solidarietà, la condivisione delle risorse e la sostenibilità.

Riprende quindi la parola Mattioli per introdurre la seconda e fondamentale parte del programma della lista, una lista che “definisce profondamente di sinistra e fiera sostenitrice della parità e dei diritti di tutti.

Francesca Montagnoli, emoziona tutti con la testimonianza del suo lavoro quotidiano nel consultorio di Foligno, a fianco a tante donne che si trovano nel momento più doloroso della loro vita, racconta di come la legge 194 sia un testo di straordinaria attualità che va difesa in ogni modo nei confronti degli attacchi di questo governo che promuove la presenza delle associazioni anti-abortiste nei consultori. Pone quindi l’accento su due punti programmatici qualificanti:

● Rendere possibile la somministrazione della pillola abortiva RU 486 anche nei servizi sociosanitari territoriali potenziando le risorse dei consultori per garantire l’accesso ai servizi sanitari dedicati alla salute sessuale e riproduttiva delle donne.

● Garantire la presenza di medici non obiettori nei percorsi per l’interruzione volontaria di gravidanza nel pieno rispetto della scelta individuale.

Le conclusioni sono di Marilena Grassadonia, candidata nella Lista Alleanza Verdi Sinistra alle Elezioni Europee. Nata a Palermo nel 1970, si definisce “Donna, lesbica, femminista e madre di tre ragazzi”. Racconta la sua esperienza di attivista LGBTQI+, impegnata da anni per ottenere pari diritti per i bambini e le bambine con due mamme o due papà.

Parla di parità, di diritti, ma anche di pace e antifascismo e diviene interprete dell’ultimo punto del programma presentato da Foligno in Comune: l’impegno per garantire la parità di diritti alle persone LGBTQI+ promuovendo l’istituzione di consulenze gratuite per l’assistenza legale e psicologica e programmi educativi nelle scuole sulla diversità di genere e orientamento sessuale.

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