Agenti salvano 14enne nel Topino, era aggrappato a un tronco

Agenti salvano 14enne nel Topino, era aggrappato a un tronco

Intervento decisivo vicino alla cascata in via XVI Giugno

Agenti salvano 14enne – Due agenti della polizia locale di Foligno hanno tratto in salvo un ragazzo di 14 anni che si trovava in grave difficoltà nelle acque del fiume Topino. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio del 1° maggio, nei pressi di via XVI Giugno, in un punto particolarmente insidioso del corso d’acqua, dove la corrente risulta accentuata dalla presenza di una cascata. Il giovane, secondo quanto riferito, era immerso nel fiume e si teneva aggrappato a un tronco per evitare di essere trascinato via.

Natalino Petroni ed Elia Silvestri, gli agenti protagonisti dell’operazione, hanno notato la presenza del ragazzo durante un normale servizio di pattugliamento. Una volta compresa la gravità della situazione, hanno immediatamente allertato i soccorsi e sono intervenuti personalmente per evitare il peggio. Le condizioni operative erano rese complicate dal livello elevato dell’acqua e dalla forte corrente che rischiava di travolgere il giovane.

L’intervento è stato reso possibile anche grazie all’aiuto di un cittadino presente sul posto, che ha fornito una fune. I due agenti, senza esitazione, si sono avvicinati all’argine e, mantenendo il sangue freddo nonostante le difficoltà, hanno lanciato la corda al ragazzo. Con calma ma fermezza, gli hanno dato istruzioni precise su come assicurarsi alla fune per essere tirato in salvo.

Una volta che il quattordicenne si è legato, Petroni e Silvestri hanno fatto leva sulla corda e sulla propria posizione stabile per avvicinarlo. Dopo alcuni minuti di sforzo, sono riusciti a trarlo fuori dall’acqua, allontanandolo dalla zona pericolosa della cascata. Sul posto è giunta successivamente un’ambulanza del servizio di emergenza sanitaria per effettuare le verifiche mediche sul giovane.

Nonostante il comprensibile stato di shock, non sono stati riscontrati problemi sanitari rilevanti. Le condizioni del ragazzo sono apparse buone, e non si è reso necessario il ricovero. L’azione rapida e coordinata dei due agenti è stata determinante per evitare che la situazione degenerasse in tragedia.

Secondo una prima ricostruzione, il ragazzo si trovava nella zona del fiume per ragioni ancora in fase di chiarimento. È possibile che avesse tentato di attraversare o si fosse avvicinato all’acqua per gioco, sottovalutando la pericolosità della corrente in quel punto. La zona della cascata, infatti, è particolarmente rischiosa, soprattutto nei periodi in cui il livello del fiume è più alto a causa delle recenti piogge.

Il comando della polizia locale ha evidenziato l’importanza dell’intervento come esempio di tempestività e senso del dovere. L’operazione ha avuto luogo in una situazione d’emergenza che ha richiesto prontezza, lucidità e un forte spirito di iniziativa. I due agenti sono riusciti a coordinarsi in pochi istanti, mettendo in pratica procedure di salvataggio che si sono rivelate efficaci.

L’episodio rilancia il tema della sicurezza lungo i corsi d’acqua e della necessità di evitare comportamenti imprudenti. Anche un semplice avvicinamento può trasformarsi in un pericolo concreto, soprattutto quando le condizioni ambientali aggravano il rischio. La vicinanza della cascata rappresenta un ulteriore fattore critico, in grado di generare correnti improvvise e aumentare la forza dell’acqua.

L’area del Topino interessata dall’intervento è nota per essere frequentata, specialmente durante le giornate di bel tempo. Tuttavia, non è attrezzata per la balneazione né protetta da dispositivi di sicurezza. In più occasioni le autorità locali hanno invitato la popolazione, e in particolare i più giovani, a mantenere comportamenti responsabili.

Il salvataggio del ragazzo conferma il ruolo centrale delle forze dell’ordine nella gestione dell’emergenza territoriale. L’intervento degli agenti non si è limitato all’assistenza, ma ha richiesto un’azione fisica diretta, con esposizione a potenziali rischi per la propria incolumità. L’impiego di mezzi di fortuna, come la fune fornita da un passante, ha messo in evidenza anche il valore della collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Al termine dell’operazione, il ragazzo è stato affidato ai familiari, che erano stati nel frattempo avvisati. Gli agenti hanno ripreso il loro servizio di pattugliamento dopo le verifiche del personale sanitario. L’intera azione, durata pochi minuti ma decisiva, si è conclusa con esito positivo.

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