Sindacati soddisfatti, resta forte la crisi metalmeccanica
Trevi, 21 novembre 2025 –La Sitem di Trevi ha comunicato ufficialmente il ritiro dei licenziamenti collettivi inizialmente previsti per 36 dipendenti dello stabilimento di Cannaiola. La decisione è stata annunciata durante l’incontro tenutosi nella sede di Confindustria Perugia con le organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, come riporta il comunicato di AviNews.
L’azienda, attiva nel settore dei lamierini magnetici, aveva aperto la procedura di licenziamento circa un mese fa, provocando la reazione immediata dei sindacati e uno sciopero generale il 29 ottobre. La nuova scelta segna un cambio di rotta importante: al posto dei licenziamenti si farà ricorso agli ammortizzatori sociali a partire dai primi giorni di dicembre. Una soluzione che, pur non priva di conseguenze per i lavoratori, consente di salvaguardare i posti di lavoro e di mantenere viva la prospettiva occupazionale.
Le sigle sindacali hanno accolto positivamente la decisione, sottolineando come la cassa integrazione fosse stata fin dall’inizio la strada richiesta per evitare un impatto drammatico sull’occupazione. “L’uso degli ammortizzatori ci permette di evitare oggi licenziamenti – hanno dichiarato Fiom, Fim e Uilm – ma la crisi del settore metalmeccanico resta grave e richiede interventi strutturali”. Il comparto, infatti, continua a essere messo sotto pressione dai dazi americani e dalla concorrenza aggressiva di Paesi come la Cina, capaci di immettere sul mercato prodotti a costi molto più bassi. Una situazione che rende difficile per le aziende italiane, soprattutto quelle locali, mantenere competitività e stabilità.
La vicenda Sitem diventa così un caso emblematico delle difficoltà che attraversano il settore. I sindacati chiedono con forza politiche industriali concrete, capaci di sostenere le imprese e di garantire un futuro ai lavoratori. “Serve un impegno della politica a tutti i livelli – hanno ribadito – per ridare slancio a un comparto strategico e per evitare che altre realtà si trovino nella stessa condizione”.
La comunità di Trevi ha seguito con attenzione gli sviluppi della vertenza, consapevole dell’importanza dello stabilimento per l’economia locale. Il ritiro dei licenziamenti rappresenta un sollievo, ma anche un segnale della fragilità del tessuto produttivo. La sfida ora è trasformare questa soluzione temporanea in un percorso di rilancio, capace di coniugare tutela dei lavoratori e prospettive di crescita.

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