Teatro inaugura la stagione con il ritratto vivo di Pirandello

Teatro inaugura la stagione con il ritratto vivo di Pirandello

Teatro inaugura la stagione con il ritratto vivo di Pirandello

La Stagione 25/26 del Teatro Torti di Bevagna si apre sabato 24 gennaio alle 20.45 con un omaggio alla grande letteratura italiana e alla complessità umana di Luigi Pirandello, riportata in scena attraverso lo spettacolo Centomila, uno, nessuno. La curiosa storia di Luigi Pirandello, scritto e diretto da Giuseppe Argirò e interpretato da Giuseppe Pambieri, voce autorevole del teatro italiano.

L’appuntamento, organizzato dal Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con il Comune di Bevagna, inaugura la nuova stagione con un lavoro che intreccia biografia, immaginazione e memoria, restituendo un ritratto vibrante dello scrittore siciliano. Lo spettacolo propone un percorso ironico e appassionato dentro il suo universo creativo, dove vita e finzione si confondono e i personaggi diventano specchio delle sue inquietudini più profonde.

La narrazione attraversa le figure che hanno segnato l’esistenza dell’autore: la domestica Maria Stella, che alimentò il suo immaginario religioso e popolare; il precettore che ne guidò la formazione culturale; gli anni giovanili segnati da contrasti familiari; il periodo tedesco, fertile di suggestioni; gli amori che riflettono un mondo interiore complesso, spesso tormentato. Ogni tassello contribuisce a delineare un Pirandello intimo, fragile, umano, lontano dalle sole etichette accademiche.

La drammaturgia, affidata alla sensibilità interpretativa di Pambieri, attraversa narrativa, poesia e teatro, richiamando opere emblematiche come Il fu Mattia Pascal, Sei personaggi in cerca d’autore, Enrico IV, Non si sa come e L’uomo dal fiore in bocca. I temi ricorrenti dell’autore – amore, follia, identità, morte, tragico – emergono come voci interiori che continuano a parlare al presente, rivelando una sorprendente attualità.

Il percorso scenico si chiude idealmente con il richiamo a I giganti della montagna, dove l’incontro tra Ilse e Cotrone, vicino all’olivo saraceno, diventa metafora di un’arte che non trova mai una conclusione definitiva. Una vita, quella di Pirandello, che resta sospesa tra mito e realtà, tra ciò che è stato scritto e ciò che continua a essere interpretato.

Con questo debutto, il Teatro Torti inaugura una stagione che promette di unire tradizione e ricerca, offrendo al pubblico un’occasione per riscoprire uno dei protagonisti assoluti della cultura italiana attraverso una lettura scenica intensa e profondamente umana.

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