Questo svincolo s’ha da fare! M5s, tavolo di confronto, per trovare soluzione migliore
Leggiamo in questi giorni numerosi articoli sul cosiddetto svincolo di Scopoli, cosiddetto perché in realtà si tratta e si è sempre trattato di unsemi svincolo, cioè l’uscita dalla nuovass77 venendo da Foligno-Roma verso la ValMenotre all’altezza del centro abitato di Scopoli e sempre da lì l’ingresso verso Foligno, queste tra l’altro sono le due sole opzioni che tecnicamente per gli spazi a disposizione si possono realizzare.
Entrando nel dettaglio, l’uscita da Foligno-Roma verso la ValMenotre è di semplice realizzazione perché si tratta di creare una corsia di decelerazione parallela alla strada esistente per uscire all’altezza dell’area di cantiere realizzata durante i lavori sulla parete a nord di Scopoli e da li scendere seguendo sempre il tracciato della strada di cantiere che si va ad innestare con la vecchia ss77, subito dopo la casa cantoniera. Questo tracciato risulta essere a tutti gli effetti ad impatto visivo vicino allo zero. Altro discorso invece per quanto riguarda l’innesto verso Foligno, che per essere realizzato ha bisogno di una parabolica con numerose campate per superare il dislivello che c’è fra la vecchia strada e la nuova, il tutto visibile nello schema riportato sotto.
Per restare nella completezza d’informazioni, è questo secondo raccordo che, avendo avuto per ben due volte parere negativo da parte della soprintendenza, come abbiamo appreso degli uffici di competenza quando prendemmo visione dei progetti, ne ha determinato la bocciatura del progetto intero da parte del consiglio dei ministri e quindi la conseguente impossibilità da parte della società Quadrilatero di realizzarlo.
Noi proponemmo all’epoca come soluzione immediata di accantonare temporaneamente l’ingresso e di realizzare con parte dei fondi subito l’uscita come collegamento necessario e imprescindibile fra la nuova strada e tutta la valle del Menotre.
In questo modo si sarebbe trovata, con più tempo a disposizione, una soluzione progettuale adeguata alle esigenze progettuali per la mitigazione dell’impatto ambientale come rivendicato dalla soprintendenza stessa nei pareri rilasciati.
Oggi leggiamo che tutti ribadiscono la propria volontà, individuale, come gruppo politico e associazioni di realizzare il semisvincolo, ma quello che sottolineiamo è che ancora una volta non si pone l’attenzione sul vero problema che poi ha portato allo stralcio dei lavori, cioè effettuare una progettazione adeguata confrontandosi con gli uffici della soprintendenza da subito. In sintesi, a nostro avviso, non basta dire vogliamo il semisvincolo e questo si farà, arrivando ad ipotizzare addirittura una data di fine lavori (entro il 2021) come qualcuno ha fatto, bisogna fare necessariamente un passo in più dicendo in che modo, altrimenti portando avanti il progetto accantonato rischiamo di finire nella stessa situazione di stallo di 4 anni fa quando tutti erano d’accordo, i soldi c’erano ma lo svincolo rimase sulla carta. Noi lo diciamo fin da ora: le forzature verso la soprintendenza o cercare scorciatoie portando il progetto al consiglio dei ministri ignorando l’aspetto ambientale come fatto finora,non ci trova d’accordo.
Con il nostro rappresentante in parlamento Filippo Gallinella subito dopo le elezioni e la formazione del governo ci siamo attivati come M5S Foligno, insieme ai consiglieri regionali per ribadire l’importanza dello svincolo per lo sviluppo della montagna in tutte le sedi, ANAS e ministero lavori pubblici. Abbiamo svolto un ruolo importantissimo per la riattivazione del finanziamento, ribadiamo però l’importanza della tutela del territorio e per essere concreti fino in fondo proponiamo un tavolo di confronto, come già detto, per trovare quella che potrà essere la soluzione migliore per coniugare l’utilità dell’opera e la salvaguardia ambientale e paesaggistica della vallata.
David Fantauzzi
Consigliere Comunale
M5S Foligno

Commenta per primo