Il festival si apre il 29 agosto a Palazzo Trinci
Con “La vita è sogno” prende il via venerdì 29 agosto, a Foligno, la 46ª edizione del Segni Barocchi Festival. Anche quest’anno, la direzione artistica è affidata a Daniele Salvo, affermato regista, attore e formatore teatrale, con la collaborazione di Melania Giglio. Salvo, allievo e collaboratore di Luca Ronconi, è considerato una delle voci più autorevoli del teatro italiano contemporaneo, con esperienze nei principali teatri stabili e festival nazionali e internazionali.
Il titolo scelto per questa edizione richiama il celebre capolavoro del drammaturgo spagnolo Pedro Calderón de la Barca. “La vita è sogno” è un dramma filosofico tra i più emblematici del Seicento europeo, che affronta il confine sottile tra realtà e illusione. Al centro della narrazione, il personaggio di Segismundo, principe rinchiuso fin dalla nascita in una torre, convinto che la propria esistenza sia solo un sogno. Quando viene liberato per essere messo alla prova, la sua ribellione lo riporta in prigione, dove gli fanno credere che la libertà sia stata solo un’illusione.
Lo spettacolo sarà messo in scena alle ore 21 nel suggestivo cortile di Palazzo Trinci. A interpretare i personaggi principali saranno Graziano Piazza, Daniele Salvo, Melania Giglio, Martino Duane, Alessandro Averone, Odette Piscitelli e Matteo Fiori. L’opera affronta grandi temi universali come il libero arbitrio, il destino, l’identità personale e collettiva, con il Barocco che si fa strumento di riflessione critica e non solo di evasione estetica. Forte è anche la presenza del “desengaño”, ovvero il disinganno barocco: la scoperta della vanità delle cose umane e la ricerca di risposte attraverso fede e volontà.
Al termine della serata verrà consegnato il premio “Segni Barocchi 2025” all’attore Massimo De Francovich, uno dei grandi protagonisti del teatro italiano. A ritirare il riconoscimento sarà Maximilian Nisti.
Con questo primo appuntamento, Segni Barocchi Festival inaugura un programma che unisce tradizione e attualità, mettendo in scena opere capaci di parlare al presente attraverso i linguaggi e i simboli del passato. Foligno si conferma così una delle capitali italiane del teatro barocco.

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