Sclerosi Multipla, Trevi aderisce alla carta dei Diritti dei malati

Su proposta dell’assessora alle Politiche istituzionali Stefania Moccoli, la Giunta cittadina ha deliberato l’adesione del Comune di Trevi alla Carta dei diritti dei malati di slerosi multipla, che verrà sottoscritta dal Sindaco Bernardino Sperandio e dal responsabile del gruppo Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di Foligno – Spoleto- Valnerina Annita Rondoni, in sala consiliare martedì 27 gennaio p.v. alle ore 11.

La “Carta dei diritti delle persone con sclerosi multipla”, è una iniziativa che si propone di “dare risalto alle istanze di coloro che sono colpiti da una malattia che ha un così forte impatto sulla vita delle persone coinvolte e della comunità di cui fanno parte” e di “sostenere il loro diritto a perseguire la migliore qualità di vita possibile”; più di due milioni di persone nel mondo, 600.000 in Europa, 72.000 in Italia – spiega l’assessora Stefania Moccoli – hanno la sclerosi multipla, una patologia che viene diagnosticata soprattutto quando si è giovani, tra i 20 e i 40 anni, nei momenti più ricchi di progetti e prospettive, per noi essere vicini a queste persone è una questione di civiltà.”

“Sostenere le persone più deboli, per far sì che nessuno nella nostra città rimanga indietro – ha dichiarato il Sindaco – è tra gli obiettivi irrinunciabili di questa Amministrazione. E’ in questa direzione che va l’adesione della Città di Trevi alla Carta dell’Aism, un segnale attraverso il quale vogliamo confermare il nostro impegno a favore delle persone con disabilità, dell’affermazione di diritti e dell’autodeterminazione delle persone, e lo stiamo facendo, spiega il Sindaco Sperandio attraverso atti simbolici come questa sottoscrizione, ma anche fatti concreti come dimostra il costante impegno delle varie Amministrazioni comunali che si sono susseguite nel fornire a questo territorio, in collaborazione con l’azienda Usl 2 dell’Umbria, nuovi modelli di cure primarie, come la Casa della Salute ad esempio, una struttura in grado di rispondere ai nuovi bisogni di salute, garantendo una adeguata integrazione socio-sanitaria e una continuità ospedale-territorio, molto utile per questi malati.”

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