La kermesse umbra unisce ricerca e valori per il bene comune
Mettere l’individuo al centro del progresso tecnologico per trasformare l’innovazione in un concreto strumento di emancipazione e libertà è l’obiettivo primario della quindicesima edizione di Festa di Scienza e Filosofia, presentata ufficialmente a Perugia nella mattinata di giovedì 26 marzo 2026 presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini. La manifestazione si svolgerà tra il 15 e il 19 aprile coinvolgendo le città di Foligno e Fabriano, siglando un’alleanza culturale tra Umbria e Marche. L’intento è ribadire la necessità di una fusione tra rigore scientifico e sensibilità umanistica per affrontare le sfide della contemporaneità attraverso 158 conferenze gratuite.
Un nuovo umanesimo scientifico
Il fulcro tematico del 2026 ruota attorno al concetto di un nuovo umanesimo scientifico, analizzandone prospettive, speranze e possibili criticità. In un periodo storico caratterizzato da diffidenza verso i dati oggettivi, l’evento propone una riflessione profonda per superare la dicotomia tra discipline tecniche e saperi umanistici. I dibattiti spazieranno dall’etica applicata all’intelligenza artificiale fino alle nuove frontiere dell’esplorazione spaziale, toccando temi cruciali come la gestione delle risorse su Marte e il ruolo della conoscenza come motore di pace globale. I visitatori potranno orientarsi tra sei aree macro-tematiche dedicate alla salute mentale, alla tutela ambientale e alle nuove energie.
Grandi nomi della divulgazione
Ad anticipare il programma principale sono le Anteprime, una serie di incontri nelle periferie dei centri ospitanti che proseguiranno fino al 10 aprile. Il comitato scientifico, composto da eccellenze come Massimo Arcangeli, Roberto Battiston, Alberto Diaspro, Silvia Rosa Brusin e Silvano Tagliagambe, ha coordinato l’arrivo di oltre 150 relatori. Tra le personalità più attese figurano storici come Franco Cardini, esperti di geopolitica come Dario Fabbri e scienziati del calibro di Silvio Garattini e Piergiorgio Odifreddi. Un momento di particolare intensità emotiva sarà dedicato alla memoria del genetista Edoardo Boncinelli, figura storica della kermesse, ricordato sabato 18 aprile a Palazzo Trinci dai suoi storici collaboratori.
Protagonisti i giovani ambasciatori
Il ruolo delle nuove generazioni non sarà puramente passivo. Gli studenti parteciperanno in veste di Ambasciatori della Festa e come veri e propri attori organizzativi attraverso i percorsi di alternanza scuola-lavoro. Molti giovani ricercatori saliranno in cattedra per esporre le proprie tesi, mentre un evento speciale ripercorrerà l’identità musicale degli anni Sessanta e Settanta legata alla rivoluzione tecnologica dell’epoca. Oltre ai dibattiti, il format Experimenta offrirà 26 laboratori didattici curati da Corrado Morici, affiancati da 16 percorsi culturali che trasformeranno il tessuto urbano in un laboratorio a cielo aperto per l’intera durata della manifestazione.
Innovazione digitale e sostenibilità
Una delle novità più rilevanti di questa edizione è l’impiego di un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale per facilitare l’accesso alle informazioni. Sviluppato dagli studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico di Foligno, questo strumento permetterà agli utenti di consultare il calendario e prenotare posti tramite messaggistica istantanea. Parallelamente, l’organizzazione ha puntato con decisione sulla sostenibilità ambientale grazie a un protocollo siglato con Valle Umbra Servizi. L’intera rete dell’evento sarà dotata di sistemi per la raccolta differenziata e dispositivi eco-compatibili, garantendo un impatto minimo sul territorio umbro e marchigiano durante i cinque giorni di attività.
La rete istituzionale e il futuro
Le istituzioni regionali hanno sottolineato la valenza strategica della manifestazione come motore di sviluppo per l’Italia mediana. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha evidenziato come l’evento sia ormai una comunità educante capace di attrarre grandi personalità internazionali. L’integrazione tra i comuni di Foligno e Fabriano rappresenta un modello di cooperazione territoriale che mira a strutturare il Laboratorio di Scienze Sperimentali come un centro permanente di divulgazione. La crescita costante della rassegna, passata dalle 26 conferenze iniziali alle oltre 150 attuali, conferma il prestigio acquisito nel panorama scientifico nazionale.

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