Picchia moglie davanti a figlio, lei scappa in strada, arresto in flagranza differita

Picchia moglie davanti a figlio, lei scappa in strada, arresto in flagranza differita

Picchia moglie davanti a figlio, lei
scappa in strada, arresto in flagranza differita

Picchia moglie davanti al figlio – Un uomo di 30 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato per maltrattamenti in famiglia. L’arresto è avvenuto nella serata del 31 gennaio, a seguito di un intervento della Polizia di Stato e di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto.

Commissariato di Foligno

Gli agenti del Commissariato di Foligno hanno proceduto all’arresto dell’uomo, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie. L’arresto è stato eseguito applicando il nuovo istituto dell’arresto nella cosiddetta flagranza differita (art. 382 bis c.p.p.), recentemente introdotto con la legge n. 168 del 23.11.2023. Questa legge ha ampliato gli strumenti di contrasto ai reati commessi con violenza di genere.

Volante del Commissariato ha ricevuto una richiesta

L’intervento della Polizia è iniziato mercoledì pomeriggio, quando la Volante del Commissariato ha ricevuto una richiesta di aiuto da una donna che si era rifugiata in strada per timore di subire violenze dal marito. Gli agenti, dopo aver verificato le condizioni di salute della vittima, sono entrati nell’abitazione e hanno trovato il marito, un 30enne già noto alla Polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti. Successivamente, hanno accompagnato la donna presso gli Uffici del Commissariato, dove ha deciso di sporgere un’articolata denuncia.

Oggetto di minacce, insulti ed aggressioni fisiche

La ricostruzione degli eventi ha permesso agli operatori di appurare che, quel giorno, vi era stata una lite tra i coniugi mentre la donna stava effettuando una videochiamata con il proprio telefono cellulare. L’uomo ha improvvisamente iniziato ad inveire contro di lei, strappandole di mano il telefono e inducendo la donna a scappare in strada. La donna ha poi riferito che, da oltre un anno, era oggetto di minacce, insulti ed aggressioni fisiche da parte del marito, il quale, nella maggior parte dei casi, agiva in stato di alterazione dovuto all’assunzione di bevande alcoliche.

Picchiarla violentemente persino di fronte al bambino

Negli ultimi 4 mesi, la situazione era degenerata e l’uomo, in più occasioni, al rifiuto della moglie di consegnargli del denaro, era arrivato a minacciarla di morte, anche con un coltello, e a picchiarla violentemente persino di fronte al bambino di tenera età al fine di ottenere il denaro desiderato. La vittima ha confessato di non aver mai trovato, fino all’ultimo episodio, la forza di denunciare la sua situazione alla Polizia, essenzialmente per il timore di subire altrimenti aggressioni ancora più violente.

Data la gravità del quadro indiziario, gli agenti hanno proceduto all’arresto del 30enne per il reato di maltrattamenti in famiglia. Decisiva, in tal senso, è stata la possibilità per i poliziotti di recuperare la documentazione della videochiamata effettuata dalla donna nel pomeriggio del 31 gennaio e bruscamente interrotta dal marito maltrattante. Infatti, il nuovo istituto dell’arresto in flagranza differita per i delitti di cui agli artt. 387 bis, 572 e 612 bis c.p. prevede specificamente la possibilità di considerare in stato di flagranza anche chi risulti inequivocabilmente autore del reato sulla base, appunto, di documentazione videofotografica o di altra documentazione legittimamente ottenuta da dispositivi di comunicazione informatica o telematica.

L’arresto in flagranza differita

L’arresto in flagranza differita è un istituto introdotto con la legge n. 168 del 23.11.2023. Questo istituto si applica nei casi di reati specifici, come quelli previsti dagli articoli 387 bis, 572 e 612 bis del codice penale.

In particolare, si considera in stato di flagranza colui il quale, sulla base di documentazione videofotografica o di altra documentazione legittimamente ottenuta da dispositivi di comunicazione informatica o telematica, risulta inequivocabilmente autore del reato. L’arresto deve essere compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le quarantotto ore dal fatto.

Questo nuovo istituto ha ampliato gli strumenti di contrasto ai reati commessi con violenza di genere, permettendo l’arresto anche in assenza di flagranza immediata, ma sulla base di prove documentali. Ad esempio, è stato utilizzato per arrestare un giovane accusato di molestie e minacce all’ex fidanzata e ai suoi familiari.

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