L’Italia delle donne riceverà il premio Leandra Angelucci Cominazzini

L'Italia delle donne riceverà il premio Leandra Angelucci Cominazzini
Foto @ Fondazione Carifol

Un traguardo nazionale a ricordo della storica pittrice di Foligno

Un prestigioso riconoscimento nazionale accende nuovamente i riflettori sulla memoria culturale dell’Umbria. La candidatura di Leandra Angelucci Cominazzini, l’indimenticata pittrice folignate, scomparsa nel 1981 che ha attraversato le avanguardie del Novecento,  premiata nell’ambito del bando “L’Italia delle donne”. L’iniziativa, finalizzata a valorizzare le figure femminili che si sono distinte per il loro straordinario contributo intellettuale e operativo, ha visto trionfare il progetto elaborato dal Comune di Foligno in sinergia con il Soroptimist Club Valle Umbra. La proposta è riuscita a distinguersi tra una vasta platea di profili presentati dalle amministrazioni di tutta la penisola.

L’annuncio ufficiale è stato diffuso dal sindaco Stefano Zuccarini, che ha espresso profondo orgoglio per un risultato che restituisce ad Leandra il posto che merita nel pantheon delle grandi italiane. La celebrazione solenne avverrà martedì 3 marzo a Roma. Durante l’evento, promosso dalla ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, insieme al ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, verrà conferito il premio che suggella l’importanza storica della pittrice. Questo traguardo non rappresenta solo un omaggio postumo, ma un’operazione di recupero identitario per una donna che ha saputo rompere gli schemi del suo tempo attraverso un linguaggio estetico poliedrico e coraggioso.

Leandra Angelucci Cominazzini, nata a Foligno nel 1890 manifestò fin dalla giovinezza un’inquietudine creativa che la portò a esplorare ogni forma espressiva. Dopo la formazione magistrale a Perugia, si immerse totalmente nel mondo dell’arte, rifiutando i limiti delle accademie tradizionali. La sua mano si cimentò con successo in pannelli murali, smalti su vetro e oli su tela, ma furono i suoi arazzi a regalarle la prima vera consacrazione. Nel 1930, alla Mostra Internazionale di Arte Sacra a Roma, ottenne una prestigiosa medaglia d’argento. Tuttavia, la vera svolta avvenne nel 1932 grazie al sodalizio con Gerardo Dottori, che la traghettò nel cuore pulsante del Futurismo. Sotto l’egida di Filippo Tommaso Marinetti, l’artista folignate esordì al “Premio Golfo della Spezia”, diventando una delle voci più originali dell’aeropittura e del dinamismo plastico. Il percorso umano e professionale di Leandra fu segnato anche da momenti di profonda introspezione e sofferenza, in particolare dopo la perdita del marito Ottorino Angelucci. Questo dolore trasfigurò la sua arte: a partire dagli anni Cinquanta, la pittrice abbandonò le forme terrene per rivolgere lo sguardo verso l’ignoto. I suoi pennelli iniziarono a narrare il cosmo, i satelliti e gli astri, anticipando suggestioni spaziali con una sensibilità quasi profetica. Le sue mostre personali, culminate nell’importante esposizione al Palazzo delle Esposizioni a Roma nel 1958, hanno toccato le principali città italiane, da Milano a Napoli. Fino alla sua scomparsa, Leandra Cominazzini ha continuato a tessere un dialogo ininterrotto tra pittura e poesia, lasciando in eredità un patrimonio di visioni che oggi, grazie a questo premio, torna a ispirare le nuove generazioni.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*