“Io sono Beatrice”: L’Ode al Femminino Divino di Pierpaolo Ramotto
Giovedì 9 maggio, presso la Art Gallery di Giovanni Remoli a Foligno, ha aperto i battenti la mostra “Divino Femminino, … Io sono Beatrice che ti faccio andare” di Pierpaolo Ramotto, un evento artistico curato da Camilla Giacomini che rimarrà accessibile al pubblico fino al 19 maggio. Questa esposizione unica riporta alla luce l’antica venerazione del sacro femminino, un principio ispiratore che attraversa la storia da Lilith a oggi, esplorando le complesse rappresentazioni della femminilità nelle sue molteplici sfaccettature.
Pierpaolo Ramotto, attraverso la sua arte, naviga tra l’ascetico e il sensuale, catturando l’essenza di figure femminili che hanno segnato epoche di grande restrizione culturale e sociale per le donne. L’artista propone un insieme di opere che spaziano dai disegni a lavori digitali, tutti incentrati su un immaginario dantesco e la figura di Beatrice, la quale rappresenta un modello di femminilità che trascende la semplice muse ispiratrice per diventare portavoce di una spiritualità elevata e di una profonda verità teologica.
La mostra riflette sul doppio modello femminile proposto nel Medioevo: da una parte Eva, associata alla perdizione, e dall’altra Maria, simbolo di grazia inaccessibile. Con l’avvento della letteratura cavalleresca e l’arrivo del Dolce Stil Novo, la figura femminile assume un ruolo più nobilitante, incarnando virtù che elevano l’animo umano. Beatrice, in particolare, diventa un simbolo di questa transizione: da amore terreno di Dante a guida spirituale che conduce il poeta attraverso i cieli nella “Divina Commedia”.
Il lavoro di Ramotto celebra questa transizione, illustrando come il divino femminino funga da ponte tra il terreno e il celestiale, promuovendo un viaggio di purificazione e conoscenza che è intrinsecamente femminile. Beatrice non è solo un’amata terrena ma anche una figura celestiale che guida Dante e, per estensione, il pubblico verso una comprensione più profonda dell’amore spirituale, che in Dante si trasforma in agape, un amore disinteressato e salvifico.
La vita e l’arte di Ramotto sono profondamente intrecciate con la ricerca di un’espressione che trascenda i confini convenzionali, come dimostra il suo uso di materiali non tradizionali e il suo impegno costante in numerose forme d’arte, dalla pittura alla ceramica, al digitale. La sua formazione e le sue collaborazioni internazionali testimoniano un artista che ha sempre cercato di superare i limiti dell’espressione artistica, facendo della figura femminile non solo un soggetto da rappresentare ma una voce attraverso cui esplorare e comunicare verità più ampie e universali.

Commenta per primo