Il centro riuso di Foligno che trasforma rifiuti in risorse

Il centro riuso di Foligno che trasforma rifiuti in risorse

Volontarie e cittadini insieme per ambiente e solidarietà

di Sauro Presenzini

I rifiuti, il male del secolo, figli e conseguenza della cultura “usa e getta” prima che trattarli, recuperarli, differenziarli …proprio non andrebbero prodotti, quantomeno occorrerebbe produrne il meno possibile, attraverso le nostre azioni e scelte consapevoli.

Le 5 ERRE che fanno bene sia all’ambiente che alla coscienza ed anche al portafoglio sono: ridurre, riciclare, recuperare, riparare e riusare.

A Foligno, i primi vagiti del centro per il riuso, trattasi di una struttura comunale che è costata alla collettività oltre 130 mila Euro, il cui scopo principale è, sottrarre alla discarica e/o incenerimento una quantità di oggetti e cose che, in assenza del centro, compirebbero il loro ultimo viaggio …finendo sotto terra.

Luana Puccia una volontaria folignate, da sempre impegnata nel sociale, costituisce assieme ad altre 4 volontarie un piccolo ma agguerrito nucleo di “ecologiste resistenti”, forti, tenaci, determinate, tutte folignate D.O.C.G.!

Operano e gestiscono il centro sotto l’egida di Ecoarte APS di Marsciano, ma sono indubbiamente loro, il vero magma incandescente fatto di passione, caparbietà e tanta tanta concretezza.

Al Centro per il riuso, aperto 2 giorni a settimana, possono rivolgersi tutti i cittadini che vogliono disfarsi di oggetti di qualunque natura, purché integri, funzionanti, puliti, riutilizzabili, gli oggetti che maggiormente vengono conferiti sono il vestiario, i libri, i giocattoli, biciclette,oggettistica e casalinghi ma non mancano piatti, bicchieri, televisori, quadri e tutte le cose che possono trovare nuova vita e magari, anche, alleviare qualche disagio economico, oppure costituire curiosità e, incidentalmente, trovare qualche rarità, a volte anche preziosa.

Ai cittadini che conferiscono al centro del riuso, viene chiesto un documento e il codice fiscale, perché il peso/volume di quanto conferito per donargli nuova vita, viene decurtato -seppur in minima parte- dalla T.A.R.I.

Chi invece si reca al centro del riuso, quasi un museo delle cose perdute, dove si può trovare di tutto, gli si apre di fronte un mondo misterioso, dal quale poter attingere a prezzi simbolici le cose destinate ad essere riusate.

Le tariffe sono state già prefissate dal Comune di Foligno e i beni custoditi possono essere ceduti a chi ne ha esigenza, oppure ne fa richiesta/bisogno come nel caso di Associazioni No-profit, Terzo Settore, o Associazioni di Volontariato.

Centro per il riuso che ad oggi ha sottratto circa 50 quintali di rifiuti alla discarica corrispondenti a circa 7000 kg di emissioni di Co2 sottratti.

Lo scopo quindi non è solo ambientale, ma anche sociale, ed è raggiunto, il centro infatti funge anche da luogo virtuale aggregativo e con la sua pagina Facebook da 1.000 iscritti, riesce a fare cultura di sostenibilità, riuso, aiuto a persone in difficoltà e sostegno ad associazioni Onlus.

Un obiettivo allargato che non si è limitato a creare una rete per il riuso, ma il valore aggiunto è stato l’aver interpretato lo scopo, mettendoci il proprio stile e visione, ed essere andati oltre il mero compito istituzionale.
Quindi, giusta passione e competenza, senza le quali probabilmente il centro per il riuso sarebbe ancor oggi chiuso.

Centri di questo tipo, di cui oggi grandemente se ne sente la necessità in tutte le città di medie e grandi dimensioni.

 

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