Recuperato il PC rubato al fratellastro della donna
La Polizia di Stato di Foligno ha denunciato una donna di 32 anni e il suo compagno di 24 per concorso nel reato di furto aggravato, in relazione alla sottrazione di un PC portatile dall’ufficio del fratellastro della donna.
L’attività investigativa è iniziata dopo la denuncia della vittima, che aveva segnalato la scomparsa del computer senza riscontrare segni di effrazione, ipotizzando che l’autore potesse essere qualcuno con accesso alle chiavi. Gli agenti del Commissariato hanno quindi analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno consentito di identificare il responsabile materiale del furto nonostante fosse parzialmente travisato. Alcuni dettagli hanno permesso di ricondurre l’autore a un giovane con precedenti per reati contro il patrimonio, risultato legato sentimentalmente alla sorellastra del derubato.
Secondo quanto accertato, il 24enne sarebbe entrato nell’ufficio utilizzando le chiavi fornitegli dalla compagna, riuscendo così a impossessarsi del PC senza forzare porte o finestre. La 32enne, già nota per reati in materia di stupefacenti, è indagata per aver agevolato l’azione e per il successivo tentativo di rivendere l’apparecchiatura.
Parallelamente alle indagini, la vittima aveva contattato alcuni negozi specializzati nella compravendita di dispositivi elettronici, fornendo i dati identificativi del portatile. Questa iniziativa si è rivelata decisiva: il titolare di un esercizio commerciale ha segnalato la presenza di un uomo e una donna che avevano lasciato in deposito un computer corrispondente alla descrizione, al fine di farne valutare le caratteristiche tecniche in vista di una possibile vendita.
Sul posto sono intervenuti la Volante e il derubato, che ha potuto recuperare il proprio PC. Gli agenti hanno quindi formalizzato la denuncia nei confronti dei due indagati, trasmettendo gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto. Entrambi dovranno rispondere del reato di furto in concorso, restando comunque presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.
L’episodio conferma l’efficacia della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine, che ha permesso di rintracciare rapidamente la refurtiva e individuare i presunti responsabili.

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