Disabilità: l’Umbria lancia la riforma scuola a Foligno

Disabilità: l'Umbria lancia la riforma scuola a Foligno

Nuovi modelli di inclusione per abbattere ogni barriera

FOLIGNO, 25-02-2026 – Una trasformazione radicale del sistema scolastico nazionale sta muovendo i suoi primi, decisivi passi dal cuore dell’Umbria. La tre giorni di lavori intensi intitolata “Inclusione al Centro”, svoltasi a Foligno, si è conclusa in un vero e proprio atto di fondazione di una nuova politica della fragilità, con oltre 400 docenti, provenienti da ogni regione d’Italia, hanno partecipato a un evento che ha saputo coniugare la ricerca scientifica di alto profilo con l’esigenza impellente di risposte operative per la gestione quotidiana degli studenti con bisogni speciali. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di trasformare il territorio in un laboratorio permanente, un centro di eccellenza dove la gestione delle fragilità emotive, dei disagi sociali e delle disabilità fisiche non sia più delegata alla buona volontà dei singoli, ma strutturata attraverso protocolli istituzionali moderni e finalmente liberi dalle catene della burocrazia, come riporta il comunicato stampa di Maria Mazzoli.

L’appello per una riforma attesa da quasi un decennio

Il momento di svolta politica si è consumato durante il faccia a faccia tra il professor Raffaele Ciambrone e la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Ciambrone ha evidenziato una ferita aperta nel sistema educativo: nonostante le leggi esistenti, dal 2017 le scuole sono di fatto bloccate in un paradosso normativo che le costringe a utilizzare strumenti tecnici ormai superati e abrogati. Il fulcro della questione risiede nel “Profilo di Funzionamento” secondo i parametri ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento), un documento che dovrebbe sostituire la vecchia diagnosi clinica per abbracciare una visione olistica dell’alunno. Questo strumento non si limita a elencare le patologie, ma descrive come il ragazzo interagisce con l’ambiente, quali ostacoli incontra e quali sono le potenzialità su cui fare leva. La Presidente Proietti ha raccolto ufficialmente la sfida, impegnandosi solennemente a rendere l’Umbria la prima regione in Italia a implementare questo modello, superando l’approccio puramente sanitario per passare a una gestione finalmente pedagogica.

La voce delle famiglie e l’allarme del Garante regionale

Mentre la politica traccia la rotta, la realtà dei fatti parla di una sofferenza quotidiana che non può più attendere i tempi lunghi della legislazione. L’avvocato Massimo Rolla, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, ha portato sul tavolo numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: quasi 300 segnalazioni mensili giungono al suo ufficio. Sono grida d’aiuto di genitori che si scontrano con gite scolastiche negate, ore di sostegno insufficienti e una cronica mancanza di personale specializzato. Rolla ha sottolineato come la partecipazione massiccia dei docenti a Foligno sia il segno di una volontà di cambiamento che parte dal basso. Le famiglie oggi non chiedono assistenza passiva, ma pretendono che l’inclusione diventi un diritto reale e non una concessione burocratica. Il dibattito ha evidenziato come il benessere degli studenti passi necessariamente attraverso una formazione specifica dei docenti, capaci di tradurre i complessi decreti normativi in pratiche quotidiane di accoglienza e integrazione.

Creatività e linguaggi universali come motori di crescita

L’innovazione discussa a Foligno ha trovato una sua applicazione pratica in laboratori che hanno visto la collaborazione internazionale di università spagnole e portoghesi. Le ricercatrici della Universidad de Castilla-La Mancha hanno guidato sessioni di “musica in movimento”, dimostrando come il ritmo corporeo possa essere un formidabile acceleratore di integrazione per chi ha difficoltà comunicative. Parallelamente, le aule del Centro Studi hanno ospitato workshop dedicati al canto corale, all’acquerello e alla grafica, strumenti didattici che permettono di esplorare l’identità attraverso la creatività. Tecniche come il collage e il frottage sono state proposte non come semplici attività ricreative, ma come metodologie psicopedagogiche per stimolare la relazione tra pari e l’espressione del sé. Questa fase laboratoriale ha trasformato la città di Foligno in un cantiere aperto, dove la scienza della formazione ha incontrato l’arte per creare nuove strade di comunicazione con gli studenti più fragili.

Il modello portoghese e le prospettive europee della scuola

Il confronto si è allargato oltre i confini nazionali grazie al contributo di Filomena Pereira, già responsabile dell’Educazione Speciale in Portogallo. Il sistema portoghese è oggi considerato uno dei più avanzati al mondo per quanto riguarda la capacità di accogliere le differenze all’interno del sistema pubblico. La discussione ha permesso di riflettere su come l’integrazione non debba essere un processo isolato dentro le mura scolastiche, ma un “Progetto di Vita” che accompagna l’individuo nel suo inserimento sociale e lavorativo. La professoressa Moira Sannipoli dell’Università di Perugia ha ribadito con forza questo concetto: coltivare le differenze significa preparare la società esterna a ricevere questi talenti, creando un ponte solido tra il periodo dell’istruzione e l’autonomia adulta. L’obiettivo è far sì che i desideri personali dello studente non vengano ignorati a causa della sua condizione clinica, ma diventino il motore del suo percorso educativo.

L’Accordo di Rete come eredità operativa per il territorio

A conclusione dell’evento, è stato formalizzato l’Accordo di Rete “Inclusione al Centro – scuola in rete”. L’Istituto Comprensivo Foligno 1 si pone come capofila di una coalizione che coinvolge 17 istituti distribuiti tra Bevagna, Spello, Nocera Umbra e altri comuni limitrofi. Questo protocollo non è solo un pezzo di carta, ma un impegno concreto per abbattere il senso di isolamento che spesso colpisce gli insegnanti di sostegno e le classi più complesse. La rete si propone come un osservatorio permanente capace di monitorare l’evoluzione della disabilità e del disagio sociale nel territorio umbro, fornendo consulenza, materiali didattici e supporto reciproco tra le scuole. Il successo dell’iniziativa è testimoniato dalle numerose richieste di adesione pervenute anche da fuori regione, segnale che il modello Foligno potrebbe presto essere esportato su scala nazionale.

Una promessa mantenuta nel nome della positività

Realizzato grazie allo sforzo dell’associazione “Penso Positivo by Tommaso” e del suo presidente Sandro Acciarini, l’appuntamento ha saputo unire istituzioni accademiche come le Università di Perugia e Pisa in un fronte comune. L’evento ha onorato la memoria di Tommaso, un ragazzo che ha saputo trasformare la propria disabilità in un esempio di forza e coraggio, non smettendo mai di sorridere e di guardare al futuro con ottimismo. Questa eredità morale è diventata la bussola di tutta la kermesse: non limitarsi a gestire il problema, ma cercare la felicità e la realizzazione di ogni studente. Il messaggio che esce da Foligno è chiaro: la scuola del futuro non può e non deve lasciare nessuno indietro, perché ogni diversità è una risorsa preziosa per l’intera comunità educante e sociale.

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