Esclusi Proietti e Bori, la protesta è contro le modalità scelte
La minoranza del Consiglio comunale di Foligno ha annunciato che non prenderà parte alla prossima seduta aperta, convocata per discutere la manovra fiscale della Regione Umbria. La scelta è stata comunicata in conferenza stampa dai rappresentanti dei gruppi di opposizione.
Durante una riunione dell’ufficio di presidenza del Consiglio, guidato da Giuseppe Galligari (Fratelli d’Italia), con Mauro Malaridotto (Lega) e Maria Frigeri (Patto x Foligno), è stata avanzata la proposta di invitare esponenti territoriali. Frigeri ha chiesto esplicitamente la partecipazione della presidente della Regione Stefania Proietti e dell’assessore al bilancio Tommaso Bori. La proposta è stata respinta, secondo quanto riferito, poiché la manovra risulterebbe già nota.
Secondo Diego Mattioli (Foligno in Comune), la maggioranza ha previsto una seduta pubblica con associazioni di categoria e sindacati, ma ha escluso un confronto diretto con i referenti politici e istituzionali. Ha definito l’impostazione “inaccettabile” e annunciato che i consiglieri di minoranza non parteciperanno, restando fuori dall’aula.
Tommaso Feliziani (Pd) ha parlato di scarsa coerenza da parte della maggioranza. Rita Barbetti (Pd) ha paragonato l’esclusione di Proietti e Bori a una “grave censura”, simile a quella già riscontrata quando non fu concessa la parola alle associazioni giovanili in un precedente Consiglio sul centro storico.
Anche David Fantauzzi (Movimento 5 Stelle) ha criticato la scelta, parlando di una mancanza di logica: se si vuole chiarezza, ha detto, è necessario ascoltare chi ha redatto la manovra, ovvero la Regione. In caso contrario, secondo lui, si rischia una strumentalizzazione politica.
Mauro Masciotti (Foligno Domani) ha definito l’assenza dei vertici regionali come un’occasione mancata per mettere al centro il ruolo della città e ha accusato la maggioranza di voler trasformare Foligno in un pretesto per fini politici.

Ormai abbiamo preso le misure… Destra o sinistra, entrambi inconcludenti e scarsamente collaborativi. Siamo arrivati alle ripicche che fanno i bimbi capricciosi!
Lontano dai cittadini e dei reali problemi della città.
Se continuano così, non ci sono motivi per andare a votarli.
Ci sono o non ci sono é la stessa cosa per la città.
La prossima volta supereremo il 50%
@La Maggioranza silenziosa