Bevagna 4 novembre, il ruolo della memoria per costruire un mondo più giusto

Venerdì 4 novembre Bevagna ha commemorato i caduti di tutte le guerre, l'Unità Nazionale e la Giornata dell'Esercito Italiano

Bevagna 4 novembre, il ruolo della memoria per costruire un mondo più giusto
foto di claude HODEZ

Bevagna 4 novembre, il ruolo della memoria per costruire un mondo più giusto. Venerdì 4 novembre Bevagna ha commemorato i caduti di tutte le guerre, l’Unità Nazionale e la Giornata dell’Esercito Italiano. Hanno partecipato alla manifestazione il sindaco del Comune, Prof.ssa Annarita Falsacappa, il tenente Colonnello Francesco de Donno, il tenente Colonnello Massimiliano Pannaccio, ufficiali del Centro Nazionale di selezione dell’Esercito; il Maresciallo Maurizio Chierici, Comandante della Stazione di Bevagna; l’Ispettore Roberto Ferrazza, Comandante della Stazione del Corpo Forestale delle Stato di Foligno; il Capitano Ermelindo Bartoli, Ufficiale del Corpo Unico di Polizia Locale dell’Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino; il Colonnello in Ausiliaria Pietro Lasaponara; il Parroco Don Claudio Vergini; l’Associazione Mutilati ed Invalidi; l’Associazione ANPI-Sezione di Bevagna; l’Associazione Nazionale dei Carabinieri; l’Associazione Nazionale dell’Arma Aeronautica; l’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia; l’Associazione di protezione Civile Emergenza Calamità Bevagna. Dopo la celebrazione della Messa ad opera del Parroco, il corteo si è diretto verso il monumento dei caduti, situato a Porta Foligno.

Il sindaco ha ricordato che a seguito di una riunione pubblica tenutasi il 24 luglio 1922, lo scultore Mancia propose di collocare il monumento in Piazza Umberto 1°, al posto della fontana ottocentesca. Una numerosissima assemblea cittadina, convocata nella sede comunale decise la collocazione nell’attuale parco del monumento, iniziato nel 1924 ed inaugurato il 19 settembre 1926, in piena età fascista.

I festeggiamenti iniziarono con una messa celebrata da Monsignor Giovanni Capobianco, si protrassero per tutto il giorno e terminarono la sera in teatro dove venne rappresentata l’opera Madame Butterfly. Il sindaco ha richiamato la celebrazione del 1° novembre presso il cimitero civico, dove, davanti ad un cippo sono stati onorati Carlo Brandi, morto sulle barricate, combattendo contro i francesi in nome della libertà del nostro paese; Filippo Sabbati, morto per la libertà di Venezia e Paolo Proietti. Questi tre uomini ricordano il terribile periodo del Risorgimento, in cui non esistevano né unità né libertà né pace. Ha ricordato come questi grandi valori della patria, della libertà, dell’unità abbiano animato tanti giovani di Bevagna che sono partiti volontari ed hanno combattuto sfidando la morte.

Gli stessi ideali ed un grande coraggio ha animato tutti quei giovani provenienti da tutta l’Italia, che non si sono risparmiati e al freddo invernale hanno continuato a proclamare il loro grande amore per la libertà. Di tutti questi giovani il sindaco, aiutata anche da alcuni presenti, ha letto tutti i 99 nominativi dei giovani morti per il nostro paese ed ha sottolineato l’importanza della civiltà di un popolo, che, necessariamente, deve essere figlia della solidarietà e della pace. Questa idea di pace è stata il filo conduttore degli interventi effettuati il 6 novembre nelle frazioni di Cantalupo, Limigiano, Castelbuono, Torre del Colle e Gaglioli.

Quest’ultimo borgo non era mai stato inserito nell’itinerario di commemorazioni e la scelta di fermarsi anche sulla piazza di Gaglioli è nata dal fatto che anche Gaglioli ha i suoi morti, che ha pianto negli anni del dolore, della guerra, della morte. Il sindaco, proprio per ricordare i numerosi giovani di questa comunità, caduti per la libertà dell’Italia, ha voluto nominare ogni singolo caduto, perché rimanesse la memoria di quei giovani che hanno terminato la propria vita con una morte violenta, nel fiore dell’età. La Banda musicale con il silenzio e altri brani, ha contribuito a far fermare il tempo nella mente di tutti noi e tornare a quei giorni tragici, che sembravano insormontabili e a farci prospettare un mondo finalmente nuovo e rispettoso dei diritti di ciascuno.

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