Omaggio istituzionale ai caduti, memoria viva della comunità
A Foligno si è svolta la cerimonia commemorativa dedicata ai caduti di Nassiriya, nel giorno dell’anniversario della strage avvenuta il 12 novembre 2003. In via Caduti di Nassiriya, la traversa che collega via dell’Ospedale a via Santa Lucia, è stata deposta una corona d’alloro a nome della città, in segno di rispetto e riconoscenza verso i diciannove italiani che persero la vita in Iraq. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Galligari e i consiglieri Federica Piermarini e Leonardo Pacini. La presenza delle istituzioni locali ha ribadito il valore di un ricordo che non è soltanto rituale, ma un atto di responsabilità collettiva, come riporta il comunicato di Romano Carloni – Ufficio stampa del Comune di Foligno.
Il sindaco Stefano Zuccarini, in una nota, ha ricordato come i militari, i carabinieri e i civili impegnati nella missione internazionale di pace abbiano pagato con la vita il loro impegno per la libertà e la democrazia. La palazzina del comando fu distrutta da un camion imbottito di esplosivo, guidato da quattro kamikaze, in un attentato che segnò profondamente la coscienza nazionale. Dal 2022, Foligno ha scelto di intitolare una via del centro storico ai caduti di Nassiriya, collocandola nell’area dell’ex polo ospedaliero. Ogni anno, la città rinnova l’omaggio con una cerimonia istituzionale, che diventa occasione di riflessione sui valori di pace e di amore per la patria.
Il sindaco ha voluto ringraziare le autorità civili e militari presenti, sottolineando come la memoria di Nassiriya sia un monito contro l’indifferenza e un richiamo alla solidarietà. La commemorazione non si limita a un gesto simbolico, ma rappresenta un momento di unità che rafforza il legame tra comunità e forze armate. La cerimonia di Foligno si inserisce in un più ampio quadro di iniziative nazionali che ogni anno ricordano quella tragedia.
Nassiriya non è soltanto un capitolo della storia recente, ma un simbolo di quanto la pace abbia un prezzo e di come la dedizione di uomini e donne in uniforme continui a rappresentare un patrimonio morale per l’Italia.

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