Contrasto violenza di genere Foligno misure cautelari per 2 indagati

Contrasto alla violenza di genere a Foligno misure cautelari per due indagati

Contrasto violenza di genere Foligno misure cautelari per 2 indagati

Contrasto violenza di genere – I Carabinieri della Stazione di Foligno lavorano incessantemente per contrastare la violenza di genere nella città. Recentemente, sono stati eseguiti due provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria di Spoleto in seguito a indagini approfondite.

Nel primo caso, i Carabinieri hanno notificato un provvedimento che impone a un uomo straniero di 44 anni, accusato di maltrattamenti continuati nei confronti della sua ex compagna e del figlio per circa nove anni, il divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’allontanamento dalla casa familiare. In aggiunta, è stato applicato il cosiddetto “braccialetto elettronico” per il controllo degli spostamenti.

Nel secondo caso, un uomo italiano di 62 anni, nonostante fosse già sottoposto al braccialetto elettronico e avesse ricevuto un divieto di avvicinamento alla sua ex compagna, è stato posto agli arresti domiciliari. L’uomo è accusato di aver violato ripetutamente le prescrizioni imposte e di aver commesso atti persecutori (stalking) nei confronti della donna.

La violenza di genere è un fenomeno che riguarda tutte le forme di violenza, fisica o psicologica, che sono commesse contro una persona in ragione del suo sesso, della sua identità di genere o della sua orientamento sessuale. Si tratta di una violenza che ha alla base una discriminazione e una disparità di potere tra i generi, e che spesso colpisce le donne, ma non solo.

Non esiste un reato specifico di violenza di genere nel codice penale italiano, ma esistono diversi reati che possono essere considerati come tali, in quanto commessi contro le vittime di genere. Alcuni esempi sono:

  • Maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.): si tratta del reato di chi esercita violenza fisica o morale in modo continuato e abituale nei confronti del coniuge, del convivente, dei figli o di altri familiari. La pena è la reclusione da due a sei anni, aumentata se la vittima è una donna in stato di gravidanza o se il fatto è commesso in presenza o in danno dei minori.
  • Atti persecutori (art. 612-bis c.p.): si tratta del reato di stalking, ovvero di chi sottopone una persona a minacce, molestie, pedinamenti, appostamenti o altre condotte idonee a provocare un grave stato di ansia o paura nella vittima. La pena è la reclusione da sei mesi a quattro anni, aumentata se la vittima è una donna in stato di gravidanza o se il fatto è commesso da un ex partner.
  • Violenza sessuale (art. 609-bis c.p.): si tratta del reato di chi costringe una persona a compiere o subire atti sessuali con la violenza, le minacce o l’inganno. La pena è la reclusione da cinque a dieci anni, aumentata se il fatto è commesso da più persone o con l’uso di armi o se la vittima è minorenne, incapace o in stato di gravidanza.
  • Violenza sessuale aggravata (art. 609-ter c.p.): si tratta del reato di chi compie atti sessuali con una persona che non ha la capacità di intendere o di volere per effetto di alcol, droga, malattia o altro motivo. La pena è la reclusione da sei a dodici anni.
  • Violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies c.p.): si tratta del reato di chi partecipa ad atti sessuali con una persona costretta dalla violenza o dalla minaccia da parte di più persone. La pena è la reclusione da otto a sedici anni.
  • Deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (art. 583-bis c.p.): si tratta del reato introdotto dalla legge n. 69/2019 (c.d. codice rosso), che punisce chi provoca alla persona offesa lesioni permanenti al viso tali da alterarne l’aspetto e comprometterne il rapporto sociale. La pena è la reclusione da sei a dodici anni.
  • Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612-quater c.p.): si tratta del reato introdotto dalla legge n. 69/2019 (c.d. codice rosso), che punisce chi diffonde senza il consenso della persona interessata immagini o video sessualmente espliciti acquisiti in occasione di un rapporto affettivo o fiduciario. La pena è la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5 mila a 15 mila euro.
  • Costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.): si tratta del reato introdotto dalla legge n. 69/2019 (c.d. codice rosso), che punisce chi costringe o induce una persona a contrarre matrimonio contro la sua volontà con violenza, minaccia, inganno o abuso d’autorità. La pena è la reclusione da due a sei anni.

Questi sono solo alcuni dei reati che possono essere ricondotti alla violenza di genere, ma non sono gli unici. Ogni volta che una persona subisce una violenza in ragione del suo genere, ha diritto a denunciare il fatto e a ricevere tutela e assistenza. Per approfondire il tema, puoi consultare i seguenti siti web:

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