La cuoca di d’Annunzio al festival dei Primi d’Italia

"La cuoca di d'Annunzio" al festival dei Primi d'Italia
"La cuoca di d'Annunzio" al festival dei Primi d'Italia

La cuoca di d’Annunzio al festival dei Primi d’Italia
Venerdì 25 settembre alle ore 17 “La cuoca di d’Annunzio”, il libro scritto dalla perugina Donatella Miliani e dalla romana Maddalena Santeroni, approda al Festival dei Primi d’Italia di Foligno. All’auditorium Santa Caterina a parlare dei gusti culinari del Vate e del suo rapporto con l’amata cuoca Albina. Con le autrici ci saranno Ambra Cenci e Roberto Conticelli. Davanti a una tavola elegantemente apparecchiata, come sarebbe piaciuta a “Gabriel”, lo chef Fabrizio Rivaroli preparerà il celebre “Riso alle Rose” con cui d’Annunzio conquistò la divina Eleonora Duse.

[junkie-alert style=”red”] Per quasi vent’anni Gabriele d’Annunzio comunicò con la sua cuoca per mezzo di una miriade di piccoli biglietti, inviati a ogni ora del giorno e della notte. Messaggi maliziosi, coloriti e affettuosi, indirizzati da d’Annunzio (o meglio dal “Padre Priore”, come spesso il poeta, nell’insolita corrispondenza, amava firmarsi) alla fedelissima Albina Lucarelli Becevello, alias “Suor Intingola”: l’unica donna con cui d’Annunzio visse in assoluta sintonia – e castità – dagli anni veneziani al buen retiro finale nello splendido Vittoriale di Gardone Riviera. Sono decine e decine i biglietti per Albina a cui il Vate ha affidato, in ogni momento della giornata, le sue imprevedibili richieste culinarie: costolette di vitello e frittata, cannelloni e patatine fritte, pernice fredda, biscotti e cioccolata, ma soprattutto uova sode, sicuramente l’alimento preferito da d’Annunzio, che ne andava così ghiotto da paragonarne gli effetti a quelli di una “estasi divina”. Salutista attentissimo alla forma fisica, oltre che raffinato gourmet – molto interessato alla genuinità e alla freschezza delle materie prime, ma anche a valorizzare, con intuizione estremamente moderna, i prodotti locali –, d’Annunzio alternava infatti giorni di digiuno quasi completo a scorpacciate disordinate e compulsive, spesso provocate dall’arrivo di qualche amante. Erano quelli i momenti in cui il poeta si sbizzarriva maggiormente in dettagliate disposizioni culinarie, con modi ora scherzosi e poetici ora più perentori, indirizzate alla fidata “Suor Intingola”, sempre pronta a preparare sul momento elaborati menù in cui eros e cibo si combinavano in un sodalizio perfetto: ricette sorprendenti, accostamenti sontuosi e ricercati, inventivi abbinamenti anche cromatici. A casa d’Annunzio perfino il cibo infatti «diventava fonte di piacere, di coinvolgimento emotivo, di seduzione, di bellezza», come scrive Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani, nelle prime pagine di questo libro “saporito”, ricco e composito quanto una tavola imbandita, che, con vero spirito dannunziano, può essere letto anche come un originalissimo manuale di seduzione culinaria. (Fonte Utet Libri) [/junkie-alert]

Le autrici:

Maddalena Santeroni
vive e lavora a Roma. Si occupa di comunicazione ed eventi, ed è presidente dell’associazione Amici dell’Arte moderna a Valle Giulia. Nel 2010 ha collaborato alla realizzazione della nuova ala museale del Vittoriale, “D’Annunzio segreto”. Organizza da anni alla Gnam di Roma il premio “Arte: Sostantivo Femminile”.

Donatella Miliani
vive a Perugia. È scrittrice e giornalista professionista del quotidiano “La Nazione”, dove si occupa prevalentemente di cultura e spettacoli. In precedenza ha collaborato a lungo con il “Corriere della Sera” e con la Rai (radio e televisione).

La cuoca di d’Annunzio

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