Inaugurato il nuovo corso dell’immobile dove abitò la poetessa Alinda Bonacci
Il nobile Palazzo Brunamonti ritrova la sua antica fisionomia. Nel cuore di Bevagna, la dimora dove visse la poetessa Alinda Bonacci, consorte di Pietro Brunamonti, riapre al pubblico dopo un sapiente restyling. L’intervento ha ripristinato lo storico ingresso su corso Giacomo Matteotti, rimasto chiuso per molti anni. Un edificio di pregio, sottoposto alla tutela del Ministero della Cultura e oggi riconvertito in un prestigioso Boutique Hotel, che torna accessibile non solo agli ospiti ma all’intera cittadinanza. Uno spazio dove la storia riprende a dialogare con il presente.
L’inaugurazione tra sindaci e imprenditori. Istituzioni locali, sindaci del territorio, rappresentanti delle associazioni di categoria, culturali e sociali, insieme a una folta platea di imprenditori umbri: una cornice d’eccezione ha tenuto a battesimo il nuovo corso di Palazzo Brunamonti. Celebre per la sua facciata monumentale e i preziosi cicli pittorici, la struttura ha subito un sapiente intervento firmato da MartaToniStudio. Più che una semplice ristrutturazione, il progetto ha rappresentato un vero e proprio atto di amore e rispetto verso la memoria dell’edificio da parte della nuova proprietà che lo ha rilevato. “Questo palazzo rappresenta non solo uno spazio dove accogliere ospiti, ma un luogo aperto ai visitatori dell’Umbria che passano per Bevagna, la mia città. Per questo, aver dato nuova linfa a Palazzo Brunamonti ha per me un valore affettivo che va ben oltre l’investimento”, ha spiegato l’imprenditrice Lara Pagliochini quando ha preso la parola dopo il taglio del nastro.
L’evento si è svolto alla presenza della sindaca Annarita Falsacappa, del presidente Federalberghi Umbria, Simone Fettuccia, e del direttore generale di Confindustria Umbria, Simone Cascioli (che per suggellare il rilancio ha consegnato la targa “per l’inaugurazione di una realtà che contribuisce alla crescita del territorio”). Presenti anche il neo eletto Podestà dell’associazione Mercato delle Gaite, Massimiliano Bianchi, e Chiara Mencarelli, presidente dell’Associazione direttori d’Albergo per l’Umbria -, che si occupa della direzione in questa fase di avviamento dell’hotel. Un momento conviviale molto partecipato, allietato da musica dal vivo.
“La restituzione di Palazzo Brunamonti nel suo nuovo splendore, un importante palazzo proprio per la storia che racchiude, è un segnale importante per il nostro territorio” – ha sottolineato la sindaca di Bevagna, Annarita Falsacappa -. “È l’esempio – ha aggiunto – di come l’imprenditoria privata possa farsi custode della bellezza pubblica, elevando l’offerta turistica della nostra regione ai massimi standard internazionali”. Accanto a lei l’assessore alla Cultura e al Turismo, Marco Gasparrini. Insieme hanno consegnato a Lara Pagliochini una pergamena rappresentativa delle Gaite, la rievocazione simbolo di Bevagna. Vivo apprezzamento per il nuovo decorso della struttura è stato espresso anche da Simone Fittuccia. Arrivato da Roma subito dopo la conferma nel direttivo nazionale di Federalberghi, ha voluto essere presente a un evento definito di rilievo per il settore e per la regione, per la qualità della location e dell’ospitalità. “I dati recenti confermano la capacità attrattiva dell’Umbria, e la richiesta turistica va anche verso questa tipologia di soggiorni”. Un modo diverso e coinvolgente di fruire dell’arte: un’esperienza che permette di godere l’atmosfera vissuta dalla poetessa Alinda Bonacci.
Il restyling: l’armonia dei colori. La sfida raccolta dalla designer Marta Toni è stata quella di valorizzare gli spazi storici senza alterarne l’anima. L’intervento si è concentrato su una sofisticata ricerca cromatica: ogni elemento d’arredo, dalle sedute ai complementi, è stato scelto per riprendere e omaggiare le nuance dei dipinti e degli affreschi originali. Un “filo colorato” che lega poltrone, tessuti e dettagli di design alla storia secolare delle pareti, creando un’armonia visiva che avvolge l’ospite in un’esperienza sensoriale unica, grazie anche al nuovo progetto di illuminazione. “Lavorare su un immobile sotto tutela richiede un equilibrio quasi chirurgico tra conservazione e innovazione” – ha evidenziato Marta Toni – L’obiettivo era far sì che il nuovo arredo non sovrastasse l’antico, ma ne diventasse l’estensione cromatica e materica. Ogni tonalità scelta è un tributo ai pigmenti utilizzati secoli fa, reinterpretati per il comfort di un’accoglienza contemporanea. Meritevole di attenzione è il dipinto che raffigura un lago con un castello, ancora tutto da studiare e interpretare”.
Un Palazzo restituito alla comunità, visitabile gratuitamente. Palazzo Brunamonti non riapre solo come boutique hotel di charme (21 camere), ma si conferma come presidio culturale per la città di Bevagna. Essendo un immobile di interesse storico, il Palazzo rimane accessibile al pubblico per visite gratuite, permettendo a cittadini e turisti di ammirare le sale affrescate e la struttura architettonica originale. L’edificio, infatti, rappresenta non solo un semplice hotel, ma un’immersione nella storia tra le mura della dimora settecentesca che ospitò il nobile Pietro Brunamonti e la celebre poetessa Alinda Bonacci. Qui, dove la scrittrice visse tra il 1841 e il 1903 (come ricorda la lapide posta sulla facciata) la bellezza del passato è ancora viva: lo testimoniano le raffinate decorazioni a tempera dei secoli XVIII e XIX che impreziosiscono le pareti e i soffitti voltati. Varcarne la soglia significa immergersi istantaneamente nella stratificazione storica di Bevagna: i preziosi resti di epoca romana arricchiscono l’hotel, mentre le possenti mura medievali continuano a sorreggere i tre piani, testimoni silenziose di secoli di storia. Il risultato è un’esperienza di soggiorno unica: all’atmosfera accogliente e avvolgente di una dimora privata si unisce l’emozione profonda di vivere a stretto contatto con un passato affascinante, dove l’eredità nobiliare dialoga armoniosamente con il comfort contemporaneo.

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