Il sindaco ha ricevuto il vescovo nel municipio, consegnandogli il baiocco
Il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, ha incontrato ufficialmente monsignor Domenico Sorrentino nella sede municipale per un saluto istituzionale al termine del suo lungo servizio a capo della diocesi. Un gesto solenne, avvenuto alla presenza dei componenti della giunta comunale e del presidente del Consiglio, Giuseppe Galligari, che ha sancito il profondo legame costruito in questi anni tra la città e il prelato.
Nel corso della visita, il vescovo ha firmato il libro d’onore del Comune, ricevendo in dono il tradizionale baiocco, simbolo di appartenenza e riconoscenza della comunità folignate. L’incontro a palazzo Orfini ha rappresentato l’atto conclusivo di un rapporto intenso, caratterizzato da una vicinanza che ha superato i confini della sfera puramente religiosa per abbracciare quella sociale e istituzionale.
Un abbraccio nella basilica degli Angeli
Il saluto più toccante era già arrivato nel pomeriggio di ieri, all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi. In quella cornice di spiritualità universale, il primo cittadino ha preso la parola per rivolgere un pensiero sentito a monsignor Sorrentino, presente per l’occasione davanti alle comunità di Assisi e Foligno.
“È davvero una grande emozione prendere la parola all’interno di questo luogo, simbolo di fede e di spiritualità francescana a livello mondiale”, ha esordito Zuccarini. “Una doppia emozione tributarti proprio qui l’omaggio dell’intera comunità folignate, che con deferenza e gratitudine ti saluta con un grande abbraccio che sancisce il profondo e vivo legame umano e spirituale che hai saputo costruire con la città”.
Il ricordo di un mandato segnato dalle difficoltà
Nel suo intervento, il sindaco ha ripercorso i momenti più complessi degli ultimi anni, sottolineando come la guida del vescovo sia stata determinante nei frangenti più duri. “In questi anni di mandato – contrassegnati purtroppo dalla pandemia, e in gran parte, dalla chiusura della nostra cattedrale – tu non sei stato solo una guida religiosa ma punto di riferimento e faro di speranza”, ha ricordato Zuccarini.
Una presenza costante e autorevole, capace di dialogare tanto con i fedeli quanto con le istituzioni e il tessuto associativo cittadino. Secondo il primo cittadino, l’eredità lasciata da monsignor Sorrentino si misura nell’importanza del confronto e del dialogo, elementi fondamentali per la tenuta della democrazia e della solidarietà.
L’eredità francescana e l’amore per Foligno
Il sindaco ha voluto evidenziare anche il particolare legame che il vescovo ha saputo creare con la città, considerata a tutti gli effetti una “città gemella di Assisi”. Un rapporto alimentato dalla visione di un’economia etica e “a misura d’uomo”, in perfetta sintonia con il pensiero francescano, e da un’attenzione costante verso i più bisognosi.
“Ci lasci delle inestimabili eredità”, ha proseguito Zuccarini. “L’attenzione e il sostegno verso i più bisognosi, segnata dalla tua visione di un’economia etica ‘a misura d’uomo’, nel solco francescano. E non certo per ultima: l’amore per Foligno, che hai considerato come una ‘Città gemella di Assisi’ dedicandole – con la cura di un padre – le stesse amorevoli attenzioni e cure, vivendo a pieno la nostra identità”.
Foligno pronta ad accoglierlo ancora
Nel congedarsi dal presule, il primo cittadino ha voluto lanciare un messaggio chiaro, che va oltre la fine del mandato episcopale. La città non intende interrompere il rapporto costruito in questi anni.
“Ecco, ci tengo – e ci teniamo – a farti sapere che Foligno sarà sempre la tua città e la tua casa, e te, parte della nostra famiglia. Buon cammino caro monsignor Domenico: le braccia di Foligno per te sono sempre aperte”, ha concluso Zuccarini.
La consegna del baiocco in municipio rappresenta l’ultimo atto di questo percorso, un sigillo posto su un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nella comunità folignate, pronta a riabbracciare il vescovo nel momento in cui vorrà tornare nella città che lo ha accolto come parte della propria famiglia.

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