Carabinieri acquisiscono i filmati, Comune e Asl seguono la vicenda
Un episodio di violenza che coinvolge una bambina di undici anni, seguita dai servizi della Asl per esigenze di sostegno educativo, ha destato forte preoccupazione a Foligno. La minore, secondo quanto riportato, sarebbe stata aggredita da alcuni coetanei, un fatto che suscita condanna unanime e che pone nuovamente l’attenzione sui fenomeni di conflittualità tra giovanissimi.
I Carabinieri della Compagnia di Foligno hanno avviato verifiche approfondite sulla vicenda e, già nei giorni scorsi, hanno richiesto e ottenuto le registrazioni del sistema cittadino di videosorveglianza. Le immagini acquisite potranno rivelarsi fondamentali per chiarire la dinamica e individuare eventuali responsabilità.
Il circuito di controllo urbano, considerato uno dei più avanzati d’Italia, è stato recentemente riconosciuto come strumento prezioso dal Procuratore della Repubblica, dal Prefetto e dal Questore per l’apporto concreto alle attività investigative. Anche in questo caso potrà fornire elementi utili, pur nella consapevolezza che la tecnologia non possa impedire materialmente gli episodi criminosi, ma agisca piuttosto come deterrente e supporto decisivo nelle indagini.
Dalla ricostruzione preliminare, emerge che non si tratti di un fenomeno di cosiddetta “baby gang” – definizione che rimanda a gruppi strutturati di minorenni, spesso manovrati da adulti e dediti ad atti di violenza o estorsione – ma piuttosto di un episodio circoscritto di lite tra ragazzi. Un comportamento grave, da monitorare attentamente, che tuttavia non rientra nelle dinamiche della criminalità organizzata minorile.
Il Comune ha fatto sapere di seguire da vicino la situazione, ribadendo la disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni competenti per prevenire e contrastare simili episodi. “L’amministrazione è pronta a fare la propria parte, come in passato”, viene sottolineato, richiamando la necessità di un impegno corale a tutela dei minori e del tessuto sociale.
Rammarico è stato espresso per l’atteggiamento di alcune voci dell’opposizione che, invece di manifestare solidarietà alla famiglia della vittima, avrebbero usato la vicenda come strumento di polemica politica. Un comportamento giudicato inopportuno rispetto alla delicatezza del caso e al bisogno di coesione nel fronteggiare episodi che colpiscono i più giovani.
Il lavoro congiunto delle forze dell’ordine, l’efficienza del sistema di telecamere e l’impegno delle istituzioni locali rappresentano i punti cardine dell’azione in corso, con l’obiettivo di garantire sicurezza e rispetto per chi ha subito l’aggressione e per l’intera comunità.

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