MeetUp storico Foligno5Stelle, l’acqua fonte di vita, lasciato in mano alla speculazione
dal MeetUp storico Foligno5Stelle
FOLIGNO – Nulla o quasi si fa, ed è stato fatto, per gestire uno degli aspetti fondamentali “della vita” non solo dell’uomo. L’amministrazione locale è corresponsabile insieme ai dirigenti Vus, all’amministrazione regionale e Nazionale dello stato di non gestione e cura del ciclo di approvvigionamento idrico, distribuzione ed oculato utilizzo delle acque, così come sulla cura e controllo del loro utilizzo e corretto smaltimento.
Il problema pratico locale
Occorre che il bene prezioso dell’acqua sia protetto e custodito con rigore.
Molti sono gli aspetti che vanno tutelati da quelli legislativi ed amministrativi, a quelli del controllo del territorio, per finire all’utilizzo e alla prevenzione dell’inquinamento, alcuni dei quali elenchiamo:
- Rifacimento della rete degli acquedotti;
- Mantenimento della popolazione di montagna;
- Creazione di piccoli invasi;
- Ripristino dell’invaso di Acciano (Bagnara di Nocera);
- Consentire il giusto prelievo da parte della città di Perugia (sorgenti di Giovenale Gaifana), controllo della quantità di acqua che imbottigliano le multinazionali delle acque;
- Garantire il flusso d’acqua minimo vitale dei fiumi in particolare il fiume Menotre;
- Sorvegliare il territorio con la lotta antincendio;
- Difesa dell’ambiente;
- Difesa delle acque di falda con la costruzione di appropriati depuratori da parte delle industrie. Separare le acque bianche da quelle nere.
- I punti elencati sono a nostro giudizio indispensabili per guardare oltre, verso il futuro.
Chi deve fare e cosa
Ma vediamo chi la paga e chi decide quali investimenti fare e quanto spendere?
Il costo degli investimenti sulla rete e sugli impianti (che per mantenere lo stesso valore all’azienda dovrebbe coincidere con gli ammortamenti), vengono decisi dall’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale (la nostra ATI ) e dovrebbero essere dedicati al mantenimento o alla nuova costruzione di infrastrutture necessarie per garantire un servizio di qualità al cittadino.
Quale valore dovrebbe essere speso per assicurare un servizio di qualità?
L’obbiettivo dichiarato dal governo è quello di raggiungere livelli di investimento nel sistema idrico simili a quelli degli altri Paesi europei, passando dagli attuali 36 euro per abitante ad almeno 50 euro, per avvicinarsi poi agli 80-90 euro degli Stati europei più virtuosi.
Ciò significherebbe, visto che gli abitanti di Foligno sono 57.250, un investimento annuo minimo di 2.000.000 € che deve tendere verso un massimo di 5.000.000.
Chi dovrà pagare tale costo di investimento?
Nulla è cambiato rispetto a chi tocca pagare i costi per la manutenzione o nuova costruzione degli impianti, che dovranno essere scaricati per i due terzi sulla bolletta per un terzo sulla fiscalità generale.
Cosa stanno facendo ATI & C.
Premesso che la Valle Umbra Servizi gestisce per conto di ATI 3 e dei 22 comuni che la compongono circa 3.000 km di rete. L’ATI3 ha provveduto a predisporre un piano d’interventi di ambito per la Manutenzione straordinaria delle reti che prevede una durata per il completamento di 8 anni. L’Anno di avvio previsto dal piano è il 2014, l’ Importo della spesa previsto dal piano di 1.650.000,00 euro (per tutti e 22 comuni di ATI3) , purtroppo lo stato di avanzamento del progetto dopo tre anni dalla data di inizio, figura ancora nello stato “da avviare ”. http://www.ati3monitoraggio.it/interventosingolo.asp?id=113
Nulla di preciso si sa neppure del piano di Ricerca perdite nelle reti, che riguardava l’Annualità di attuazione 2015-2016 (VUS SpA) e che aveva come durata prevista dal piano 1 anno, l’Anno di avvio previsto era fissato al 2017 per un Importo previsto di € 590.000. http://www.ati3monitoraggio.it/interventosingolo.asp?id=117
Sembra evidente e chiaro che sia le cifre previste non sono assolutamente sufficienti neppure a mantenere lo stato di perdite attuali, sia i tempi (salvo che le informazioni presenti sul sito non siano aggiornate ) non rispettati, genereranno un peggioramento dello stato di manutenzione delle reti gestite da VUS (Foligno inclusa) per conto di ATI3.
L’amministrazione comunale Folignate e non solo, dal canto suo dovrebbe farsi parte attiva, nella ricerca delle risorse necessarie in Regione, in parlamento sia nei finanziamenti Europei, risorse che dovrebbero consentire di fare un vero piano di manutenzione straordinaria in grado di dimezzare la % di perdite attuali, recuperando le risorse d’acqua necessarie a superare le necessità domestiche e non solo dei cittadini specialmente per i periodi di siccità.
SEMPRE PIU’ URGENTE E’ IL PROBLEMA DEL MIGLIOR UTIIZZO DELLE RISORSE ESISTENTI
VEDIAMO PERCHE’
Il problema acqua nel contesto ambientale
L’Italia è coinvolta nei mutamenti climatici che avvengono in ogni parte del globo.
L’acqua è elemento primario della vita, e attraverso la politica stà passando in mano a colossi aziendali come Acea, Hera, Iren e A2a che nel silenzio dell’informazione hanno già preso in mano rifornendo 15 milioni di italiani, un quarto della popolazione.
L’attenzione delle aziende sia pubbliche che private o miste al bene prezioso dell’acqua è drammaticamente scarsa se ancora oggi su cento litri di acqua distribuiti ben 39 si perdono per strada. Infatti le reti non sono state rinnovate, ed abbiamo ancora il 60% dei tubi che è stato posato più di 30 anni fa, ed il 25% da più di 50 anni.
Quasi nessuno sa che ogni anno in Italia rinnoviamo 8,3 metri di tubature per ogni chilometro esistente. Per sostituire l’intera rete a questo ritmo ci vorrebbero due secoli e mezzo.
Ma cos’è la tanto agognata goccia d’acqua?
L’Umbria per prevenire la siccità deve custodire con sagacia e ponderatezza l’acqua che cade sul suo territorio (2016 mm 671).
E’ questione di civiltà, il problema deve essere affrontato in tutti i suoi aspetti, altrimenti vi sarà spazio per il pressappochismo, “il volemose bene” il quale è l’antitesi della difesa delle acque .
Una composizione naturale di due atomi di idrogeno i quali sono legati con l’atomo di ossigeno con legame covalente polare (H2O), lei s’incunea nel terreno,un po’ evapora o è interamente assorbita dalla vegetazione, la rimanente filtra nel terreno si unisce ad altre sue compagne di viaggio, per alimentare le vene, le quali nello scorrere a valle formano i fiumi e torrenti. (il reticolo dei fiumi interessano il bacino del Tevere).
L’acqua rimanente, dopo essere stata assorbita dalla vegetazione, che la utilizza per il ciclo vitale, alimenta le falde, le vene di montagna, fuoriesce copiosa, ricca di elementi minerali come nel caso del fiume Clitunno.
La piana di Spoleto è ricca di un vasto reticolo di Fiumi e torrenti dal celebre Clitunno ove poeti hanno decantato le sue sorgenti, al Tatarena, Riucciano, Marroggia, Teverone.
Foligno è attraversato dal fiume Topino il quale ha un ricco affluente il fiume Menotre.
Seguiamo le piccole gocce d’acqua che cadono sui monti di Serano, Prefoglio, Brunette, Monte Acuto.
Ora, le acque incontrano le attività dell’uomo, uomini che fino a quando hanno utilizzato l’acqua per far muovere gli opifici, (valle del Menotre, Foligno) la rispettavano e nulla è successo di strano .
Ora, ritorniamo sulle nostre gocce d’acqua che insieme a miliardi di altre gocce sono precipitate a valle.
A partire dagli anni 2000 si assiste ad una accelerazione dei fenomeni planetari quali:
- lo scioglimento delle calotte artiche
- lo scioglimento dei ghiacciai alpini in Europa
- ondate di calore
Anche l’Italia è a rischio, poiché, si trova in una zona di transizione tra Europa Continentale e Nord Africa. Gli esperti mettono in guardia di una possibile desertificazione di vaste zone dell’Italia centrale e meridionale. http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/acqua/ultimenews/2015/08/25/italia-e-ad-alto-rischio-desertificazione_94c6ba5a-1009-4ea4-9c63-f8b83513488d.html
E’ altresì vero che in Italia esistono zone con alta piovosità, come Musi del Friuli Venezia Giulia con oltre 3000 mm di pioggia annua, ma è anche vero che a Capo Carbonara la pioggia non supera i 240 mm annui.
Spetta agli uomini che vivono nei territori progettare e manutenére nel proprio ambito le infrastrutture necessarie a reperire la quantità d’acqua che necessita.
Fine 1° parte
MeetUp storico Foligno5Stelle

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