Fondi per messa in sicurezza ospedale di Foligno reperiti dal centrodestra

I sindaci dei comuni dell'Ambito sociale n. 8 sull'ospedale di Foligno

Enrico Melasecche (capogruppo Lega in regione Umbria): “Non ho avuto la possibilità di partecipare alle celebrazioni del ventennale della costruzione dell’ospedale di Foligno, impegnato com’ero dalla contemporanea convocazione della II e III commissione in Regione su aspetti di assoluta rilevanza che riguardano le prospettive dell’Umbria. Ho ascoltato solo e soltanto toni celebrativi di quanto deciso nel 2005. Condivido assolutamente in positivo il ruolo che ha avuto quel nosocomio in questi due decenni, cui ancor oggi si continuano con questa sorta di irrisolta via crucis ad inviare dalla sanità regionale pazienti da Orvieto, Città di Castello e Terni per effettuare un doppler o una risonanza magnetica.

Ciò che manca alla narrazione è la verità che, con un pizzico di completezza ed onestà intellettuale si sarebbe dovuta utilizzare. La scelta del sito fu sbagliata perchè l’ospedale di Foligno si trova in area esondabile e, in barba alle roboanti dichiarazioni dell’assessore regionale grillino che spara a salve nel solito stile antagonista e piazzaiolo, è stata la precedente giunta regionale di centro destra a doversi fare carico di reperire i finanziamenti che da mesi devono essere messi a terra per salvare quella struttura da pericoli di esondazione. Questo certificano i tecnici e questo ci siamo fatti carico di fare. Infatti non bastano 10 milioni relativamente al quel rischio della esondazione, risalendo alle probabilità dei precedenti cinquant’anni, ma abbiamo dovuto reperire anche altri 10 milioni per metterla al sicuro, come prevede la legge, da possibili eventi risalenti a duecento anni prima che, con le conclamate variazioni climatiche, potrebbero comunque verificarsi. Venti milioni oggi, rispetto a quanto costò la sua costruzione, costituisce una cifra enorme.

Non solo, va ricordato che la stessa leggerezza fu adottata su Foligno dagli amministratori dell’epoca quando decisero di realizzare la piastra logistica, appaltata senza avere la certezza scientifica che l’area individuata fosse idonea ma, solo dopo l’assegnazione ad un gruppo di imprese umbre ci si accorse del problema di un terreno fragilissimo, con una vertenza giudiziaria durata lustri. C’è oggi l’amarezza per cui, nonostante i miei numerosi tentativi di riprendere quel progetto per i capelli, l’impossibilità di dotare Foligno di una struttura per la logistica che avrebbe ben potuto contribuire al rilancio della sua economia servendo la fascia centrale dell’Umbria solo che si fossero fatti preventivamente sondaggi adeguati. Conclusa e attivata da noi quella di Città di Castello, completata ormai quella di Terni/Narni con il collegamento da noi voluto alla linea ferroviaria Orte-Falconara, quella di Foligno, avrebbe ben potuto svolgere il ruolo che le compete, anche grazie al collegamento diretto con Civitanova.

Tanto per parlare di problemi idrogeologici di Foligno, vale forse la pena di ricordare a chi continua a spargere veleno quotidianamente sulla inattività della passata amministrazione nel settore di messa in sicurezza dal rischio di esondazione, che l’assessorato da me diretto ha sbloccato la soluzione del problema che angustiava la sicurezza della terza città dell’Umbria, irrisolto da molti anni, reperendo varie decine di milioni per realizzare con i 50 milioni oggi disponibili la messa in sicurezza di gran parte della città di Foligno dall’esondazione del Topino, il cui cantiere vorremmo vedere quanto prima in funzione.

In sintesi, i trionfalismi possono funzionare nel caos di una campagna elettorale, come la denigrazione di una amministrazione che ha affrontato come non mai, con grande serietà ed impegno i problemi ereditati nel 2019 da decenni, ma poi, trascorso oltre un quinto della legislatura, vorremmo vedere non solo tagli di nastri di scelte precedenti ma, oltre alle solite parole e cuoricini di circostanza,  qualcosa di nuovo, di concreto, di serio e di strategico, se si vuol dimostrare di essere all’altezza della fiducia accordata dagli elettori. L’avvio ad oggi è sufficientemente preoccupante”.

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