Foligno città romana in trasferta
Due i convegni internazionali che hanno accolto con molto interesse i risultati delle recenti ricerche sull’antica Fulginia
I risultati delle ricerche svolte a Foligno, che stanno dimostrando come la Foligno attuale sia in realtà una fondazione romana (castrum)conseguente alla ribellione delle popolazioni Umbre del 308 a.C., sedata dal console Quinto Fabio Massimo Rulliano, tramandataci molto vividamente e con dovizia di particolari da Tito Livio, sono stati recentemente pubblicati nel volume Foligno città romana. Ricerche storico-urbanistico-topografiche, a cura di Giuliana Galli con i contributi di Paolo Camerieri, Giovanna Galli e Giuliana Galli, ediz.
Il Formichiere, e sono stati divulgati in due importanti incontri scientifici dagli archeologi del team, uno al VI Seminario Internazionale sulle mura poligonali di Alatri il 28-29 novembre 2015 con il titolo “Gli albori della romanizzazione in Umbria.
Opera poligonale e opera quadrata tra Fulginia e Spoletium”, l’altro al II Convegno Internazionale di Archeologia Aerea tenuta all’Accademia Belgica in Roma il 5 febbraio, con il titolo “Foligno, antica Fulginia: riflessioni ed ipotesi sulla città romana con l’ausilio di tecniche GIS, foto-cartointerpretazione.
Il ruolo del drone”. La comunità scientifica ha appreso con molto interesse e curiosità la notizia della divisione territoriale e della sistemazione agraria d’età romana (centuriazione) intorno a Foligno dove è stato colmato un vuoto, in parte ancora da riempire con ulteriori indagini, soprattutto all’interno della città.
I lacerti di mura in opera quadrata presenti nel centro storico possono essere attribuiti alla originaria cerchia di mura nata seguendo il vecchio perimetro dell’accampamento che, gradualmente, si è stabilizzato diventando un centro abitato (prefettura) dipendente direttamente dalla colonia latina più vicina che in quel periodo era Narni (299 a.C.): la colonia latina di Spoleto sarà fondata più tardi (241 a.C.), così come la via Flaminia (223- 220 a.C.) che infatti evita, con i suoi due rami, la preesistente sede urbana.
Qualche nota per capire come è stata realizzata la cartografia di base: il territorio di Foligno modellato su un DEM20 è stato analizzato in modo da consentire al sistema “Quantum GIS (Global Information System)” di selezionare digitalmente le zone pianeggianti per ricavare una carta cliviometrica (Slope analysis), comprensiva di curve di livello (Contour).
Quindi è stata realizzata la digitalizzazione degli studi pregressi sulla centuriazione della Valle Umbra, realizzati prima dell’impiego massiccio dell’informatica. Durante questa fase, sono stati considerati anche i limiti delle Diocesi umbre fra il XIII ed il XIV secolo (basate sulle Rationes decimarum Italiae), secondo l’interpretazione di Pietro Sella, restituita nella mappa storica IGM.
Per questo lavoro sono state utilizzate le vecchie carte topografiche IGM al 25.000, per poi approdare alla cartografia topografica di dettaglio, aerofotogrammetrie alla scala dell’ 1:5000 ed 1:10.000, e per i confronti sono state impiegate le cartografie catastali al 5.000 (1931-1985) e le foto aeree di diversa provenienza reperibili in rete. È stata affrontata una lunga e attenta fase di censimento delle possibili tracce fossili delle centuriazioni, costituite prevalentemente da chiusure vive e morte dei campi, viabilità rurale, crop marks, soil marks e paleoalvei fluviali, impiegando anche cartografia catastale storica qualora disponibile.
Le varie misurazioni sono state confrontate matematicamente con possibili multipli e sottomultipli delle unità di misura romane, prevalentemente il Piede romano di 0,2957 m ed il Piede Osco-Italico di 0,2750 m, al fine di comprendere il modulo di riferimento. In base alle possibilità fornite da questo responso, sono state sovrapposte griglie create ad hoc di volta in volta.
Per quanto concerne in particolare lo studio del centro storico di Foligno, ci si è potuti avvalere della cartografia aerofotogrammetrica (CTR) realizzata dalla Regione Umbria in occasione del noto evento sismico, alla scale dell’1:500 che una volta georiferita ha raggiunto un grado di precisione assoluta sulla quale applicare l’analisi metrologica effettuata con l’unità di misura urbanistica e fondiaria romana, ossia l’actus pari a circa 35,52 m (nel caso della base su piede attico da proporzionalmente ridurre nel caso dell’utilizzo anteriormente all’adozione di detta unità di misura, ossia convenzionalmente prima della presa di Corinto).
Per arricchire di ulteriori dati l’analisi metrologica e tipologica del disegno urbano, all’interno degli isolati delineati nella CTR 1:500 sono stati inseriti i “catastini” dei piani terra, rendendo ancor più ricca di morfologie utili a delimitate e discerne le matrici antiche stratificate, una cartografia già di per se ampiamente sufficiente allo scopo. I risulti sono stati per la prima volta pubblicati nel volume “Foligno città romana. Ricerche storico-urbanistiche topografiche dell’antica città di Fulginia “.
Le indagini e le ricerche sulla Foligno romana non sono fini a se stesse ma sono anche l’inizio di un nuovo corso per la valorizzazione del territorio finalizzato al turismo e al consumo culturale. La divulgazione al di fuori delle strutture museali è ancor di più un tentativo per un riconoscimento dell’identità degli abitanti, della propria storia e delle proprie tradizioni che è di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo di un paese.
Anche questo contribuisce a creare ciò che s’intende per ‘museo diffuso’: il luogo, l’identità, i luoghi musealizzati, gli itinerari, ma soprattutto la divulgazione e il collegamento con gli altri centri limitrofi, come Spello, Bevagna, Spoleto, altre realtà con analoga storia con i quali creare nuovi percorsi e intrecci comuni.
Il Gruppo di lavoro
Dott. Giuliana Galli (coordinatrice progetto)
Dott. Paolo Camerieri
Arch. Giovanna Galli

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