Agostino Cetorelli candidato alle regionali dell’Umbria, ecco i motivi
Agostino Cetorelli candidato alle regionali dell’Umbria, pubblichiamo un articolo realizzato da Noi Moderati, civici per l’Umbria
1 – Cosa l’ha spinta a candidarsi per le elezioni regionali del 17 e 18 Novembre 2024?
Mi candido per una “Grande Umbria”. E’ un’espressione culturale nota agli antichi e sconosciuta a noi che siamo sempre cresciuti con questa idea del “Cuore verde d’Italia” che da una parte ci consegnava un ruolo, ma da un’altra lo sminuiva. Cuore d’Italia io la definirei, non solo verde o geografico, ma culturale. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di popolo. Non solo abbiamo radici profonde nel cristianesimo, ma nella genesi del mondo italico e romano. Dobbiamo riacquisire coscienza di ciò come popolo, perché senza radici non esiste neanche l’attualità. Gli antichi e moderni Umbri sono centrali nella storia d’Europa. Per questo voglio costruire un brand sulla cultura degli Umbri, che è familiare, policentrica e comunitaria per renderla riconoscibile come quella irlandese che è estremamente identitaria, ma anche internazionale: pagana, ma poi pervasivamente cristiana. Natalità e famiglia, sviluppo e lavoro. Penso che la proposta del centro destra su queste tematiche sia la più attuale e vicina alle esigenze della gente, come ha già dimostrato la Giunta uscente approvando una Legge sulla Famiglia innovativa e rilanciando il turismo. In questi decenni trascorsi nelle istituzioni ho molto lavorato in varie istituzioni: come consigliere (per tre mandati) e Assessore a Foligno e come segretario del Presidente della Provincia Cozzari a Perugia, ma anche in Valnerina come Assessore del “Bim Nera-Velino” oltre che in un’Agenzia Regionale per i disabili per tutta sia a Perugia che a Terni penso di aver maturato la capacità e una certa competenza nel rappresentare la mia terra a partire dalla mia amata Foligno, ma anche per tutti gli Umbri.
2 – Crede che la Presidente uscente Tesei abbia ben lavorato per la nostra Regione? Cosa migliorerebbe?
Credo che la Presidente uscente Tesei abbia svolto un lavoro importante sicuramente in un momento storico tra i più difficili e quindi seppur investita dalle crisi dovute alle restrizioni sociali del covid e al conflitto russo-ucraino, la Giunta è riuscita a promuovere il nostro territorio, a farlo crescere economicamente e dal punto di vista turistico creando condizioni migliorative anche per i collegamenti con la valorizzazione delle infrastrutture e dei trasporti. Una comunità quella Umbra che dalle secche della Pandemia è stata accompagnata fuori dall’attuale amministrazione con una discreta vitalità. Io lascerei ancora più autonomia ad imprenditori e attività produttive. Altro importante segnale è stato dato con La Legge recentissimamente approvata sulla Famiglia per la prima volta. Si dovrà consolidare e attuare il percorso nell’applicazione della legge in cui il rapporto con le associazioni e le istituzioni comunali sarà fondamentale. Il nuovo slancio per i due aeroporti di S. Egidio e Foligno dal punto di vista sanitario del soccorso sono altri punti di merito per il quale si richiede una continuità. Nella sanità ci sono stati dei problemi a causa di una pesante eredità e della pandemia mondiale. Possiamo fare di più, anche se l’indicazione di un terzo Polo a Foligno e Spoleto, due polmoni che possono respirare con una diversa specificità è giusta, così come serve un radicamento territoriale su tre gambe. Servono massicce assunzioni per consentire al personale di operare in condizioni si serenità e una gestione oculata e monitorata costantemente. Fuoriusciti dall’emergenza e con una esperienza di governo si potrà molto migliorare ed anche in questo caso la continuità con la rielezione della Presidente aiuterebbe non poco.
3 – Da Assessore delegato per le Politiche sociali e familiari del Comune di Foligno, ritiene che questa Giunta abbia ben operato in questo settore? Quali sono le sue proposte? La Giunta della Presidente Tesei ha approvato una importante legge sulla famiglia. Cosa ne pensa?
La mia battaglia è da sempre stata quella di far entrare le famiglie nell’attenzione concreta delle Istituzioni. Ho voluto creare un protocollo d’intesa insieme ad altri Comuni per restituire alla famiglia centralità. Un segnale sicuramente importante è arrivato anche dalla Regione con la Legge sulla Famiglia che ho citato alla quale ho personalmente contribuito, insieme ad altri Assessori comunali, fornendo spunti ed emendamenti. In ambito familiare la Giunta ha quindi dovuto rinnovare totalmente il concetto di approccio culturale, perché non c’era mai stata una attenzione specifica, ma sempre misure destinate a particolari problematiche. Dobbiamo cambiare l’Isse con il Fattore Famiglia che renderà lineare la ripartizione delle risorse senza escludere chi ha Isee da ceto medio. Dobbiamo aiutare le famiglie in maniera sempre più massiccia
4 – Perché gli elettori dovrebbero riporre la loro fiducia in Lei?
Perché un politico, come un medico non si inventa. C’è una gradualità nella crescita. Ho fatto il consigliere, l’Assessore, il rappresentante di una vasta Zona sociale, ho svolto un ruolo importante in Provincia, conosco i problemi dei vari territori e di variegati mondi, da quello della famiglia e della disabilità, a quello agricolo e dei piccoli centri montani, a quello delle periferie delle più grandi città. Ho sviluppato un tale patrimonio di contatti e relazioni con la Provincia di Trento, l’Ass. Nazionale Famiglie numerose, ma anche con Genetisti, linguisti, Antropologi, Università straniere di Rango internazionale come Leiden, che possono tornare molto utili per consolidare il rilancio dell’Umbria. Mi sono occupato di acque, di patrimonio idrico, del Lago Trasimeno con il circuito internazionale Living Lakes e di cultura come appassionato di storia, di folclore e di tradizioni: su tutte le tradizioni del Maggio che rappresentano il culmine e la base della nostra identità più profonda.
5 – Se entrasse a far parte del nuovo Consiglio, quale sarebbe il suo primo obiettivo a favore della nostra regione?
Il fattore famiglia per dare fiato alle famiglie comuni nei decenni precedenti lasciate a se stesse, favorire la nascita di scuole parentali o accompagnare quelle esistenti per riaffermare la primazia dei genitori sull’educazione dei figli e contrastare la cultura gender. Territorializzare i servizi ai disabili, con una regia ovviamente regionale, ma portandoli vicini ai cittadini. Rilanciare un grande piano sulla casa per i piccoli centri e di pari passo i servizi di base, in particolare per quelli montani creando una politica abitativa ad hoc e internet veloce. Valorizzare il nostro patrimonio idrico fluviale, lacustre per le attività sportive, agricole e turistiche.

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