Tagli pesanti a scuola e sociale: l’attacco dei Dem
TREVI, 28 gennaio 2026 – Le scelte contabili dell’amministrazione comunale finiscono nel mirino dell’opposizione, scatenando una dura reazione politica che mette a nudo la fragilità dei conti pubblici locali. Il Partito Democratico ha bocciato senza appello il documento programmatico approvato lo scorso dicembre, descrivendo uno scenario di forte preoccupazione per la tenuta dei servizi essenziali. Secondo i vertici del circolo cittadino, la manovra finanziaria per l’anno appena iniziato manca di una visione strategica e si riduce a una fredda operazione di contrazione della spesa che rischia di paralizzare lo sviluppo della comunità. La critica non si limita alla gestione dei numeri, ma investe l’intero modello di governance della città, accusato di aver rinunciato agli investimenti per ripiegare su una linea di pura rassegnazione.
Il dato più allarmante che emerge dall’analisi dem riguarda il comparto educativo, settore che dovrebbe rappresentare il pilastro di ogni società moderna. I numeri pubblicati sul portale dell’Ente raccontano una storia di ridimensionamenti drastici: i fondi destinati all’istruzione prescolare subiscono un tracollo superiore al 54%, mentre le risorse per garantire il diritto allo studio vengono sforbiciate di oltre un terzo rispetto alle previsioni dell’anno precedente. Questa contrazione non è solo un esercizio contabile, ma un colpo durissimo alle famiglie di Trevi che si ritrovano a fare i conti con servizi sempre più esigui in un contesto economico già reso difficile dal caro vita. Per il PD, questi tagli rappresentano un tradimento verso le giovani generazioni e un ostacolo insormontabile alla crescita culturale del territorio.
L’analisi del bilancio si fa ancora più cupa quando si passa ai capitoli dedicati alle fragilità sociali. La manovra prevede infatti riduzioni della spesa che superano il 35% sia per quanto riguarda il sostegno ai minori, sia per i progetti di contrasto all’esclusione sociale. Questa scelta politica viene definita dai dem come “regressiva”, poiché infierisce su chi già vive in condizioni di vulnerabilità. Invece di fungere da scudo contro la povertà e l’isolamento, il Comune sembrerebbe aver optato per un disimpegno che lascia soli anziani, bambini e persone con difficoltà economiche. La coesione della comunità viene così messa a dura prova da un documento che l’opposizione considera privo di anima e di empatia verso i bisogni reali dei cittadini.
Davanti a questo scenario, il segretario del circolo locale, Massimo Valentini, ha rivolto un sollecito perentorio al Sindaco Gemma affinché vengano riviste le priorità nel corso dell’anno. Il PD chiede un impegno concreto per rimpinguare i capitoli di spesa strategici, rifiutando la tesi della mancanza cronica di fondi come giustificazione per l’immobilismo. L’invito è quello di compiere scelte politiche coraggiose che mettano al primo posto il benessere della collettività anziché la semplice quadratura dei bilanci, come riporta il comunicato del circolo Pd Trevi. La politica dei tagli indiscriminati, secondo i Dem, non può essere l’unica risposta a una città che chiede invece protezione, prospettive e una visione di futuro che non sacrifichi la dignità dei propri cittadini sull’altare dell’austerità.

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