Consultorio  Foligno la protesta delle donne non si ferma

Consultorio  Foligno la protesta delle donne non si ferma

 I cantieri in via Aspromonte a Foligno non convincono Arci

FOLIGNO, 30 marzo 2026  – La mobilitazione delle Donne Arci Subasio non arretra di un millimetro, nonostante i primi segnali di attività edilizia. Lunedì 30 marzo, l’avvio del cantiere presso la struttura sanitaria di via Aspromonte è coinciso con l’inizio del sit-in di protesta, trasformando l’area dell’Agorà nel fulcro di una battaglia politica e sociale per il diritto alla salute. Il collettivo femminista, stanco di attendere risposte concrete dopo mesi di segnalazioni rimaste inascoltate, ha deciso di presidiare l’ingresso dell’edificio per denunciare condizioni strutturali ormai insostenibili, come riporta il comunicato di Pia Fanciulli.

Il degrado di una struttura essenziale per la comunità

Il cuore del problema risiede nelle gravissime infiltrazioni d’acqua che hanno devastato i locali interni, rendendo inagibili numerosi ambulatori. Le pareti, intrise di umidità e ricoperte da ampie macchie di muffa, rappresentano un rischio sanitario evidente sia per l’utenza che per il personale medico. Particolarmente allarmante è la situazione nei giorni di pioggia, quando il deflusso idrico raggiunge le prese di corrente scoperte, alimentando il timore di pericolosi cortocircuiti. Questa precarietà ha costretto la Usl Umbria 2 a una drastica riorganizzazione, con il trasferimento di servizi fondamentali verso i centri limitrofi di Bevagna, Spello e Sant’Eraclio, svuotando di fatto il presidio cittadino. Sebbene l’arrivo degli operai sia stato accolto come un piccolo passo avanti, le attiviste nutrono forti riserve sulla natura dell’operazione. Secondo le prime indiscrezioni, l’intervento dovrebbe concludersi nell’arco di una sola settimana e riguarderebbe esclusivamente un’ala del fabbricato. Tale prospettiva alimenta il sospetto che si tratti di un semplice “maquillage” edilizio piuttosto che di una ristrutturazione radicale capace di eliminare definitivamente le cause del dissesto. Per tale ragione, la richiesta di una sede alternativa temporanea rimane la priorità assoluta delle Donne Arci Subasio, che intendono garantire la continuità assistenziale in ambienti sicuri e decorosi.

La battaglia politica e il sostegno delle istituzioni locali

La pressione esercitata dal collettivo ha varcato i confini comunali, coinvolgendo direttamente i vertici della Regione Umbria. Una seconda lettera ufficiale è stata indirizzata alla presidente Stefania Proietti e alla presidente dell’Assemblea Legislativa Sarah Bistocchi, sollevando il caso come una questione di rilevanza regionale. Al fianco delle manifestanti si sono schierati esponenti politici locali come il consigliere regionale Fabrizio Ricci e i rappresentanti comunali Rita Barbetti, Mariolina Frigeri e Diego Mattioli, i quali hanno preso parte al presidio per dare voce alle istanze dei cittadini. La critica mossa dalla presidente dell’associazione, Sara Tiberi, è tagliente: ci si interroga se i tempi burocratici sarebbero stati così dilatati qualora il disservizio avesse riguardato una tipologia differente di prestazione sanitaria, non legata prevalentemente alla sfera femminile.

Il presidio in via Aspromonte non è destinato a sciogliersi rapidamente, ma si strutturerà con appuntamenti quotidiani dalle ore 11 alle 13. Contestualmente, è stata lanciata una raccolta firme volta a sensibilizzare la cittadinanza e a richiedere formalmente al Comune di Foligno, proprietario dell’immobile, un impegno economico serio e duraturo. La vigilanza sull’andamento del cantiere sarà costante, poiché l’obiettivo dichiarato è il ripristino totale degli spazi e il ritorno dei servizi specialistici nel cuore della città. La solidarietà espressa nei confronti delle operatrici sanitarie, che lavorano in condizioni d’emergenza, completa il quadro di una protesta che unisce la tutela dei diritti civili alla salvaguardia dei beni comuni.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*