Amministrazione condivisa guida il riscatto dei giovani oggi

Amministrazione condivisa guida il riscatto dei giovani oggi

Tesi dedicata al Comune di Foligno celebra impegno giovanile

La laurea con 110 e lode di Diego Donati in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Perugia diventa il punto di partenza di un percorso che intreccia studio, territorio e responsabilità collettiva. Il giovane folignate, ventiquattro anni, ha scelto di dedicare la sua tesi magistrale al Comune di Foligno, indicando con chiarezza la direzione che immagina per il futuro della città: un modello di amministrazione condivisa capace di coinvolgere davvero la comunità nelle decisioni pubbliche.

Giovani e istituzioni: un dialogo che chiede spazio

Donati, ex studente dell’Istituto Tecnico Economico Aeronautico “F. Scarpellini”, rifiuta l’idea di una generazione distante dalla vita pubblica. Al contrario, rivendica il diritto – e il dovere – dei giovani di partecipare alla costruzione del proprio domani. Nelle sue riflessioni emerge una convinzione netta: la trasformazione sociale non può essere calata dall’alto, ma deve nascere da un confronto costante tra cittadini e istituzioni.

Il suo lavoro accademico, un volume di circa centocinquanta pagine, approfondisce il principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’articolo 118 della Costituzione, individuandolo come la chiave per una governance più aperta, inclusiva e capace di leggere i bisogni reali della comunità. Donati sottolinea come la partecipazione non sia un gesto simbolico, ma un processo che richiede ascolto, responsabilità e continuità.

Un modello già vivo in molte città italiane

Il tema non è teorico: l’amministrazione condivisa è già una realtà consolidata in diversi territori italiani. Bologna, pioniera dal 2014, ha aperto la strada a città come Siena, Milano, Bergamo, Brescia, Torino e Firenze, dove patti di collaborazione e iniziative civiche hanno dimostrato che la cura dei beni comuni può diventare un motore di coesione e innovazione sociale.

Donati osserva come questo approccio permetta a tutti – non solo alle élite politiche o amministrative – di contribuire alla gestione del territorio. Interpretare bisogni, proporre soluzioni, prendersi cura degli spazi condivisi: sono azioni che, secondo il giovane laureato, restituiscono senso di appartenenza e rafforzano il legame tra cittadini e istituzioni.

Una generazione che rifiuta l’etichetta del disimpegno

Nel suo percorso emerge una critica lucida agli stereotipi che dipingono i giovani come disinteressati o distanti dalla vita pubblica. Donati ribalta questa narrazione: molti ragazzi, pur non militando in partiti o movimenti, desiderano partecipare, esprimere idee, assumersi responsabilità. Non cercano un ruolo marginale, ma un riconoscimento pieno come interlocutori capaci di contribuire alla definizione delle politiche locali.

Il suo messaggio è chiaro: la partecipazione non è un atto episodico, ma un processo che si costruisce nel tempo, attraverso strumenti che permettano ai cittadini di incidere realmente sulle scelte dell’ente locale. L’amministrazione condivisa, in questa visione, diventa un ponte tra istituzioni e comunità, un metodo che valorizza competenze diffuse e promuove un protagonismo sociale autentico.

Una tesi che diventa proposta per il futuro

Il lavoro di Donati non si limita all’analisi teorica: è una proposta concreta per Foligno, un invito a rafforzare i percorsi di collaborazione tra amministrazione e cittadini. La sua tesi diventa così un contributo al dibattito pubblico, un tassello che si inserisce in un movimento più ampio che vede i giovani reclamare un ruolo attivo nella costruzione del bene comune.

Il suo percorso accademico, culminato con il massimo dei voti, rappresenta un segnale forte: la partecipazione è una scelta possibile, e può diventare la base di un nuovo modo di vivere la cittadinanza. Foligno, al centro del suo studio, diventa il simbolo di una comunità che può crescere attraverso il dialogo, la collaborazione e la responsabilità condivisa.

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