Foligno eccelle con “I Primi d’Italia”: tradizione culinaria e innovazione
Qual è la formula magica e gli ingredienti giusti che hanno condotto Foligno ad essere ormai da tutti additata quale capitale culinaria e manifestazione di punta, ormai incontrastata nel panorama nazionale?
Inizia così l’intervista al dominus, al Condottiero Aldo Amoni, che quest’anno ha ricevuto per la sua creatura “I Primi D’Italia”, l’onorificenza d’Ambasciatore della Cucina Italiana da parte del Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e foreste Francesco Lollobrigida, candidando la manifestazione folignate quale patrimonio immateriale dell’Unesco, stante l’altissima qualità raggiunta dall’evento settembrino.
di Sauro Presenzini
Foligno, senza bisogno di “sgomitare”, fin dalle prime edizioni (oggi si celebra la 26°), ha sempre macinato successi di presenza, in un continuo crescendo. Successi che riguardano anche tutte le altre manifestazioni contenute dentro l’evento, che come nelle scatole cinesi appaiono, appassionano e stupiscono, formula che vede abbattere sistematicamente tutti i suoi precedenti record.
Record di presenze quindi, ma anche d’incassi, di qualità e varietà d’offerta gastronomica, manifestazioni dentro la manifestazione, ma il tema centrale, come ovvio che sia, rimane la gastronomia, declinata in ogni forma, modo, gusto, maniera, stile, espressione e tradizione, percorrendo in lungo e in largo lo stivale italico, proponendo al grande pubblico la degustazione delle migliori eccellenze regionali a prezzi popolari.
Per chi volesse assaporare invece il brivido culinario, almeno per una sera, può farsi servire delle vere e proprie “esperienze emozionali” da parte di Chef stellati, ecco che allora i prezzi salgono, pur non essendo proibitivi.
Ogni Regione, con i propri chef di rappresentanza, propongono nelle 4 serate gastronomiche -dal 25 al 28 di Settembre di quest’anno- i propri cavalli di battaglia, le proprie specialità.
Uno dei giusti ingredienti della magica ricetta del successo della kermesse culinaria di Foligno, è la possibilità di mangiare piatti diversi in maniera itinerante, ovvero lungo percorsi chiari e ben segnalati e avere la possibilità di assaggiare secondo il proprio gusto e olfatto, l’esplosione di sapori regionali proposti, visitando anche più location mangiando fino a saziarsi.
Primi piatti sempre diversi e con nuovi sapori …alla portata di tutti. La macchina organizzativa culinaria nel suo insieme, non fa che utilizzare le tracce dell’esistente, ovvero si avvale degli angoli caratteristici della Città, delle strutture e delle cucine dei Rioni della Quintana e si pone in coda all’onda lunga delle presenze legate alla Giostra della Quintana di Foligno, ove ancora nelle vie, nei vicoli, ancora si sente il suo respiro, il frusciare dei costumi e le luci delle fiaccole tremolanti, che ancora non si sono del tutto spente, come le grida dei contradaioli che ancora echeggiano nella Città.
Nella sostanza Amoni dice, quando trovi la giusta formula per te, allora tutto l’Universo lavora insieme a te!
Capisci di aver trovato il successo quando in molti vorrebbero imitarti, come nel passato è successo un tentativo di dirottare ”I Primi D’Italia” in altre città, utilizzando i ristoranti ordinari oppure, vorrebbero rubarti la “ricetta magica” per riproporla in altre realtà ed allora, non resta che fare la cosa migliore: non smettere mai di imparare e migliorare, continuare a lottare e fare la cosa giusta, Ovvero essere I PRIMI D’ITALIA.
A tutela della manifestazione, Aldo Amoni, l’incontrastato “deus ex machina” dell’evento nazionale, ha ormai da tempo provveduto a registrare sia il marchio che il logo, per evitare imitazioni, “furti”, o furbetti dell’ultima ora.
Aldo Amoni, come un fiume in piena, continua l’intervista snocciolando cifre, raccontando aneddoti, ma anche togliendosi qualche sassolino dalle scarpe; ogni anno la manifestazione sborsa quasi 500.000 Euro. Tra pubblicità sulle reti nazionali, manifesti giganti per l’affissione in giro per l’Italia, spendiamo circa 200.000 Euro. Per la burocrazia, gli oneri di sicurezza, i diritti della SIAE se ne vanno altri 50.000 Euro, francamente mi sarei aspettato che, almeno da parte del Comune di Foligno, la tassa d’occupazione di spazio pubblico non venisse applicata, ed invece pur portando lustro alla città, attirando turisti, alberghi, bar e ristoranti pieni prima e durante l’evento, sarebbe stato un segno di rispetto e riconoscenza, ed invece veniamo trattati come una sagra di paese …la qualunque.
Un ricordo curioso e buffo accadde qualche anno fa con lo Chef stellato Gianfranco Vissani che servì i suoi ottimi piatti di qualità nella location di Santa Caterina, una chiesa sconsacrata, che vide la nutrita partecipazione di circa 60-70 persone, che certamente gustarono le sue abilità e prelibatezze, ma non certo l’abbondanza dei piatti. Usciti dalla cena, per rimediare alla fame che mordeva, la comitiva poi fu costretta a riparare in un locale poco distante posto a Piazza San Domenico che ci servì uno spaghetto alla carbonara, più proletario, ma decisamente più abbondante, a mezzanotte inoltrata, ormai!

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