Valtopina capitale del filo, tre giorni tra ricamo e cultura

Mostre e laboratori animano la 22ª edizione nel borgo umbro.

📌 FLASH NEWS – Dal 4 al 6 settembre Valtopina ospita la 22ª Mostra del ricamo e del tessuto. Oltre 90 artigiani, mostre, concorsi, laboratori e workshop animeranno il centro storico lungo un Percorso del filo tra tradizione e arte creativa.


Valtopina diventa capitale della cultura tessile

Tre giornate dedicate al ricamo, al merletto, al tessuto artigianale e alla Fiber art contemporanea, con oltre 90 artigiani, esposizioni, convegni, laboratori, concorsi e workshop distribuiti nel centro storico. Da venerdì 4 a domenica 6 settembre Valtopina ospita la 22ª Mostra del ricamo a mano e del tessuto artigianale, manifestazione ormai diventata un punto di riferimento per appassionati e operatori del settore.

L’edizione 2026 assume la forma di un evento diffuso. Il pubblico sarà accompagnato lungo un vero e proprio “Percorso del filo”, che collegherà i due padiglioni del Palasport con il Palazzo comunale, la Biblioteca, la Sala della Canonica, la Sala Consiliare, la Sala Gandini e il Museo del ricamo e del tessile.

Il Palasport rappresenterà il cuore espositivo della manifestazione. Uno dei due padiglioni accoglierà oltre 90 artigiani del ricamo e del tessile, mentre il secondo avrà una connotazione maggiormente commerciale.

Una manifestazione tra tradizione e ricerca contemporanea

La Mostra nasce dal rapporto con una tradizione profondamente presente nel territorio, ma negli anni ha ampliato il proprio raggio d’azione fino a comprendere le nuove espressioni artistiche legate all’utilizzo del filo.

Il programma della 22ª edizione è stato presentato a Perugia martedì 1 settembre dal sindaco di Valtopina Gabriele Coccia e dall’assessore alla Cultura Bianca Rosa Gallina.

Alla presentazione hanno partecipato anche Maria Mancini, presidente della Scuola Ricamo Valtopina e responsabile del Museo del ricamo e del tessile; l’architetto, naturopata e artista Silvia Capiluppi; Barbara Pavan, curatrice indipendente di Fiber e textile art contemporanea, e la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi. È intervenuta anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

La manifestazione intende presentare la migliore produzione e ricerca nel campo del ricamo, del merletto e del tessuto, coinvolgendo esperienze italiane e internazionali.

Il 4 settembre l’inaugurazione al Palasport

Il programma prenderà ufficialmente il via venerdì 4 settembre alle 10.30 al Palasport con l’inaugurazione della manifestazione.

Alle 11.30, al Museo del ricamo e del tessile, sarà aperta la mostra “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, curata da Barbara Pavan.

Nel pomeriggio, alle 16.30, il Palasport ospiterà la tavola rotonda “Filo e cultura, geografie del filo”. Il confronto sarà dedicato ai possibili modelli di sviluppo locale collegati alle tradizioni tessili.

Il punto di partenza sarà l’idea del filo come risorsa ancora viva, capace non soltanto di custodire un’eredità storica, ma anche di produrre valore economico, rafforzare le identità territoriali e generare nuove prospettive.

Al centro del confronto ci saranno tre esperienze provenienti da Valle d’Aosta, Abruzzo e Calabria. La tavola rotonda sarà moderata da Barbara Pavan.

Moda e seduzione tra Ottocento e Novecento

La prima giornata terminerà alle 21.30 nella piazzetta del Teatrino con “Moda e seduzione”, un percorso attraverso la moda italiana fra Ottocento e Novecento.

Gli abiti protagonisti del défilé provengono da collezioni private e da capi conservati nel tempo. A condurre la serata sarà Ambra Cenci, che tornerà protagonista anche sabato 5 settembre.

Alle 16.30, nella Stanza del filo al Palasport, Ambra Cenci presenterà infatti il libro “Seduzione ribelle”, dedicato a un viaggio nella moda degli anni Venti.

La giornata di sabato proporrà inoltre, alle 10.30 nella Sala Gandini, una riflessione sulla contemporaneità dell’artigianato.

Interverranno Luca Corinaldesi, amministratore delegato del Ricamificio Filottranese, Diana Ilisei, collezionista di costumi rumeni, e Franca Verteramo, maestra artigiana. Il confronto sarà coordinato dal sociologo Roberto Segatori.

Ricamare l’Umbria guarda agli affreschi di Giotto

Una parte importante del programma è riservata ai concorsi. Tra questi torna “Ricamare l’Umbria”, attraverso il quale la Scuola di ricamo ha scelto quest’anno di richiamare l’attenzione sui luoghi e sui maestri dell’arte presenti nella regione.

Ai partecipanti è stato chiesto di trovare ispirazione negli affreschi di Giotto. I manufatti realizzati saranno esposti all’interno del Palasport.

La premiazione è prevista domenica 6 settembre alle 11. Nella stessa occasione sarà assegnato anche il riconoscimento “Messaggeri di filo”, destinato a chi si è distinto nell’attività di diffusione della cultura tessile.

Un altro concorso è “Racconto una favola con le mie mani”, progetto rivolto alla valorizzazione delle capacità delle ricamatrici attraverso un percorso creativo che prende ispirazione dai motivi decorativi in ferro battuto della tradizione umbra, reinterpretandoli in chiave contemporanea.

Katya Fernandez porta l’esperienza dell’alta moda

“Racconto una favola con le mie mani” è stato ideato e coordinato da Katya Fernandez, ricamatrice per il Teatro alla Scala e collaboratrice di diverse case italiane di alta moda.

Il progetto sarà presentato durante il convegno in programma sabato 5 settembre e costituisce una delle iniziative attraverso le quali la manifestazione mette in relazione le tecniche tradizionali con nuovi percorsi creativi.

La Mostra di Valtopina propone infatti il filo non soltanto come materiale legato al ricamo tradizionale, ma come strumento espressivo capace di attraversare arte, moda e linguaggi contemporanei.

In questa prospettiva si collocano numerose esposizioni e progetti artistici distribuiti nei diversi spazi del centro storico.

LenzuoliSOSpesi rende omaggio a San Francesco

Tra i progetti ospitati figura “LenzuoliSOSpesi”, iniziativa artistica corale curata da Silvia Capiluppi che dal 2018 ha coinvolto migliaia di persone in Italia e all’estero.

In occasione dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, vengono presentati due nuovi LenzuoliSOSpesi, il 181° e il 182°, dedicati al santo.

Le due opere propongono una riflessione sui sentimenti di sorellanza e fratellanza e su due elementi naturali particolarmente legati all’universo francescano: l’acqua e il vento.

Nel programma trova spazio anche “Trame d’autore”, progetto curato dalla Scuola di ricamo di Valtopina e nato da un’idea di Maria Mancini e Rosalba Pepi, in collaborazione con La Congrega di Ancona.

Il progetto mette insieme culture e tecniche differenti attraverso la creazione di camicie-kimono concepite come opere d’arte da indossare, che saranno esposte durante la manifestazione.

A Valtopina anche la Biennale internazionale di Fiber art

Il programma comprende inoltre la terza Biennale internazionale di Fiber art contemporanea – Biennale off, proposta grazie alla curatrice Barbara Pavan.

Le esposizioni saranno visitabili dalle 9 alle 20 durante le tre giornate della manifestazione. La Biblioteca comunale ospiterà “Un tempo altro”, mentre al Museo del ricamo e del tessile sarà allestita “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, visitabile fino all’8 dicembre.

La Sala Consiliare del Palazzo comunale accoglierà invece “Soperchi ornamenti”.

Al piano nobile del Palazzo comunale sarà possibile visitare “Dalla regina Vittoria a Grace Kelly”, curata da Lucia Clerici. La Stanza del filo del Palasport ospiterà “Un altro filo”, con Lucia Molinis, Marjatta Hietaniemi, Marianne Muller ed Ebe Ciampalini.

Nella Sala della Canonica sarà allestita “Immaginifici giardini di filo” di Maria Bissacco e Luisa De Santi.

Installazioni tessili attraversano le vie del paese

Il “Percorso del filo” non rimarrà confinato negli edifici che ospitano le esposizioni. Il progetto “Urban textile art”, nato da un’idea di Maria Mancini e Giulio Piermatti, porterà infatti installazioni diffuse nelle vie del paese.

La scelta rafforza la dimensione urbana della Mostra, trasformando Valtopina stessa in uno spazio espositivo nel quale il filo accompagna il pubblico da un luogo all’altro.

L’obiettivo è costruire una manifestazione capace di unire il patrimonio della manualità con le forme contemporanee dell’espressione artistica, facendo dialogare ricamo tradizionale, tessile, moda e Fiber art.

La rete degli spazi coinvolti consente contemporaneamente di valorizzare il centro storico e di distribuire le diverse iniziative lungo un percorso unitario.

Laboratori gratuiti per i bambini dai 2 ai 10 anni

Particolare attenzione è dedicata alle nuove generazioni. Per i bambini dai 2 ai 10 anni sono previsti i laboratori gratuiti “Giochi di filo”, con prenotazione obbligatoria.

Il coinvolgimento dei più piccoli è parte di un percorso che ha già interessato le scuole. Maria Mancini ha ricordato, durante la presentazione, il lavoro realizzato dai bambini insieme alle donne della Scuola del ricamo: una riproduzione di Valtopina realizzata all’uncinetto, installata su una terrazza del Palazzo comunale.

Per gli adulti è invece previsto, domenica 6 settembre nella Sala Gandini del Palazzo delle associazioni, il laboratorio di arteterapia “Il gomitolo della vita”, curato da Tiziana Luciani.

Il percorso esperienziale prende ispirazione dagli affreschi francescani della Basilica di San Francesco d’Assisi. Il programma comprende inoltre minicorsi e workshop dedicati al ricamo e alla cesteria.

Gabriele Coccia: il filo unisce generazioni e territori

Il sindaco Gabriele Coccia ha sottolineato la crescita registrata dalla manifestazione nel corso degli anni e la sua capacità di costruire un’identità riconoscibile mettendo insieme tradizione, contemporaneità, memoria e innovazione.

Il titolo scelto per questa edizione, “L’idea è nel filo”, richiama secondo il sindaco proprio la capacità della manifestazione di collegare persone, culture, generazioni e territori, facendo incontrare i saperi tradizionali con la creatività contemporanea.

Coccia ha evidenziato anche il ruolo delle iniziative dedicate alla Fiber art, alla moda e all’arte contemporanea, insieme ai laboratori rivolti ai giovani, considerati fondamentali per assicurare continuità al patrimonio culturale e artigianale.

Il sindaco ha inoltre ringraziato Scuola di Ricamo di Valtopina, Pro Loco, volontari, espositori, artisti e sponsor che contribuiscono all’organizzazione della manifestazione.

Maria Mancini: il filo invita a recuperare la lentezza

Per Maria Mancini, in una società caratterizzata da ritmi sempre più rapidi, il lavoro con il filo impone invece la lentezza. Una caratteristica che permette ai ricami di raccontare storie antiche, ma anche di diventare strumenti per esprimere contenuti contemporanei.

La presidente della Scuola Ricamo Valtopina ha evidenziato come il ricamo tradizionale si sia progressivamente aperto a un utilizzo del filo quale vero e proprio medium artistico, impiegato anche per comunicare e manifestare idee.

L’obiettivo della Mostra rimane quello di promuovere manualità e artigianalità, aprendosi contemporaneamente a esperienze provenienti da territori diversi.

La presenza di ricamatrici provenienti dalla Sicilia alla Valle d’Aosta e di ospiti stranieri conferma, secondo Maria Mancini, la dimensione ormai internazionale raggiunta dall’appuntamento di Valtopina.

Sarah Bistocchi: un patrimonio culturale diffuso dell’Umbria

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi ha inserito il ricamo nel rapporto tra passato, presente e futuro, definendolo una componente del patrimonio culturale diffuso della regione.

Il ricamo rappresenta, secondo Bistocchi, una forma d’arte e di espressione nella quale trova spazio la trasmissione dei saperi, insieme alle radici e all’identità del territorio.

La manifestazione assume quindi anche la funzione di raccontare agli umbri il patrimonio presente nella regione e, contemporaneamente, può rappresentare un elemento di sviluppo e di attrazione per i visitatori.

Dal 4 al 6 settembre, Valtopina costruirà così attorno al filo un percorso che attraversa artigianato, arte contemporanea, moda, formazione e memoria. Tre giorni nei quali il centro storico diventerà uno spazio espositivo diffuso, mettendo in relazione il sapere delle ricamatrici con nuove sperimentazioni e linguaggi artistici.

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