Pamela, la mamma coraggio, è pronta per andare in Israele

Il popolo della notte unito per Pamela, il 17 maggio al Nuovo Mondo

Pamela, la mamma coraggio, è pronta per andare in Israele

«Sono uscita dall’ospedale da una settimana, dopo tanti dolori e sofferenze». Con queste parole Pamela Angelelli, la giovane mamma di Montefalco affetta da un bruttissimo male, ha lanciato un nuovo messaggio su Facebook.

«L’ultima chemio ha dato qualche lieve miglioramento sto riprendendo le forze, mi sento meglio, ho molto meno dolori e sono pronta per la partenza. Ho avuto conferma da parte dei dottori italiani e devo partire il più presto possibile. Nel giro di una settimana o 10 giorni io sarò in Israele a fare le prime visite. Fortunatamente siamo partiti in tempo con la campagna, questi soldi li abbiamo, ma bisogna continuare a condividere, perché le spese sono tante. I medici di Israele per intraprende queste cure vogliono vedere che sul conto si siano i fondi. Il tempo non ci aspetta, vi chiedo di continuare ad aiutarmi. Vi ringrazio veramente di cuore per tutto quello che avete fatto e spero che continuerete ancora a fare. Un bacione da me e Nicola».


Pamela ha un linfoma primitivo del mediastino non-Hodgkin di tipo aggressivo, diagnosticato al sesto mese di gravidanza, questo non le ha impedito di donare la vita al suo piccolo pur subendo i primi cicli di chemioterapia con il suo Nicola in grembo.

Non si è fermata, non si è arresa, Nicola è nato il 13 novembre 2018, ora ha 4 mesi e sta bene anche grazie alle cure amorevoli ricevute dalla famiglia e dai medici dei reparti di ematologia e ostetricia dell’ ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, una struttura all’avanguardia per le cure e per l’umanità degli operatori.

Oggi Pamela sta tentando un settimo ciclo di chemioterapia che però fino ad ora non ha prodotto i risultati sperati. E’ stata anche candidata a sottoporsi ad una nuova terapia sperimentale chiamata CAR-T, presso l’ istituto tumori di Milano, ma purtroppo, questa cura non è ancora fruibile in Italia! Non ci sono gli accordi tra stato e aziende farmaceutiche!!! Infatti solo pochissimi casi possono essere trattati, principalmente pediatrici, per gli altri ad oggi non si sanno né i tempi, ne i modi con i quali si potrà accedere e le liste sono lunghissime.

E l’unica alternativa è andare all’estero, dove sono in corso sperimentazioni, per tentare la cura CAR-T Purtroppo solo a pagamento, con costi esorbitanti che arrivano ai 500.000 Euro….America o Israele i siti più probabili.


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