Centro Antiviolenza di Foligno si chiama “MIA”

Centro Antiviolenza di Foligno si chiama “MIA”

Centro Antiviolenza di Foligno si chiama “MIA”

Si chiama “MIA” il nome scelto per il Centro Antiviolenza di Foligno. “Quando una donna sceglie di rivolgersi ad un centro antiviolenza, già nel momento in cui varca la soglia compie un importante passo verso la libertà. Le operatrici la accolgono senza alcun giudizio e senza dubitare di ciò che vorrà raccontare comprendendo che a volte il tempo necessario ad aprirsi è più lungo, quando per molti giorni, mesi o anni  si perde totalmente la fiducia nelle altre persone”, si spiega nel progetto che ha portato alla elaborazione del logo vincitore (in tutto erano 37 quelli presentati) da parte di uno studente, Islami Resmi 4B dell’istituto Orfini, indirizzo grafica pubblicitaria.


da Romano Carloni
Ufficio stampa Comune di Foligno


Dalle varie considerazioni sopracitate è nata l’idea di rappresentare nel logo questo cammino mediante la ripetizione della M di “MIA” per tre volte, con una gradazione di colori che va dal grigio chiaro ad uno più forte fino ad arrivare al rosa. E’ una sorta di passaggio, per la donna, dall’incomunicabilità alla consapevolezza di voler uscire dalla violenza.

Alla giornata sono intervenuti, a Palazzo Trinci, tra gli altri, oltre agli studenti di alcuni istituti superiori, il vicesindaco Riccardo Meloni, l’assessore Paola De Bonis, il comandante della compagnia dei carabinieri di Foligno, tenente colonello Alessandro Pericoli Ridolfini, il vicequestore aggiunto Adriano Felici, la rappresentante del Centro della pari opportunità della Regione Umbria, Elda Rossi, le operatrici del Centro antiviolenza  Elisabetta Bistocchi e Simona Branchinelli, la dirigente dell’Istituto Orfini, Maria Rita Trampetti.

 

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