Servizi all’infanzia, il Comitato chiede un tavolo al Comune

Servizi all'infanzia, il Comitato chiede un tavolo al Comune

Il confronto riguarda nidi, rette, mense e i parchi pubblici

📌 FLASH NEWS – Il Comitato Infanzia Bene Comune chiede al Comune di Foligno un tavolo urgente sui servizi educativi. Al centro nidi, aumenti delle rette, personale, mense scolastiche, fondi regionali e condizioni dei parchi pubblici urbani.


Richiesto un confronto con la Giunta comunale

Il Comitato Infanzia Bene Comune chiede al Comune di Foligno di convocare un tavolo permanente sui servizi destinati ai bambini e alle famiglie. La richiesta è stata rinnovata il 22 settembre, quando l’anno scolastico ed educativo risulta ormai avviato.

Secondo il Comitato, le criticità riguardano la gestione degli asili nido, la continuità educativa, gli organici, le rette, le mense scolastiche e le condizioni dei parchi pubblici. Le difficoltà segnalate dai genitori sarebbero state sottoposte più volte all’Amministrazione comunale senza ottenere risposte considerate adeguate.

L’associazione richiama anche la promessa, formulata a giugno, di attivare un confronto continuativo con le famiglie. Un impegno che, secondo quanto riferito, non avrebbe ancora avuto seguito.

Cambio di gestione al nido Francesco Innamorati

Una delle questioni principali riguarda l’asilo nido Francesco Innamorati di Borroni. Dal 1° ottobre la gestione passerà dalla cooperativa La Locomotiva alla cooperativa La Piramide di Avellino.

La Locomotiva ha gestito la struttura per sette anni, fin dalla sua apertura. La Piramide si è aggiudicata il nuovo affidamento per un periodo di cinque anni. Il subentro avverrà quindi quando l’anno educativo è già iniziato.

Il Comitato evidenzia che il passaggio comporterà un cambiamento del personale e del programma formativo. Chiede pertanto chiarimenti sull’eventuale periodo di affiancamento e sulle modalità previste per garantire una transizione graduale tra le educatrici già conosciute dai bambini e le nuove figure professionali.

La retta mensile sale da 495 a 660 euro

Ai genitori dei bambini già iscritti è stato comunicato anche un aumento della retta mensile da 495 a 660 euro. La variazione, secondo il Comitato, potrebbe rendere difficile la permanenza nel servizio per alcune famiglie.

Diversi genitori starebbero valutando il trasferimento verso strutture private. L’anno educativo già iniziato rende tuttavia complicata questa soluzione, poiché i posti disponibili sarebbero limitati e le liste d’attesa già lunghe.

Il Comitato collega il caso di Borroni al progetto comunale di esternalizzazione di altri due nidi. Chiede alla Giunta quali garanzie saranno introdotte per evitare aumenti delle rette e interruzioni della continuità educativa.

Cooperative nella fascia oraria pomeridiana

Ulteriori preoccupazioni riguardano le cooperative che dal 1° ottobre dovranno gestire la fascia pomeridiana, dalle 13.30 alle 15.30, in quattro dei cinque asili nido comunali interessati.

Durante gli incontri con i genitori sarebbe emerso che l’affiancamento del nuovo personale durerà una sola settimana. Il Comitato considera questo periodo insufficiente, soprattutto per i bambini il cui ambientamento è previsto nelle settimane successive di ottobre.

Secondo l’organizzazione, alcuni minori potrebbero iniziare a frequentare il nido senza avere avuto la possibilità di conoscere le nuove educatrici. La criticità riguarderebbe soprattutto il momento del riposo pomeridiano e il successivo risveglio.

La soluzione proposta per ampliare gli orari

Il ricorso alle cooperative per coprire le ore pomeridiane era stato suggerito dallo stesso Comitato Infanzia Bene Comune. La proposta mirava a superare la decisione di consentire la permanenza fino alle 15.30 soltanto a 16 bambini per ogni nido.

Per gli altri iscritti era stata prevista l’uscita alle 13.30. La limitazione, secondo la ricostruzione del Comitato, derivava dalla carenza di educatrici comunali e dalla mancata assunzione di personale aggiuntivo.

L’impiego delle cooperative viene considerato una risposta temporanea. La richiesta per il futuro è il ripristino di un organico comunale sufficiente, capace di assicurare un orario compatibile con le necessità lavorative dei genitori.

Contestato l’utilizzo dei finanziamenti regionali

Il Comitato interviene anche sull’impiego dei fondi messi a disposizione dalla Regione Umbria attraverso il bando finanziato dal Fondo sociale europeo Plus per gli asili nido.

Dagli atti citati dall’organizzazione risulterebbe che il Comune di Foligno abbia ampliato il servizio di cinque posti, pur potendone richiedere fino a 40. Altri Comuni limitrofi avrebbero invece utilizzato le risorse per aprire nuove strutture.

La Regione Umbria dovrebbe riaprire i termini del finanziamento nel dicembre 2026. Il Comitato chiede all’Amministrazione comunale di presentare una nuova domanda e di utilizzare pienamente le possibilità previste dal bando.

Secondo l’organizzazione, l’offerta pubblica e privata presente a Foligno non riesce attualmente a soddisfare tutte le richieste delle famiglie. La disponibilità di posti viene quindi indicata come una delle priorità da affrontare.

Mense scolastiche e fasce ISEE

Un altro punto riguarda l’aumento delle tariffe delle mense scolastiche. Il Comitato riferisce di avere confrontato i costi applicati in nove Comuni umbri ritenuti assimilabili a Foligno per popolazione e rilevanza territoriale.

Dall’analisi, Foligno risulterebbe il Comune con il costo massimo per pasto più elevato a parità di condizioni. La spesa complessiva potrebbe superare i 900 euro annuali per famiglia.

L’Amministrazione aveva ricondotto l’incremento alla crescita dei prezzi delle materie prime e dei costi necessari alla gestione del servizio. Il Comitato domanda perché tali aumenti debbano gravare interamente sulle famiglie di Foligno.

Viene inoltre contestata l’assenza di più fasce tariffarie collegate all’ISEE. Secondo quanto riportato, viene applicato il costo massimo a tutte le famiglie, fatta eccezione per quelle con un indicatore inferiore a 5.000 euro, alle quali è riconosciuta l’esenzione.

Le condizioni dei giochi nei parchi cittadini

La richiesta di confronto comprende anche lo stato dei parchi giochi pubblici. Il Comitato sostiene che le segnalazioni avanzate all’inizio dell’estate non abbiano ancora prodotto interventi sufficienti.

Tra i casi richiamati figura il parco dei Canapè, dove alcuni giochi sarebbero stati rimossi o chiusi. L’organizzazione chiede al Comune di chiarire le ragioni degli interventi e di presentare un programma riguardante tutte le aree verdi destinate ai bambini.

La richiesta di un dialogo continuativo

Il Comitato ritiene insufficiente affidare le risposte istituzionali esclusivamente a dichiarazioni diffuse attraverso la stampa. Contesta inoltre che le famiglie possano apprendere informazioni rilevanti sui servizi educativi attraverso quotidiani o social network.

La richiesta conclusiva è il riconoscimento dei genitori come interlocutori dell’Amministrazione comunale. Il tavolo dovrebbe affrontare in maniera organica la programmazione dei nidi, la stabilità del personale, le tariffe, i finanziamenti, le mense e la manutenzione dei parchi.

Per il Comitato, le difficoltà richiedono interventi urgenti e una pianificazione di lungo periodo. L’invito rivolto alla Giunta è quindi quello di avviare una discussione pubblica sui servizi all’infanzia di Foligno.

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