Segni Barocchi porta il pubblico nel Gran Teatro Bernini

Segni Barocchi porta il pubblico nel Gran Teatro Bernini

A Foligno debutto con una nuova regia

📌 FLASH NEWS – Debutta a Foligno “Gran Teatro Bernini”, nuovo appuntamento di Segni Barocchi che porta in scena la crisi creativa dell’artista e il suo ritorno alla luce attraverso un incontro inatteso, con la regia di Francesco D’Alfonso e un cast dedicato alla ricostruzione storica
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Foligno, 2 settembre 2026 – Segni Barocchi Festival aggiunge un tassello significativo alla sua programmazione con “Gran Teatro Bernini”, lo spettacolo diretto da Francesco D’Alfonso che va in scena giovedì 3 settembre, alle 21, all’Auditorium San Domenico di Foligno. La produzione propone una lettura scenica dedicata a Gian Lorenzo Bernini, esplorando un momento cruciale della sua vita artistica e personale. L’appuntamento rientra nel percorso culturale che il festival porta avanti per valorizzare la tradizione barocca attraverso linguaggi contemporanei.

La regia di Francesco D’Alfonso si basa su un lavoro di ricerca che attinge alle testimonianze storiche del Seicento, analizzate con la consulenza dello storico dell’arte Antonio Soldi dell’Università Sapienza di Roma. Questa impostazione permette di restituire un Bernini lontano dalle immagini più note, mettendo in luce la sua fragilità, la sua capacità di reagire e la complessità del suo rapporto con il potere. Il drammaturgo sceglie di concentrarsi su una fase segnata da una profonda crisi interiore, quando l’artista si interrogava su ciò che sarebbe rimasto della sua opera e della sua esistenza. Il racconto scenico si sviluppa attorno al periodo in cui Papa Innocenzo X Pamphili allontanò Bernini, ritenendolo responsabile delle conseguenze legate alla costruzione dei campanili della Basilica di San Pietro. Nonostante le perizie tecniche avessero escluso colpe dirette, l’artista visse un momento di forte prostrazione. La rappresentazione mette in evidenza questo passaggio, mostrando come Bernini riuscì a superare la crisi grazie a un incontro inatteso che gli permise di trasformare il dolore in nuova energia creativa. Il testo sottolinea la tensione tra sogno e realtà, tema centrale nella riflessione dell’artista.

Sul palco, Federico Gatti interpreta Bernini, affiancato da Irene Ciani, Francesco Cotroneo, Sabatino Trombetta, Lorenzo Sabene e Enrico Torre. Le musiche eseguite con liuto, tiorba e chitarra barocca contribuiscono a creare un’atmosfera coerente con il contesto storico. Le scene e le maschere sono curate da Gaia Caponi, Camilla Martini e Rocco Papia, mentre i costumi sono firmati da Elina Maria Vaakanainen. Le luci di Valerio Marchetti e l’assistenza alla regia di Pietro Angelo Tramacere completano l’impianto visivo dello spettacolo.

La scelta di D’Alfonso è quella di costruire una narrazione che procede con ritmo serrato, alternando momenti di introspezione a passaggi più dinamici. Il pubblico viene accompagnato lungo un percorso che mette in evidenza la dimensione umana dell’artista, la sua sensibilità e la sua capacità di trasformare la sofferenza in visione. La rappresentazione si concentra sul valore della memoria e sulla forza dell’arte come strumento capace di attraversare il tempo, restituendo un’immagine di Bernini che dialoga con il presente.

Con “Gran Teatro Bernini”, Segni Barocchi Festival conferma la volontà di proporre spettacoli che uniscono rigore storico e ricerca scenica. L’evento all’Auditorium San Domenico si inserisce in un programma che punta a valorizzare la cultura barocca attraverso produzioni originali e approfondite. La serata offre al pubblico l’occasione di avvicinarsi a una figura cardine della storia dell’arte, osservata in un momento di trasformazione che rivela la complessità del suo percorso creativo.

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