Segni Barocchi, Foligno esplora i suoi Paradisi perduti 2026

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Dal 28 agosto al 5 settembre tra musica, teatro e interpreti

📌 FLASH NEWS – Segni Barocchi torna a Foligno dal 28 agosto al 5 settembre con la 47/a edizione dedicata ai “Paradisi perduti”. Teatro, musica, reading e incontri fino alla Notte Barocca, con Ugo Pagliai premiato nella serata inaugurale. 26


“Paradisi perduti” è il tema scelto per la 47/a edizione del Festival Segni Barocchi, in programma a Foligno dal 28 agosto al 5 settembre. Teatro, musica, letteratura, incontri e spettacoli accompagneranno il pubblico in un percorso dedicato alla fragilità dell’esistenza, alla caducità e al rapporto con la morte, elementi centrali nella cultura e nell’immaginario del Barocco.

Il cartellone è stato presentato alla presenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, della direzione artistica e della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Gran parte degli appuntamenti avrà come scenario la corte di Palazzo Trinci, mentre altre iniziative saranno ospitate in alcuni dei principali spazi culturali della città.

Il punto di partenza della nuova edizione è la perdita delle certezze che accompagna la nascita della modernità. Il Barocco non nasconde la precarietà della condizione umana, ma la porta in primo piano trasformandola in espressione artistica.

Daniele Salvo: nel Barocco la morte genera luce

A spiegare il filo conduttore della manifestazione è stato il direttore artistico Daniele Salvo, secondo il quale “la morte esibita nel Barocco genera luce”.

Il festival richiama il celebre motto dell’Ecclesiaste, “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”, assumendolo come chiave per affrontare la fragilità e la natura passeggera dell’esistenza.

L’assessore alla Cultura Alessandra Leoni ha evidenziato il valore raggiunto da una manifestazione arrivata alla 47/a edizione, definendola testimonianza di una storia importante e sottolineando come rappresenti un investimento nella cultura del territorio.

Il vicesindaco Riccardo Meloni ha richiamato la particolarità e la ricchezza del programma, mentre il segretario della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Cristiano Antonietti, ha evidenziato il sostegno assicurato dall’ente alla manifestazione.

Ugo Pagliai riceve il Premio Segni Barocchi 2026

L’apertura è fissata per 28 agosto, quando sarà conferito il “Premio Segni Barocchi 2026” a Ugo Pagliai, protagonista del teatro italiano.

Nella stessa giornata spazio a Giuseppe Zeno, al quale sarà affidata la lettura dell’Ecclesiaste, conosciuto anche come libro di Qoelet.

Il testo biblico diventerà il punto di partenza per interrogarsi sul senso dell’esistenza, sullo scorrere del tempo e sulla fragilità delle cose terrene. La lettura punterà sulla forza della parola e sul carattere filosofico di uno dei testi più enigmatici della tradizione biblica.

Monteverdi e Purcell con la Summer Master Class

Il 29 agosto sarà la volta del concerto finale “Io la musica son”, con i cantanti della Summer Master Class guidati dal maestro Walter Testolin.

L’appuntamento, realizzato in collaborazione con gli Amici della Musica di Foligno, proporrà composizioni di Claudio Monteverdi, Alessandro Grandi e Henry Purcell.

Il 30 agosto il festival si sposterà all’Oratorio del Crocifisso per “Memento mori”, concerto per pianoforte solo del maestro Giuliano Mazzoccante.

Il programma comprenderà musiche di Ludwig van Beethoven, Franz Liszt, Giuseppe Verdi, Richard Wagner e Alexandr Scrjabin. Il titolo non rappresenta soltanto un richiamo al tema generale della manifestazione, ma introduce una meditazione sul destino umano attraverso le differenti esperienze dei compositori proposti.

Maria Stuarda e gli ultimi giorni prima dell’esecuzione

Il 31 agosto andrà in scena “Mary and Elisabeth, dure regine per una corona”, tragedia dedicata a Maria Stuarda e curata da Daniele Salvo.

Sul palco saranno Melania Giglio, Diletta Masetti, Tommaso Sartori e Alessio Messersì. La vicenda è liberamente tratta dalla tragedia “Maria Stuarda” di Friedrich Schiller e concentra l’attenzione sugli ultimi tre giorni di prigionia prima dell’esecuzione.

Al centro del racconto emerge il conflitto storico e politico, ma anche quello umano. Maria, dopo l’incontro con Elisabetta e il rifiuto della grazia, affronta il percorso che la conduce verso l’accettazione del proprio destino. Maria Stuarda venne giustiziata nel 1587.

Moni Ovadia tra l’uomo e il diavolo

La giornata del 1° settembre proporrà a Palazzo Trinci “Vanitas, specchi e trionfi”, conferenza di Maura Del Serra, poetessa e autrice teatrale.

Sempre il 1° settembre arriverà “L’uomo e il diavolo”, reading costruito su testi di Christopher Marlowe, Fëdor Dostoevskij, Johann Wolfgang von Goethe, Niccolò Machiavelli, George Bernard Shaw e Michail Bulgakov.

Protagonisti saranno Moni Ovadia e Graziano Piazza, con la cura di Guglielmo Ferro.

Il diavolo viene proposto non soltanto nella sua dimensione religiosa o mitologica, ma come figura teatrale capace di diventare interlocutore, tentatore e specchio dell’essere umano. Attraverso gli autori scelti, la serata affronterà desiderio, paura, ambizione, colpa e crisi delle certezze.

Caravaggio protagonista al Teatro San Carlo

Il 2 settembre, al Teatro San Carlo, sarà presentato “Il sole nero – Michelangelo Merisi da Caravaggio”, con regia e scene di Giacomo Andrico e musiche di Claudio Smussi.

Danny Bignotti interpreterà Michelangelo Merisi da Caravaggio in uno spettacolo che condurrà gli spettatori idealmente nel suo atelier.

Emergerà il ritratto di un artista inquieto e visionario, impegnato a confrontarsi con l’arte, la società della propria epoca e le nuove prospettive aperte dalla rivoluzione scientifica galileiana.

Il 3 settembre, all’Auditorium San Domenico, sarà invece la volta di “Gran teatro Bernini”, attraverso la lettura del drammaturgo e regista Francesco d’Alfonso.

Shakespeare e la prima nazionale di “Vanità”

Doppio appuntamento il 4 settembre. Al Nuovo Cinema Vittoria sarà proposta la conferenza spettacolo “L’acqua, i mari e i naufragi nel teatro di Shakespeare” di Giuseppe Manfridi, con le letture di Simone Ciampi.

All’Auditorium San Domenico arriverà invece “Vanità (delle vanità)”, con musica e libretto di Marco Podda, presentato in prima nazionale.

Si tratta di un dramma per musica articolato in un quadro e due scene, concepito per due personaggi femminili, soprano e mezzosoprano, ed ensemble musicale.

La composizione adotta uno stile definito “neobarocco”, recuperando elementi formali e di scrittura del Barocco italiano, insieme a figure allegoriche e contrasti drammatici propri della musica del XVI e XVII secolo. Questi elementi vengono riletti attraverso le esperienze maturate dal teatro musicale moderno e contemporaneo.

La Notte Barocca chiude il festival il 5 settembre

La conclusione arriverà sabato 5 settembre con la Notte Barocca, quando il centro storico di Foligno diventerà un teatro diffuso.

Il programma prevede musica itinerante, letture nelle piazze e azioni sceniche, con l’obiettivo di restituire agli spazi cittadini atmosfere legate al Seicento.

Sono previsti un corteo barocco e scene itineranti tratte da “Don Chisciotte de la Mancia”. La notte culminerà in piazza San Domenico con “Chisciotte, l’incanto del cavaliere” di Luca Sargenti.

Sarà l’atto conclusivo di nove giornate costruite intorno ai “Paradisi perduti”, con un programma che attraversa epoche, autori e linguaggi differenti mantenendo al centro i temi della precarietà, del limite e della condizione umana.

In caso di maltempo, gli spettacoli previsti all’aperto saranno trasferiti all’Auditorium San Domenico, assicurando così lo svolgimento del programma della 47/a edizione di Segni Barocchi.

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