Musica e parole nella corte di Palazzo Trinci
📌 FLASH NEWS – Segni Barocchi Festival a Foligno entra nel vivo con il concerto Io la musica son, il recital pianistico Memento Mori di Giuliano Mazzoccante e lo spettacolo Mary and Elisabeth nella corte di Palazzo Trinci emozionante
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Foligno, 28 08 2026 – Segni Barocchi Festival giunta alla quarantasettesima edizione anima Foligno dal 28 agosto al 5 settembre 2026 con un cartellone dedicato al dialogo tra arte, memoria e riflessione sul tempo. La manifestazione, a forte vocazione culturale, è affidata alla direzione artistica di Daniele Salvo, che ha costruito un percorso in cui musica, teatro e pensiero barocco si intrecciano in modo continuo. Il festival si sviluppa in diversi luoghi simbolici della città, con particolare attenzione alla corte di Palazzo Trinci e all’Oratorio del Crocifisso, spazi che diventano scenari privilegiati per concerti e spettacoli. L’obiettivo è quello di riportare al centro la tradizione musicale e teatrale europea, mettendo in relazione il patrimonio del Seicento con la sensibilità contemporanea.
Il tema della vanitas e del “Memento Mori” attraversa l’intero programma, proponendo al pubblico un itinerario che unisce l’esperienza estetica alla meditazione sul destino umano. In questo contesto si inseriscono gli appuntamenti del fine settimana, che vedono protagonisti giovani interpreti, artisti affermati e produzioni teatrali di forte impatto.
Programma:
Sabato 29 agosto, alle 21, la corte di Palazzo Trinci ospita Io la musica son, concerto conclusivo della Summer Master Class organizzata nell’ambito del festival. L’evento, realizzato in collaborazione con gli Amici della Musica di Foligno, riunisce sul palco i cantanti allievi del corso, guidati dal docente Walter Testolin, con Dario Carpanese al clavicembalo. Il titolo del concerto richiama il celebre prologo de L’Orfeo di Claudio Monteverdi, in cui la musica si presenta al pubblico come forza capace di commuovere gli uomini, placare gli animi e aprire un varco tra il mondo visibile e l’invisibile. In questa prospettiva, il programma diventa una sorta di manifesto poetico ed estetico, che riprende la visione dell’arte come linguaggio privilegiato per interrogare il mistero dell’esistenza. Sul piano musicale, la serata propone pagine di Claudio Monteverdi, Alessandro Grandi e Henry Purcell, tre autori che hanno segnato in modo decisivo la storia del repertorio rinascimentale e barocco. Le voci dei giovani interpreti, sostenute dal clavicembalo, attraversano un arco espressivo ampio, in cui la parola si trasforma in emozione e il canto diventa esperienza spirituale condivisa. Nel percorso del concerto, Claudio Monteverdi emerge come figura centrale per la nascita di una nuova concezione dell’espressione musicale. La sua scrittura, attenta alla resa delle passioni, restituisce la complessità degli affetti umani, facendo della musica un vero teatro interiore. La relazione tra testo e suono viene portata al limite, con una tensione continua tra dramma e contemplazione. Alessandro Grandi conduce invece la parola sacra verso una dimensione di intensa intimità. Le sue composizioni trasformano la preghiera in dialogo personale con il divino, in cui la voce sembra farsi sussurro, invocazione, ricerca di senso. In questo modo, la musica sacra assume un carattere profondamente umano, pur mantenendo la sua radice liturgica. Con Henry Purcell, infine, la melodia si carica di una struggente consapevolezza della fragilità umana. Le sue pagine mettono in scena la caducità dell’esistenza, facendo della bellezza un riflesso della sua inevitabile fine. Il percorso proposto dalla Summer Master Class permette così di attraversare tre modi diversi di intendere il rapporto tra arte, spiritualità e tempo. Ingresso a pagamento (https://comune.foligno.pg.it/vivere-il-comune/eventi/segni-barocchi-29-agosto/)
Il concerto Io la musica son assume, all’interno del Segni Barocchi Festival, il valore di un vero rito collettivo. I giovani cantanti della Summer Master Class raccolgono un’eredità secolare e la restituiscono al pubblico con la freschezza della scoperta, dimostrando come il patrimonio musicale del Seicento continui a parlare al presente. La corte di Palazzo Trinci diventa luogo di incontro tra generazioni, dove la tradizione si rinnova attraverso lo studio, la pratica e l’ascolto. La musica, come suggerisce il prologo monteverdiano, si pone ancora una volta come forza capace di vincere il silenzio, trasformando la memoria in presenza e il tempo in una forma di eternità condivisa. In questo contesto, il festival ribadisce la propria vocazione a coniugare formazione e produzione artistica, offrendo ai giovani interpreti uno spazio di visibilità e al pubblico un’occasione di immersione in un repertorio spesso poco frequentato dai circuiti mainstream.
Domenica 30 agosto, alle 21, l’Oratorio del Crocifisso ospita Memento Mori, concerto per solo pianoforte del maestro Giuliano Mazzoccante. Il programma comprende musiche di Ludwig van Beethoven, Franz Liszt, Giuseppe Verdi, Richard Wagner e Alexander Scriabin, componendo un itinerario che attraversa alcune delle pagine più vertiginose della letteratura pianistica europea. Giuliano Mazzoccante, pianista riconosciuto a livello internazionale per la profondità interpretativa e la sensibilità musicale, propone un recital che si inserisce come uno dei momenti più intensi del percorso artistico di Segni Barocchi 2026. Il titolo Memento Mori richiama direttamente il tema del festival, trasformandolo in meditazione sonora sul destino dell’uomo. La serata si apre con la Sonata op. 57 Appassionata di Ludwig van Beethoven, in cui la lotta dell’individuo contro un destino inesorabile si traduce in dramma cosmico. La materia sonora sembra farsi carne, conflitto, resistenza, fino a un finale che lascia l’ascoltatore sospeso sull’orlo dell’abisso, in perfetta sintonia con la visione barocca della precarietà dell’esistenza. Nel cuore di Segni Barocchi 2026, dove il motto Vanitas Vanitatum – Memento Mori invita a riflettere sulla transitorietà della vita, il pianoforte di Giuliano Mazzoccante diventa voce solitaria dell’uomo di fronte all’infinito. Ogni nota sembra ricordare ciò che il pensiero barocco ha ripetuto per secoli: tutto passa, tutto si consuma, ma proprio nella consapevolezza della finitezza può nascere una forma alta di bellezza. Il percorso musicale, che include anche pagine di Franz Liszt, Giuseppe Verdi, Richard Wagner e Alexander Scriabin, costruisce una trama di rimandi tra romanticismo, tardo Ottocento e primo Novecento. La tensione tra luce e ombra, tra slancio e caduta, tra speranza e disincanto, viene resa attraverso un uso sapiente del timbro e della dinamica. In questo modo, il recital Memento Mori non si limita a essere un concerto, ma si configura come esperienza di ascolto in cui il pubblico è chiamato a confrontarsi con il tema della vanità e della memoria. Il pensiero barocco, riletto attraverso il pianoforte, trova una nuova attualità, inserendosi nel tessuto culturale di Foligno.
Ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Lunedì 31 agosto, alle 21, la corte di Palazzo Trinci torna a essere palcoscenico con Mary and Elisabeth, due regine per una corona, spettacolo a cura di Daniele Salvo. In scena Melania Giglio, Diletta Masetti, Tommaso Sartori e Alessio Messersì, impegnati in un dramma che intreccia storia, politica e dimensione umana. Lo spettacolo è liberamente tratto dalla tragedia Maria Stuarda di Friedrich Schiller e racconta il confronto tra Maria Stuarda ed Elisabetta I d’Inghilterra, due donne che si sono contese il potere su due regni in un mondo dominato da figure maschili. Attorno a loro si muove un universo di piccoli uomini che cercano di appropriarsi dell’autorità e del carisma delle due regine, tentando di sedurle, manipolarle e persino di eliminarle. La vicenda si concentra sugli ultimi tre giorni di prigionia di Maria, prima dell’esecuzione avvenuta nel 1587. Dopo l’incontro con Elisabetta, che le nega la grazia, Maria percorre con slancio quasi mistico le tappe verso l’accettazione totale del proprio destino. Il dramma mette in luce l’impossibilità di vivere nel mondo della politica aspirando al tempo stesso al vero amore, evidenziando la tensione tra potere e desiderio. Con Mary and Elisabeth, due regine per una corona, il Segni Barocchi Festival ribadisce la propria scelta di utilizzare il barocco non solo come periodo storico, ma come chiave di lettura del presente. La riflessione sulla vanità del potere, sulla fragilità delle ambizioni e sulla complessità dei sentimenti si intreccia con la dimensione teatrale, offrendo al pubblico una narrazione densa e rigorosa. La corte di Palazzo Trinci diventa così luogo di rappresentazione di un conflitto che, pur radicato nel XVI secolo, conserva una forte attualità. Le figure di Maria ed Elisabetta, così diverse per indole e inclinazioni, ma simili nella determinazione con cui affrontano la propria sorte, incarnano la tensione tra libertà e costrizione, tra scelta e necessità. All’interno del festival, lo spettacolo dialoga idealmente con i concerti Io la musica son e Memento Mori, componendo un quadro unitario in cui musica e teatro convergono sulla stessa domanda: come trasformare la consapevolezza della fine in occasione di bellezza e memoria condivisa.
Ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il Segni Barocchi Festival conferma, con questi appuntamenti, la propria identità di rassegna che unisce ricerca artistica, attenzione al repertorio storico e coinvolgimento della comunità. Foligno diventa teatro diffuso, in cui luoghi simbolici come Palazzo Trinci e l’Oratorio del Crocifisso si trasformano in spazi di ascolto e visione. La presenza di giovani cantanti, di interpreti affermati come Giuliano Mazzoccante e di attori guidati da Daniele Salvo contribuisce a costruire un mosaico in cui formazione, produzione e riflessione culturale procedono insieme. Il tema del Memento Mori e della vanitas non resta astratto, ma si traduce in esperienze concrete di spettacolo, in cui il pubblico è chiamato a partecipare in modo attivo.
In questo modo, il festival dimostra come il patrimonio musicale e teatrale del Seicento e dell’età barocca non appartenga solo al passato, ma continui a interrogare il presente, offrendo strumenti per pensare il rapporto tra tempo, memoria e identità collettiva, come riporta il comunicato di Romano Carloni – Comune di Foligno.


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