Vescovo Gualtiero Sigismondi chiude ufficialmente la sua seconda visita pastorale

 
Chiama o scrivi in redazione


Vescovo Gualtiero Sigismondi chiude ufficialmente la sua seconda visita pastorale

Vescovo Gualtiero Sigismondi chiude ufficialmente la sua seconda visita pastorale

di Lorenzo Spinosi
Mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno, in occasione della Solennità di San Feliciano, Patrono della città di Foligno, nella celebrazione dei secondi vespri ha ufficialmente chiuso la Sua seconda visita pastorale, indetta l’8 dicembre 2016.

La visita pastorale, rappresenta per la Diocesi, per ogni diocesi, una occasione importante: di lettura della realtà territoriale, di ascolto particolareggiato delle persone oltre che opportunità di fare analisi completa di tutto quanto ruota intorno a ciascuna parrocchia, comunità pastorale, dalla più grande a quella più piccola e sperduta.

Scriveva il Vescovo nel 2016: “…mi dispongo a mettermi di nuovo in cammino per sollecitare l’esplorazione di alcune “frontiere” della “conversione missionaria della pastorale…..

– Passare da un’azione pastorale preoccupata di presidiare il territorio a quella attenta a presiederlo, favorendo sia il consolidamento delle unità pastorali, che non si configurano come un agglomerato di parrocchie, sia il cammino sinodale delle aggregazioni e dei movimenti ecclesiali.

– Passare dal campanile al campanello delle case, senza rinunciare al suono delle campane, poiché se non si riparte dalla famiglia – cellula della società e della Chiesa –, rompendo il suo silenzio educativo e missionario, l’impegno per l’evangelizzazione sarà sempre una rincorsa affannosa.

– Passare dalla pastorale “a pioggia” o “a scorrimento” delle iniziative prive di iniziativa, che si limita a sbarcare il “lunario” dell’Anno liturgico, a quella “a goccia” che investe non sui “grandi eventi” ma sui “processi” da avviare, curando i rapporti personali e la direzione spirituale….”

Sintetizzare 3 anni non è facile…tutti i volti incontrati, le gioie e le lacrime viste ed ascoltate, le solitudini delle persone ma anche la loro dignità, in momenti ufficiali ma soprattutto le relazioni personali instaurate.

La “Passione” condivisa, il sentirsi Bene in Comune traduce a pieno la pastorale del campanello;

Il Tempo, il donare Tempo per Ascoltare e Ascoltarci è il Bene talmente prezioso che va sempre offerto: trattenerlo oppure essere gelosi dello stesso non lo accumula o arricchisce!!!!

Sigismondi afferma a tal punto:

….Nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi” (1Pt 4,13). La ragione di questo invito alla gioia è duplice: la sopportazione delle sofferenze, patite per il nome di Cristo, assicura la partecipazione alla sua gloria e permette allo Spirito di Dio di trovare riposo nel cuore dei suoi fedeli.

Ed inoltre:

“….Che lo Spirito santo riposi nei nostri cuori ho potuto sperimentarlo, con meraviglia nuova, durante la Visita pastorale…..Cammin facendo, oltre a riconoscere i “semi del Verbo” sparsi ovunque, al quadrivio della nostra città, ai crocicchi delle strade e all’interno di tante abitazioni,  mi sono reso conto che, come discepoli del Signore, il problema non è essere poco numerosi, i giovani sono l’indice più alto di questo processo , quanto piuttosto diventare insignificanti….”

Sovente ci si concentra a pensare al risultato delle iniziative pastorali solo ed esclusivamente in relazione al numero di partecipanti come se quanto seminato dovesse generare frutto immediato…..ansia da risultato pastorale

In effetti il Vescovo dice:

-C’è bisogno, dunque, di una Chiesa che non abbia come obiettivo pastorale quello tattico del mantenimento, ma quello strategico della formazione delle coscienze.

-C’è bisogno di una Chiesa che faccia squadra: è la condizione per camminare insieme.

-C’è bisogno di riconoscere che “il problema non è la riforma delle istituzioni, le chiese vuote e la crisi delle vocazioni: il problema è la fede”.

A questa diagnosi, compiuta da Benedetto XVI, Papa Francesco risponde con la terapia indicata nella Evangeliigaudium, in cui invita ad essere audaci e creativi nel “ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi dell’evangelizzazione”.

Non si tratta di preparare piani pastorali elaborati, ma di riproporre la missione come esperienza nativa e costitutiva della Chiesa, riconsegnando alle comunità cristiane gli Atti degli Apostoli.

(fonte interventi Vescovo Sigismondi –http://www.diocesidifoligno.it/)

 

Lorenzo Spinosi

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*