Roberto Testa, FolignoCammina, a Santiago de Compostela

Roberto Testa, FolignoCammina, a Santiago de Compostela

da Roberto Testa, FolignoCammina
Roberto Testa, FolignoCammina, a Santiago de Compostela
Sembrava non terminare mai la tappa di oggi, che da PALAS DE REI ci ha portato fino ad ARZUA, per complessivi 30 km. di saliscendi in mezzo a boschi e laghetti. E che sono 30 km. direte voi? Provate ad immaginare che dal 26° in poi è tutta una salita che toglie il fiato. Ma basta lamentarsi, in fondo dopo sole 9 ore di cammino siamo arrivati ad ARZUA, a due giorni da Santiago de Compostela. Durante il “cammino” ho incontrato un argentino, Hector Tatanquiqui ed andando insieme non potevano non parlare del grande Osvaldo Soriano, detto “El gordo” (il ciccione) e del suo libro intitolato “Futball”. In quel libro, c’è il più bel racconto del mondo riferito al gioco del calcio. S’intitola “Il rigore più lungo del mondo”. Lo troverete anche in internet; sono certo che vi piacerà molto, al punto che poi comprerete il suo libro.

Strada facendo, incrocio due giovani ragazze, una delle quali con un problema ad un piede. Sono di Macerata e si chiamano Giulia e Federica. Con un po’ di pazienza e con la miracolosa pomata di mia figlia Tania, il problema è risolto.

Mi raggiungono poi sul ponte medievale di Furelos, famoso perché è qui che è stata girata la struggente scena del film “The way” di Emilio Estevens (2010), con lo zainetto che precipita nel fiume. Cercarelo questo film, perché è anche grazie a questa preziosa pellicola, che io, pur non credente, ho deciso di seguire mia figlia nel Cammino di Santiago.


Le tappe del cammino di Santiago

Santiago è considerata la terza città santa per la cristianità dopo Gerusalemme e Roma e può essere raggiunta seguendo diverse strade, che attraversano la Francia, la Spagna e il Portogallo. Ogni strada ha le sue tappe, le sue bellezze storiche e paesaggistiche e le sue difficoltà. Qualsiasi sia il percorso che sceglierete, vi consigliamo di comprare una guida al cammino, aggiornata e cartacea per segnarvi le vostre tappe in base ai giorni che avrete a disposizione e ai chilometri che farete. La guida è molto utile anche per avere numeri di telefono di emergenza e gli indirizzi degli ostelli del pellegrino. I percorsi più battuti e più conosciuti sono cinque:

1) Le tappe del cammino Francese

Il Cammino Francese, è quello che parte dalla città di Saint-Jean Pied de Port, sul versante francese dei Pirenei, attraversa le regioni di Navarra, La Rioja, Castiglia, Léon e la Galizia. Il percorso è lungo circa 800 km ed è tradizionalmente suddiviso in 25 tappe circa, disposte lungo terreni generalmente sterrati tra boschi ed altipiani. Le città e i borghi attraversati da questo cammino, hanno una ricchezza artistica e culturale immensa; si passerà da Pamplona, Logrono, Burgos, Leòn, Astorga. 

Questo è il percorso più frequentato e più organizzato: ogni 25 km circa si trovano lungo la strada gli ostelli per i pellegrini, dove poter mangiare e dormire a prezzi ridotti. Per percorrere questo cammino non è necessario essere esperti camminatori: le tappe di questo cammino infatti sono indicativamente tutte in piano e non si arriverà mai a superare i 1.293 metri di O Cebreiro in Galizia, la tappa più alta e una delle più suggestive.

A seconda del tempo che avete a disposizione, potete decidere di percorrere tutto o soltanto una parte di questo cammino. La cosa importante è non avere fretta di arrivare alla meta e non viverlo come una impresa sportiva entrando in competizione con gli altri. Per vivere al meglio questa esperienza, bisogna cercare di tenere lo stesso ritmo di cammino per tutto il percorso. Ognuno ha il proprio ritmo biologico e spirituale (per chi ci crede) e occorre ritrovarlo e seguirlo.

Per raggiungere Saint-Jean Pied de Port potete prendere l’aereo, con destinazione Pamplona e Bilbao in Spagna oppure Pau e Biarriz in Francia. Un’alternativa più economica è il treno, partendo da Genova e facendo scalo a Nizza, per scendere poi a Bayonne, una cittadina da cui sarà facile raggiungere St. Jean Pied de Port. Se non volete percorrere tutti gli 800 km, potete partire da una delle tappe intermedie, ad esempio da Leòn, percorrendo circa 300 chilometri in totale. Molti scelgono questa tratta perché ti permette di accorciare il cammino senza perdere le tappe più suggestive e arrivando fino alla bellissima cattedrale di Santiago.

2) Le tappe del cammino del Nord

Il cammino del Nord per Santiago de Compostela è certamente il più antico. Il percorso di questo cammino inizia ad Irùn, alla frontiera franco/spagnola e termina a Santiago. A livello storico-paesaggistico questo percorso è sicuramente più suggestivo di quello francese, perché, essendo meno battuto, conserva la sua antica essenza e attraversa paesaggi di singolare bellezza, che vanno dai cosiddetti hòrreos, costruzioni tipiche delle Asturias e della Galizia, fino ai luoghi di pellegrinaggio come il Monastero di Santo Toribio de Liébana in Cantabria o la Cattedrale di San Salvador a Oviedo, che ospitano alcune delle reliquie più venerate da tutta la comunità cristiana.
Questo cammino inoltre passa dalle vette delle montagne, ai litorali a picco sull’oceano, in un paesaggio ricco di boschi e pescali e con una varietà di colori e paesaggi unica.

Bisogna tenere presente però che in questo percorso le pianure sono praticamente assenti, dal momento che si camminerà lungo la Cordillera Cantabrica, e che il clima è di tipo Atlantico, più fresco e variabile e con il vento sempre presente. Gli ostelli per i pellegrini son meno, anche se sono comunque sufficienti per ospitare i viaggiatori più avventurosi che scelgono di fare questo percorso. La tortuosità di alcuni tratti di questo cammino, fa sì che risulti più lungo di quello Francese di almeno 50 km e più faticoso per i continui tratti sali-scendi lungo il percorso. Anche in questo caso, si può decidere di percorrere tutto il tragitto, oppure solo una parte, arrivando in Aereo a Bilbao ma cominciando il cammino ad esempio da Santander o da Gijon.

3) Le tappe del cammino Portoghese

Il cammino portoghese è lungo circa 760 chilometri e parte da Ponte de Lima, in Portogallo, per arrivare a Santiago percorrendo il lungo litorale a picco sull’oceano. Una variante del percorso molto popolare, parte da Lisbona ed è lungo 630 km. Questo percorso passa per le cittadine portoghesi di Santarém, Coimbra, Porto e Pontevedra, tutte di singolare bellezza. Si arriva in Spagna attraversando il fiume Miño, il fiume più lungo della Galizia che dalla Spagna sfocia in Portogallo in un territorio verde e rigoglioso.

Essendo meno turistico rispetto a quello Francese, questo cammino ha delle difficoltà in più: può capitare che non sia ben segnalato, anche perché incrocia il cammino dei pellegrini diretti a Fatima e quindi la potrebbe essere facile sbagliare strada. Ma la bellezza di questo percorso è proprio il fatto di non essere tassativamente incanalato in un percorso turistico e fin troppo ben organizzato, le ragioni sono soprattutto storiche: nelle regioni settentrionali portoghesi non c’era nemmeno anticamente un percorso migliore rispetto ad altri, ma esistevano molte vie, tutte ugualmente pratiche e percorse.

4) Le tappe del cammino Ruta de la Plata

Il cammino di Ruta de la Plata parte dalla città di Siviglia, nel sud della Spagna. Questo Cammino è lungo circa 1.000 km, ed è il più lungo fra gli itinerari storici che conducono a Santiago de Compostela. Rispetto a quello Francese, questo percorso è ancora solitario e molto meno turistico, anche se in anni recenti il numero di persone che scelgono di fare questo percorso è aumentato, sia per cercare quella pace e solitudine che sul Cammino Francese si è persa, sia per le caratteristiche del percorso, quasi interamente pianeggiante, ideale da percorrere anche in bicicletta. Si cammina (o si pedala) spesso tra boschi di querce, d’olivo e fra agrumeti e vasti campi di cereali e girasoli. Alcuni tratti del cammino inoltre sono ancora come erano al tempo dei romani: una originale copertura di lastre di pietra, antichi ponti e vestigia della civiltà romana. Poi, una volta giunti nella verde Galizia, si può scegliere tra due alternative di percorso: quello che da Granja de Moreruela va ad Astorga (per poi da qui proseguire attraverso il Cammino francese) o quello che da Granja de Moreruela va direttamente a Santiago, denominato anche Camino del Sud-Est o Camino Sanabres.

5) Due percorsi alternativi: Il cammino primitivo e Il cammino Inglese

Per chi ha già fatto il cammino Francese o per chi ha poco tempo e vuole avventurarsi in strade meno turistiche e affollate, il cammino primitivo e il cammino inglese possono essere una buona soluzione.

Il cammino Primitivo, è lungo 343 km. Si parte dalla città di Oviedo, si passa per la città di Lugo, dopo 193km, e si arriva a Santiago. Gran parte di questo itinerario si svolge al di sopra degli 800 metri d’altezza, in un paesaggio montano con continue salite e discese, incontrando ruscelli d’acqua dolce e piccoli e affascinanti paesini costruiti completamente in pietra che spuntano dal nulla e finiscono nel verde, confondendosi con il paesaggio bucolico che li circonda. Questo itinerario è uno di quelli meno frequentati, dove non ci sono molti centri abitati e gli ostelli del pellegrino sono pochi ma facili da trovare chiedendo alle persone del luogo, tutte molto ospitali e disponibili. Per arrivare ad Oviedo e cominciare questo cammino, conviene prendere un aereo fino a Santander e poi il treno Santander-Oviedo.

Il cammino inglese ha inizio a La Coruña, in Galizia (74 km circa), oppure a Ferròl ( 118 km circa) ed è un itinerario tutto galiziano tra spiagge e piccoli porti, in un piacevole alternarsi di paesini e vasti boschi di eucalipti.
Il Cammino Inglese è veramente alla portata di tutti: i dislivelli sono ovunque poco impegnativi, e le tappe per arrivare a Santiago sono poche. Per i primi 50 km, il Cammino Inglese costeggia l’oceano, attraversando località balneari come Miño, bandiere blu per le sue spiagge, e luoghi di straordinaria bellezza storica e monumentale. Una volta entrati nell’entroterra però il paesaggio cambia e diventa montano e solitario, con pochi punti di ristoro fino all’arrivo a Santiago.

Il Cammino di Santiago in bici

Sempre più persone scelgono di percorrere il Cammino di Santiago in bici per vari motivi, tra cui il fatto che con la bicicletta si possono percorre più tappe in meno tempo ed arrivare più velocemente alla meta o avere più tempo da dedicare al riposo e alla visita dei monumenti. Ma andare in bicicletta è certamente più faticoso rispetto al camminare e, anche se le distanze da percorrere ci sembrano più vicine, se vogliamo percorrere il Cammino di Santiago in bici dobbiamo tener conto delle nostre condizioni fisiche e del mezzo con cui stiamo viaggiando: la bicicletta, di cui dovremo avere una buona conoscenza e padronanza prima di partire.

Percorrere il Cammino di Santiago in bici è senza dubbio una bellissima esperienza che vi regalerà grandi soddisfazioni: il percorso migliore da fare il bici è quello del Cammino Francese, un viaggio che attraversa sentieri nel bosco, montagne, valli, prati, ponti e monasteri. Un territorio ricco di fascino e di cultura che vi condurrà dalla cima delle montagne fino a Santiago di Compostela.

Prima di partire per questa meravigliosa avventura, occorre scegliere la bici giusta, che dovrà essere una mountain bike. Se non abbiamo molto tempo o ci sentiamo poco allenati, un’idea potrebbe essere quella di acquistare una bici elettrica, che ci permetterebbe di pedalare più a lungo e con meno fatica.

L’altra cosa fondamentale per fare il Cammino di Santiago in bici è organizzare bene le tappe del percorso in bici tenendo conto del tempo che abbiamo a nostra disposizione, delle nostre esigenze e della nostra preparazione fisica. L’ideale se si vuole percorrere il Cammino di Santiago in bici senza fretta e senza rischiare di affaticarsi troppo, è pedalare per circa 50 km al giorno, il percorso del Cammino di Santiago in bicicletta indicato dal sito ufficiale è lungo circa 738 km, quindi sarebbero circa 15 giorni.

Cammino di Santiago: come prepararsi al meglio per affrontarlo

Esiste un modo per prepararsi ad affrontare il Cammino di Santiago? Se dal punto di vista spirituale, bisogna lasciare da parte le paure e le ansie per affrontare al meglio questa esperienza, dal punto di vista fisico è invece importante prepararsi il più possibile prima di partire. Anche se non siamo atleti, non dimentichiamoci che camminare o andare in bicicletta per molte ore al giorno e per molti giorni di seguito può essere davvero stancante.

Occorre dunque prendere qualche piccola precauzione e soprattutto avere il tempo per preparare il fisico a questa esperienza. La prima domanda da porsi è: sono una persona sportiva? Quanto, su una scala da 1 a 10?
Per intenderci, se non facciamo nessun tipo di attività sportiva da più di 6 mesi, allora possiamo dire che partiamo da zero. In questo caso, quello che ci conviene fare è prima di tutto andare dal medico per fare un check-up delle nostre condizioni fisiche. Se abbiamo buone condizioni di salute, allora possiamo cominciare il nostro programma di allenamento.

Un buon piano di allenamento generalmente richiede tempo: è necessario cominciare ad allenarsi almeno sei mesi prima della partenza. Il primo mese, si dovrebbe cominciare con il fare esercizio camminando per 25-30 minuti per tre volte la settimana a giorni alterni. Se andiamo in palestra, possiamo impostare la pendenza aumentandola via via che facciamo esercizio per allenarci a camminare in salita. Sarebbe anche opportuno provare a camminare con uno zaino in spalla con un peso di massimo 10 kg. Se invece non andiamo in palestra, possiamo allenarci nel modo a mio avviso migliore, e cioè andando a fare delle vere e proprie camminate in montagna, di uno o più giorni. Per cominciare, basta anche fare delle camminate in città, l’importante è che cerchiate di essere costanti e metodici nell’allenamento. 

Dal secondo mese in poi, bisogna aumentare il chilometraggio settimanale e cominciare a rinforzare anche i muscoli delle spalle e della schiena, che dovranno sopportare il peso dello zaino. Se abbiamo una vita sedentaria e passiamo molte ore sedute a una scrivania o davanti ad un computer, dobbiamo tenerne conto e cercare di allenare al meglio anche la parte superiore del corpo. In questo caso la palestra o alcune attività come lo yoga o il nuoto, possono essere un valido aiuto. Dal quinto mese in poi, si può aumentare ulteriormente il carico di lavoro, concentrandoci sul camminare in salita, su terreni irregolari e portando lo zaino. L’ideale è fare qualche escursione, almeno un paio prima della partenza.

 

Attenzione a non esagerare con gli sforzi sia durante l’allenamento che durante il cammino: uno sforzo troppo intenso potrebbe creare tensioni muscolari e compromettere la vostra partecipazione a questa esperienza. Se sentite dolori molto forti agli stinchi, alla schiena, ai talloni o al ginocchio, fermatevi e riposate qualche giorno. Una cosa molto importante per prevenire questo genere di dolori è fare stretching prima e dopo aver fatto esercizio fisico, bere molta acqua per mantenersi idratati e scegliere capi di abbigliamento e scarpe da trekking comode e non troppo stretti.

Consigli su che cosa fare prima di partire per il Cammino di Santiago

Una volta scelto l’itinerario, ecco qualche consiglio prima di partire per il cammino:

  • avere la Credencial o “carta del Pellegrino”: tessera rilasciata dall’Autorità ecclesiale, indispensabile per ottenere ospitalità negli ostelli del pellegrino e che attesta il vostro percorso. Sulla tessera infatti viene apposto giornalmente un timbro che testimonia il passaggio nei paesi lungo il cammino. Per ottenerla prima della partenza, consultare il sito dell’Autorità ecclesiale.
  • qualsiasi sia il percorso da voi scelto e la quantità di chilometri che intendete percorrere, iniziate qualche mese prima un allenamento costante, che può anche solo consistere in una camminata di 1 ora a passo veloce un paio di volte alla settimana, magari su strade sterrate simili a quelle che percorrerete durante il cammino
  • ricordarsi di fare la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) per l’assistenza sanitaria
  • scegliete le scarpe da trekking più comode che avete o, se non ne avete, acquistatene un paio qualche mese prima della partenza, per poterle utilizzare e ammorbidire: la cosa peggiore sarebbe proprio sottoporre i vostri piedi a un paio di scarpe nuove per così tanti chilometri.
  • preparate uno zaino comodo (con cinghie regolabili) e soprattutto leggero: non superare assolutamente i 10 kg.
  • pochissimi vestiti, che verranno lavati più volte lungo il percorso, comodi e pratici da arrotolare nello zaino
  • kit di pronto soccorso (con cerotti, garze, disinfettante, una crema per le punture di insetti e un antidolorifico)
  • un sacco a pelo di mezza stagione
  • una felpa o un pile contro il freddo delle tappe in montagna
  • una cerata impermeabile che copra completamente (zaino compreso) il pellegrino in caso di pioggia
  • un cappello per il sole, una borraccia e delle calze resistenti
  • un buon libro e/o la guida del cammino con mappe e numeri utili in caso di emergenza
  • un asciugamano e una saponetta per lavarsi e per fare il bucato
  • un paio di ciabatte comode, sia per farsi la doccia, sia da tenere quando ci si toglie le scarpe da trekking alla sera, per far riposare i piedi
  • un telefonino, magari di quelli più vecchi, senza internet, ma con una batteria più a lunga durata
  • se incontrate un bel torrente freddo sulla vostra strada, fermativi ad immergere i piedi, non c’è niente di meglio per la circolazione e per attenuare il dolore o l’indolenzimento ai piedi.
  • ed infine la cosa più importante: tanta forza di volontà e voglia di mettersi in gioco, mettendo in conto che vi ritroverete a camminare sotto la pioggia, con le vesciche ai piedi o con le gambe doloranti. fonte hellogreen.it

 

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