Foligno rafforza le cure oncologiche con tecnologia avanzata IORT
L’Ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno ha completato l’aggiornamento dell’acceleratore lineare dedicato alla radioterapia intraoperatoria, che è ora pienamente operativo dopo il completamento delle verifiche tecniche e dei collaudi coordinati dal servizio di Ingegneria Clinica dell’Azienda Usl Umbria 2. L’intervento introduce importanti miglioramenti nell’attività clinica, con l’obiettivo di rendere più efficaci i trattamenti oncologici, ridurre i tempi di cura per i pazienti e incrementare le condizioni di sicurezza per il personale sanitario impegnato nelle procedure.
L’ammodernamento dell’apparecchiatura è stato possibile grazie al contributo economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, che ha sostenuto l’investimento nell’ambito della consolidata collaborazione con l’Azienda Usl Umbria 2 per il rafforzamento dei servizi sanitari del territorio.
Il principale progresso riguarda il trattamento delle pazienti affette da tumore della mammella. Nei casi clinicamente selezionati, la tecnologia di radioterapia intraoperatoria permette infatti di somministrare l’intera dose prevista direttamente durante l’intervento chirurgico di rimozione della neoplasia. Questo consente alle pazienti che presentano i requisiti previsti di completare l’intero percorso radioterapico nell’arco della stessa giornata, evitando il successivo ciclo tradizionale composto da un numero variabile di sedute distribuite nell’arco di alcune settimane.
La nuova modalità organizzativa produce benefici sia per le pazienti sia per il sistema sanitario. La riduzione degli spostamenti verso i centri di radioterapia limita il disagio legato ai continui trasferimenti, mentre la diminuzione del numero di sedute necessarie consente di liberare disponibilità nelle strutture dedicate ai trattamenti convenzionali, contribuendo a migliorare la gestione delle liste di attesa.
Secondo quanto illustrato dalla Direzione aziendale, la metodica trova applicazione anche in altri ambiti oncologici. In particolare, viene utilizzata in alcune forme tumorali come i sarcomi addominali, garantendo risultati terapeutici positivi e una ridotta esposizione dei tessuti sani alle radiazioni. Grazie a queste caratteristiche, la Breast Unit dell’ospedale di Foligno, coordinata dal dottor Gianfranco Lolli, continua a rappresentare un punto di riferimento regionale per la diagnosi e il trattamento del tumore al seno, con oltre 250 nuovi casi affrontati ogni anno.
L’aggiornamento dell’acceleratore rientra inoltre in un più ampio programma di sviluppo della Radioterapia Oncologica avviato negli ultimi due anni. Il percorso di rinnovamento tecnologico aveva già previsto l’entrata in funzione di un acceleratore lineare di ultima generazione, destinato ai trattamenti dei tumori della mammella e delle altre principali patologie oncologiche, secondo gli standard terapeutici e tecnologici più avanzati oggi disponibili.
Accanto ai vantaggi clinici, il nuovo sistema introduce rilevanti miglioramenti anche sotto il profilo della sicurezza. Il servizio di Fisica Medica dell’Azienda Usl Umbria 2 evidenzia infatti che la nuova apparecchiatura integra una schermatura interna capace di limitare la dispersione delle radiazioni nell’ambiente durante il trattamento. Questa soluzione riduce il rischio radiologico per medici, infermieri e operatori presenti in sala operatoria, garantendo al tempo stesso la precisione necessaria nell’erogazione della terapia.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno ha confermato il proprio impegno nel sostegno alle strutture sanitarie del territorio, ribadendo l’importanza degli investimenti destinati all’innovazione tecnologica, alla qualità dell’assistenza e al miglioramento dei servizi rivolti ai cittadini. L’ente considera strategica la collaborazione instaurata negli anni con l’Azienda Usl Umbria 2 e ritiene fondamentale il coordinamento tra istituzioni per affrontare le esigenze della sanità e offrire risposte sempre più efficaci alla popolazione.
La Direzione strategica dell’Azienda sanitaria e la direttrice del presidio ospedaliero di Foligno, Orietta Rossi, hanno espresso riconoscenza alla Fondazione per il contributo fornito, sottolineando come questo investimento rafforzi il ruolo dell’Umbria nel campo delle terapie oncologiche di precisione e rappresenti un ulteriore passo verso una sanità che coniuga innovazione scientifica, qualità dell’assistenza e centralità della persona.

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