Successo di pubblico all’incontro con Fusaro organizzato dalla Lega

Successo di pubblico all'incontro con Fusaro organizzato dalla Lega

Successo di pubblico all’incontro con Fusaro organizzato dalla Lega Guardare l’Unione Europea controcorrente, pensarla altrimenti. Questo il tema al centro del convegno di Foligno, che ha visto ospite d’eccezione il filosofo Diego Fusaro e la presenza dei parlamentari Lega, Luca Briziarelli e Donatella Tesei e del segretario Lega Foligno, Riccardo Polli.

Da parte sua Fusaro ha provato a “riannodare tra loro speculazione filosofica e prassi politica, nel nome della democrazia e dell’interesse nazionale italiano. Con la fondazione dell’Unione Europea – ha detto – si è prodotta la cessione delle sovranità nazionali dei  popoli: le quali non sono state recuperate a un più alto livello, ossia come nuova sovranità del popolo europeo unificato. Sono, invece, state cedute a un ente privato, post-nazionale e non democraticamente eletto, rispondente al nome di Banca Centrale Europea (BCE), un soggetto sovrano, extra-nazionale, privato e sottratto anche alle procedure della democrazia elettiva”.

L’Europa deve cambiare

Il convegno è stato molto partecipato, con la presenza di moltissimi giovani liceali e universitari. “Tanta gente, tante idee all’incontro con Diego Fusaro – spiega il senatore Briziarelli – che abbiamo pensato insieme a Virginio Caparvi, Riccardo Marchetti, Donatella Tesei e Simone Pillon. Un ringraziamento a Riccardo Polli e ai militanti di Foligno per aver organizzato l’evento. Non vogliamo uscire dall’Europa, ma pretendiamo che cambi e lavoreremo per questo. Che senso ha un’Unione Europea con organismi che non rispondono ai cittadini, un Parlamento che non ha potere legislativo, incapace di difendere i propri confini, con una banca che non fa l’interesse dei cittadini e singoli Paesi che propongono all’ONU risoluzioni contrarie all’Italia come ha fatto la Francia nell’ambito dell’iniziativa “Global Health and Foreign Policy”, con una risoluzione che prevede misure punitive che, se approvate, danneggerebbero pesantemente il made in Italy agroalimentare, le nostre tradizioni gastronomiche, il nostro export, la nostra agricoltura e la reputazione dei prodotti tipici italiani”.

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