Per l’olio umbro aiuti e qualità, ne ha parlato Olivero a Foligno

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Si è riunito negli scorsi giorni il Gie Olivicolo della Cia dell’Umbria, per affrontare le difficilissime criticità di una stagione 2014 caratterizzata da una congiuntura particolare con condizioni climatiche avverse e attacchi multipli parassitari che hanno arrecato danni ingentissimi alle produzioni. Si è voluto fare il punto proprio perché l’esigenza di risposte da parte dei nostri produttori grandi e piccoli è sempre più forte e molte ad oggi sono state le azioni messe in campo dalla Cia. Il coordinatore del Gie, Massimo Sisani, ha introdotto la riunione con una breve relazione riassuntiva dello stato generale della produzione che fotografa una condizione di difficoltà di molte aziende olivicole associate che hanno, di fatto, sospeso pressoché subito le operazioni di raccolta e che, pertanto, registrano la perdita totale di prodotto. Solo una piccola minoranza di olivicoltori ha avuto la fortuna di poter raccogliere una parte seppur ridotta rispetto ai quantitativi attesi. Sono stati ricordati i numerosi appelli alle istituzioni fatti negli scorsi giorni, non ultimo la lettera consegnata dal coordinatore Sisani al viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, in occasione di una sua recente visita a Foligno, per sensibilizzare il governo sulla crisi olivicola umbra.

Molti gli interventi che hanno puntato l’attenzione sull’azione degli strumenti di prevenzione (Istituti fitopatologici etc.) per i quali, tuttavia, è stata riconosciuta l’eccezionalità delle condizioni in cui hanno dovuto operare e il quadro anche internazionale delle problematiche di comparto. Richiesta forte da parte di Primo Spaziani verso i controlli che il Consorzio di Tutela della Dop Umbria dovrà mettere in campo per evitare che da un’annata complessa come quella attuale derivino vantaggi solamente per alcuni. Controlli, quindi, sui quantitativi di olio certificato, che dovranno essere coerenti con la scarsità di produzione dell’annata. Unanime l’opinione di dover agire su due livelli: ricerca immediata di risorse per compensare i danni subìti; richiesta urgente di un Piano olivicolo regionale insieme alla costituzione di Organizzazioni di Produttori per rendere più forti gli olivicoltori all’interno della filiera regionale e alla definizione di un progetto condiviso che ricomprenda anche la promozione del settore. Occorre ridare, infatti, il giusto valore alla produzione regionale, oggi troppo spesso inflazionata e soggetta a dinamiche di mercato che non premiano la qualità del prodotto. Così come bisogna “premiare” l’impegno degli olivicoltori per sostenere un settore di cosi grande impatto sull’immagine della nostra regione e sullo stesso paesaggio, patrimonio comune il cui mantenimento non può essere sopportato unicamente dagli agricoltori troppo spesso relegati a meri manutentori del paesaggio. L’impresa olivicola umbra, il cui valore è universalmente riconosciuto, può e deve produrre reddito per tutti i soggetti che fanno parte della filiera.

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