Gli eventi dell’Expo nei luoghi creati dall’architetto Giuseppe Piermarini

Quintana Foligno va all'Expo

L’Expo di Milano e l’architetto folignate Giuseppe Piermarini: c’è un collegamento considerando che gli eventi più importanti dell’Expo avverranno nei luoghi creati o ristrutturati dall’architetto Giuseppe Piermarini. Va ricordato che l’inaugurazione avverrà al Teatro alla Scala con la Turandot di Giacomo Puccini.

Il Palazzo Reale ospiterà tre mostre straordinarie, in cui si riassumono le eccezionalità dell’arte italiana: Giotto; Leonardo Da Vinci, il disegno del mondo; L’età delle meraviglie dell’arte lombarda. La Villa Arciducale di Monza ospiterà la grande mostra Ialia, fascino e mito dal Cinquecento al Contemporaneo.

E’ il caso di ricordare che, giunto a Milano nel 1769 insieme all’architetto Vanvitelli, Giuseppe Piermarini mette subito mano alla ristrutturazione del Palazzo Ducale. Il governo centrale di Vienna, per legare più strettamente a sé la Lombardia pone a reggere il ducato l’Arciduca Ferdinando, con il titolo di luogotenente e gli assegna stabile residenza in Milano.

Piermarini si attiene all’ordine di Vienna di eseguire una radicale trasformazione, utilizzando però il più possibile le vecchie strutture. Gli interventi più radicali sono la demolizione della vecchia fronte, troppo a ridosso del Duomo, la conseguente trasformazione del Primo cortile in una piazza delimitata dal nuovo prospetto e dalle ali laterali e l’inserzione dello scalone monumentale.

L’incendio del teatro di corte solleciterà l’esigenza di un nuovo teatro per la città. L’intenso scambio di pareri tra Vienna e Milano, alla ricerca dell’ubicazione ottimale, si conclude con la scelta dell’area del convento soppresso di Santa Maria della Scala che dovrà essere demolito. I disegni fondamentali sono firmati per l’accettazione nel 1776, nell’estate del 1778 il teatro è già pronto.

Negli stessi anni Piermarini trasmette a Maria Teresa i disegni della Villa Arciducale. Il carteggio tra Milano e Vienna esalta la salubrità dell’aria di Monza e rassicura sull’economicità della nuova struttura piuttosto che procedere ad acquisti o ristrutturazioni. I lavori principali si concludono nel 1780.

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