Foligno e la grande guerra, mostra alla chiesa di Santa Maria di Betlem

 
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Foligno e la grande guerra, mostra alla chiesa di Santa Maria di Betlem
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Foligno e la grande guerra, mostra alla chiesa di Santa Maria di Betlem
L’iniziativa è promossa da Comune di Foligno, L’Officina della Memoria, Provincia di Perugia e Regione dell’Umbria

Documentare le conseguenze nel territorio di Foligno di una guerra mondiale, la prima, vissuta lontano dal fronte: è l’obiettivo della mostra “Foligno e la Grande Guerra”, curata da Fabio Bettoni, che verrà inaugurata sabato 2 gennaio, alle 17,30, nella chiesa di Santa Maria di Betlem, in via Umberto I.

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L’iniziativa è promossa da Comune di Foligno, L’Officina della Memoria, Provincia di Perugia e Regione dell’Umbria con l’apporto del liceo classico di Foligno.

“L’Officina della Memoria ha voluto documentare su Foligno gli effetti della prima guerra mondiale – ha detto Manlio Marini, presidente dell’organismo – che ha provocato lutti ma soprattutto al fronte, non interessando, come la seconda guerra mondiale, popolazioni civili e territori distrutti dagli eventi bellici. A 100 anni dalla Grande Guerra si è voluto studiare come questo evento bellico ha influito sulla realtà locale”.

L’assessore alla memoria, Maura Franquillo, ha messo in luce l’importante collaborazione fra vari soggetti “per ricordare gli effetti su Foligno di questo evento bellico”. Rita Barbetti, vicesindaco, con delega all’istruzione, ha messo in rilievo che “la mostra è un’occasione per gli studenti per conoscere da vicino quanto avvenuto e rappresenta un monito per una cultura di pace”. La mostra sarà aperta dal 4 al 20 gennaio, dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 12,30 e dalle 17,30 alle 19,30. Gli studenti del liceo classico hanno dato la propria disponibilità ad essere presenti durante gli orari di apertura dell’iniziativa.

La prima guerra mondiale fu il conflitto armato che coinvolse le principali potenze mondiali e molte di quelle minori tra l’estate del 1914 e la fine del 1918. Chiamata inizialmente dai contemporanei “guerra europea”, con il coinvolgimento successivo delle colonie dell’Impero britannico e di altri paesi extraeuropei tra cui gli Stati Uniti d’America e l’Impero giapponese, prese il nome di “guerra mondiale” o anche “Grande Guerra[1]: fu infatti il più grande conflitto armato mai combattuto fino alla seconda guerra mondiale[2].

Il conflitto ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico al Regno di Serbia in seguito all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este, avvenuto il 28 giugno 1914 a Sarajevo, e si concluse oltre quattro anni dopo, l’11 novembre 1918. A causa del gioco di alleanze formatesi negli ultimi decenni dell’Ottocento, la guerra vide schierarsi le maggiori potenze mondiali, e rispettive colonie, in due blocchi contrapposti: da una parte gli Imperi centrali (Germania, Impero austro-ungarico, Impero ottomano) e (dal 1915) la Bulgaria e dall’altra gli Alleati rappresentati principalmente daFrancia, Regno Unito, Impero russo e (dal 1915) Italia. Oltre 70 milioni di uomini furono mobilitati in tutto il mondo (60 milioni solo in Europa) di cui oltre 9 milioni caddero sui campi di battaglia; si dovettero registrare anche circa 7 milioni di vittime civili, non solo per i diretti effetti delle operazioni di guerra ma anche per le conseguenti carestie ed epidemie[3].

Le prime operazioni militari del conflitto videro la fulminea avanzata dell’esercito tedesco in Belgio, Lussemburgo e nel nord della Francia, azione fermata però dagli anglo-francesi nel corso della prima battaglia della Marna nel settembre 1914; il contemporaneo attacco dei russi da est infranse le speranze tedesche in una guerra breve e vittoriosa, e il conflitto degenerò in una logorante guerra di trincea che si replicò su tutti i fronti e perdurò fino al termine delle ostilità. Man mano che procedeva, la guerra raggiunse una scala mondiale con la partecipazione di molte altre nazioni, come Romania, Portogallo e Grecia. Determinante per l’esito finale fu nel 1917 l’ingresso degli Stati Uniti d’America a fianco degli Alleati. Diverse altre nazioni si schierarono contro gli Imperi centrali, spesso non entrando nel conflitto armato, ma dispensando importanti aiuti economici.

La guerra si concluse definitivamente l’11 novembre 1918 quando la Germania, ultimo degli Imperi centrali a deporre le armi, firmò l’armistizio imposto dagli Alleati. I maggiori imperi esistenti al mondo – tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo – si estinsero, generando diversi stati nazionali che ridisegnarono completamente la geografia politica dell’Europa.

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