Bevagna, Grande successo per Gianrico Carofiglio a Intrecci

 
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Bevagna. I lati oscuri dell’avvocato Guido Guerrieri svelati da un ironico Gianrico Carofiglio ieri sul palco del Teatro Torti di Bevagna. Lo scrittore ha presentato alla gremita platea di INTRECCI il suo nuovo attesissimo libro La regola dell’equilibrio (Einaudi), raccontando il “suo” avvocato. In una conversazione con Francesco Chiamulera. I dialoghi sulla Bellezza, voluti e sostenuti da Claudio Cutuli, riprenderanno venerdì 28 novembre con Simonetta Agnello Hornby.

Guerrieri, un personaggio invadente Dico sempre che in lui non c’è nulla di me e viceversa, lui è il personaggio e io sono l’autore. Ma dopo un po’ di tempo, visto il successo che questo avvocato immaginario ha avuto e continua ad avere con le donne, beh ora mi piace dire che in realtà Guerrieri sono io. La verità è che io prima di scrivere un libro non so mai quale sarà la questione centrale del racconto. Di regola gli scrittori che scrivono onestamente non lo sanno mai prima.

Il momento della scrittura “Rimango stupito quando c’è chi dice che scrivere è un momento meraviglioso. Per me è penoso, perché sono pigro e poco capace di organizzarmi e sono costretto a rinchiudermi nei termini di scadenza. Divento nervoso. Poi se il tema da trattare è particolarmente importante, beh allora trovare le parole giuste può diventare gravoso. Ma in fondo io credo che sia giusto così. Scrivere non parlando di emozioni ma pensando solo a che cosa può piacere a un ipotetico lettore è sbagliatissimo. E chi dichiara di scrivere per sé stesso sottovaluta il fatto che il libro non prende vita se non viene letto da qualcuno”.

La regola dell’equilibrio “Parlando in particolare di questa storia, credo che il tema centrale sia una riflessione su una tendenza umana che nel nostro Paese è frequente e molto dannosa: negare i propri errori e i propri fallimenti. L’equilibrio lo perdiamo tutti. E lo recuperiamo solo smettendo di ricercarlo nella nostra presunta infallibilità. L’equilibrio sta in chi sbagliando lo riconosce. La mia esperienza di cinque anni in Parlamento mi ha insegnato tutto questo. Sono molto attratto dalla politica ma purtroppo mi sono scontrato con la mediocrità che gira intorno ad essa, la tendenza a mentire a sé stessi e agli altri. La lingua della politica nasconde la verità, non comprendendo che proprio in politica non c’è nulla di più entusiasmante della verità detta bene”.

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