L’eredità di Arnaldo Caprai illumina Montefalco e l’Italia

L’eredità di Arnaldo Caprai illumina Montefalco e l’Italia

Il ricordo di Arnaldo Caprai unisce Montefalco nel commiato

La comunità umbra e il mondo dell’imprenditoria italiana salutano con profonda commozione Arnaldo Caprai, scomparso domenica 4 gennaio all’età di 92 anni, come riporta il comunicato di Arnaldo Caprai Press Office. La notizia della sua morte ha attraversato Montefalco e l’intera regione come un’onda di affetto e riconoscenza verso un uomo che, con visione e determinazione, ha saputo trasformare due universi apparentemente lontani — il merletto e il vino — in ambasciatori del Made in Italy nel mondo.

Caprai lascia la moglie Fiorella, i figli Arianna, Marco e Luca, e gli amati nipoti, che ne ricordano la forza d’animo e l’ottimismo contagioso. «Nostro padre ha sempre guardato avanti — raccontano — convinto che il futuro si costruisca con fiducia, lavoro e responsabilità. È stato un imprenditore capace di immaginare ciò che ancora non esisteva, e di realizzarlo con passione e coraggio».

La sua storia inizia nel cuore dell’Italia, dove un giovane di appena ventidue anni si mette in viaggio come venditore di corredi e biancheria per la casa. È un lavoro che richiede pazienza, intuito e capacità di ascolto, qualità che Caprai possiede in abbondanza. In pochi anni diventa un punto di riferimento nel settore, fino a decidere di produrre direttamente ciò che vende. Nel 1964 apre il suo primo maglificio artigianale, dando avvio a un percorso che lo porterà a fondare, nel 1968, la società Maglital, destinata a diventare celebre nel mondo con il marchio Cruciani. La sua intuizione più brillante nel settore tessile arriva negli anni Settanta, quando costruisce una filiera produttiva completamente integrata, capace di controllare ogni fase del processo. È una scelta che gli permette di creare prodotti di altissima qualità, riconoscibili per eleganza e cura del dettaglio. Parallelamente nasce la sua passione per il merletto, che lo porta a raccogliere, nel corso dei decenni, una collezione museale unica al mondo: oltre 25.000 reperti che raccontano secoli di arte tessile. Nel 2007 inaugura il primo Museo Virtuale delle Arti Tessili, un progetto pionieristico che gli vale il Premio Guggenheim “Impresa & Cultura”. Ma il nome di Caprai è legato indissolubilmente anche a Montefalco e al Sagrantino, il vitigno che ha contribuito a riportare alla ribalta internazionale. Negli anni Settanta, quando il Sagrantino era quasi scomparso e relegato a una produzione familiare, Caprai intravede un potenziale straordinario. Nel 1971 acquista la Tenuta Val di Maggio, 42 ettari di cui quattro già vitati, e avvia un progetto che cambierà per sempre il destino del vino umbro.

La sua visione è chiara: recuperare un vitigno antico, valorizzarlo con tecniche moderne e portarlo sulle tavole più prestigiose del mondo. Per farlo applica al settore vitivinicolo la stessa disciplina e la stessa ricerca dell’eccellenza che hanno guidato la sua attività tessile. Introduce innovazioni, investe nella qualità, coinvolge esperti e ricercatori, e soprattutto crede profondamente nella forza identitaria del Sagrantino.

Il risultato è una rivoluzione silenziosa ma decisiva. Nel giro di pochi anni, il Sagrantino di Montefalco diventa un simbolo dell’enologia italiana, apprezzato per struttura, complessità e capacità di invecchiamento. L’azienda Arnaldo Caprai cresce fino a produrre circa un milione di bottiglie l’anno, conquistando riconoscimenti internazionali e contribuendo a far conoscere Montefalco in tutto il mondo. «Nostro padre — ricordano i figli — ha creduto nel Sagrantino quando nessuno immaginava che potesse diventare un vino di fama globale. La sua determinazione ha cambiato il destino di un territorio».

Il percorso umano e professionale di Caprai viene riconosciuto ufficialmente nel 2003, quando il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo nomina Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura. Un titolo che non celebra solo il successo economico, ma anche il suo impegno verso il territorio, la responsabilità sociale e la capacità di creare valore duraturo.

Chi lo ha conosciuto ricorda un uomo diretto, appassionato, capace di entusiasmare e di coinvolgere. Un imprenditore che non ha mai smesso di credere nella forza delle idee e nella dignità del lavoro. «Ci ha insegnato — dicono i figli — il rispetto per le persone e per la terra. Ci ha trasmesso la convinzione che ogni impresa, grande o piccola, debba lasciare un segno positivo nella comunità».

La sua eredità vive oggi nelle aziende che ha creato, nei vini che portano il suo nome, nella collezione museale che custodisce la storia del merletto e nel territorio che ha contribuito a trasformare. Montefalco, che grazie a lui ha visto rinascere il suo vitigno più prezioso, lo ricorda come un padre del Sagrantino moderno. Il mondo del tessile lo saluta come un innovatore che ha saputo unire tradizione e modernità. L’Italia lo riconosce come uno dei protagonisti del suo Made in Italy più autentico.

La commemorazione funebre si terrà martedì 7 gennaio, alle 10, nella Chiesa di San Feliciano a Foligno, sarà un momento di raccoglimento per una figura che ha lasciato un’impronta profonda, destinata a durare nel tempo.

FOLIGNO: Funerali Arnaldo Caprai
Mercoledì 7 gennaio 2026
Orario di inizio: 10:00
Luogo: Chiesa di San Feliciano a Foligno
Descrizione: 
Cerimonia funebre per Arnaldo Caprai, imprenditore umbro e Cavaliere del Lavoro, figura centrale del tessile italiano e padre del Sagrantino moderno. Presenti familiari, autorità e rappresentanti del mondo imprenditoriale e culturale. L’evento celebra una vita dedicata all’innovazione, al territorio e alla valorizzazione del Made in Italy.
Link Google Calendar: https://calendar.google.com/calendar/render?action=TEMPLATE&text=Funerali+Arnaldo+Caprai&dates=20260107T150000/20260107T160000&location=Foligno+(PG)&details=Cerimonia+funebre+per+Arnaldo+Caprai%2C+imprenditore+umbro+e+Cavaliere+del+Lavoro

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*