Foligno, sciopero e tensioni: dipendenti comunali in rivolta

Foligno, sciopero e tensioni: dipendenti comunali in rivolta

A Foligno il personale dichiara lo stato di agitazione

Le mura del palazzo municipale di Foligno tremano sotto il peso di una protesta che non ammette repliche. La Rappresentanza sindacale unitaria, sostenuta con forza dalle sigle Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb, ha ufficialmente aperto lo stato di agitazione generale. La misura drastica non è che l’ultimo atto di una serie di tentativi di mediazione caduti nel vuoto. I sindacati hanno già investito della questione la Prefettura, invocando l’immediata attivazione delle procedure di conciliazione, come previsto dalle norme sui servizi pubblici essenziali. La tensione tra i corridoi dell’ente è palpabile: i lavoratori lamentano un isolamento decisionale che penalizza l’efficienza dei servizi offerti alla cittadinanza.

Un dialogo interrotto e le promesse mancate

Il cronoprogramma della crisi affonda le radici in mesi di silenzio istituzionale. Nonostante le ripetute segnalazioni, il confronto tra le parti non è mai decollato in modo strutturato. Lo scorso 26 gennaio, le organizzazioni dei lavoratori avevano trasmesso alla Giunta una richiesta formale di incontro urgente, evidenziando il rischio imminente di paralisi operativa in settori strategici. Sebbene il 4 febbraio si sia tenuto un vertice alla presenza del sindaco e dell’intero esecutivo, l’esito è apparso fin da subito interlocutorio. A distanza di oltre quindici giorni da quel faccia a faccia, nessuna convocazione è giunta sui tavoli sindacali, lasciando le criticità organizzative prive di una soluzione concreta o di un calendario di interventi condiviso.

Emergenza lavori pubblici e gestione dei fondi

Il cuore della protesta colpisce il settore dei lavori pubblici, attualmente sotto una pressione senza precedenti. La gestione dei complessi cantieri legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha messo a nudo le fragilità di una macchina amministrativa che fatica a reggere il passo. Il personale denuncia una condizione di stress operativo estremo, aggravata da una catena di comando ritenuta incerta. La tenuta delle responsabilità sui procedimenti è il punto di rottura: senza una guida chiara sulle funzioni essenziali e sui progetti, il rischio di perdere i finanziamenti o di accumulare ritardi catastrofici diventa ogni giorno più concreto.

Ufficio personale e il nodo della riorganizzazione

Oltre ai cantieri, la crisi investe l’Ufficio personale, motore indispensabile per la sopravvivenza dell’intera struttura comunale. La mancanza di una piena operatività in questo comparto blocca di fatto ogni possibilità di rilancio. I rappresentanti dei lavoratori sottolineano come i dossier più scottanti, dalla riorganizzazione interna al sistema di valutazione della performance, siano trattati dall’amministrazione come meri passaggi burocratici. Il timore diffuso è che il confronto venga ridotto a una formalità priva di sostanza, svuotando di significato il contributo di chi opera quotidianamente sul campo e alimentando un clima di profonda sfiducia interna.

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