Foligno introduce tassa soggiorno per turismo responsabile

Foligno introduce tassa soggiorno per turismo responsabile
Riccardo Polli

La Lega difende scelta, il PD parla di pressione fiscale

Foligno – Il Consiglio comunale di Foligno ha approvato l’introduzione dell’imposta di soggiorno, misura che la maggioranza definisce un passo di responsabilità per rafforzare la vocazione turistica della città. La decisione, sostenuta con convinzione dal gruppo consiliare della Lega, viene presentata come uno strumento ormai diffuso nella gran parte dei Comuni umbri e destinato a finanziare interventi di promozione culturale, manutenzione del patrimonio storico e miglioramento dei servizi di accoglienza.

Secondo i promotori, la tassa non inciderà sui residenti ma sarà rivolta esclusivamente ai visitatori, con l’obiettivo di garantire nuove risorse per eventi, decoro urbano e valorizzazione dei monumenti. La maggioranza sottolinea come l’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Zuccarini, insieme agli assessori Michela Giuliani e Decio Barili, abbia negli ultimi anni potenziato l’offerta turistica, rendendo la città pronta a sostenere questo passo.

Il dibattito in Aula ha messo in luce una netta contrapposizione con il Partito Democratico, che ha contestato la misura definendola un aggravio fiscale e ridimensionando la vocazione turistica di Foligno. Le parole della consigliera Franquillo, che ha parlato di “città di transito”, sono state giudicate offensive da parte della Lega, che ha ribadito la volontà di confermare Foligno come meta attrattiva e non semplice luogo di passaggio.

La maggioranza ha replicato che la pressione fiscale sui cittadini deriva dalle politiche regionali, con aumenti di IRPEF e IRAP, mentre l’imposta di soggiorno rappresenta una scelta di visione e modernità. Per i consiglieri Marco De Felicis, Riccardo Polli e Mauro Malaridotto, la misura garantirà investimenti senza gravare sulle famiglie folignati, rafforzando l’immagine della città e la sua capacità di attrarre turismo.

1 Commento

  1. Tre ore e mezzo di aspro confronto per una decisione politicamente irrilevante (muoverà lo 0,01% delle entrare ) che poteva essere presa in 10 minuti.

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