Foligno, con “l’Eco della pioggia” Prote[m]us porta in scena la carita’

FOLIGNO – ProTe[M]us si prepara a chiudere il cerchio. Dopo “Nei mesi di vento” e “Sogno” i ragazzi del progetto teatrale e musicale dalla Diocesi di Foligno, curato dal maestro Michele Pelliccia e dal regista Giacomo Nappini, si preparano a tornare sul palco con “L’eco della pioggia”, ultimo capitolo di una trilogia che negli anni ha saputo emozionare ed appassionare. L’appuntamento è per venerdì 24 aprile alle 21 al teatro San Carlo (via Saffi, 18), che proprio in quell’occasione verrà presentato alla cittadinanza in una veste tutta nuova, dopo i lavori di ristrutturazione che lo hanno interessato negli ultimi mesi, grazie alla collaborazione tra la stessa Diocesi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, cofinanziatori del progetto di recupero dell’immobile. In scena uno spettacolo che promette di essere molto diverso dai due che lo hanno preceduto, una diversità stilistica che non andrà però ad intaccare quel fil rouge che ha accompagnato la trilogia. Dopo la fede e la speranza, questa volta infatti si parlerà di carità.

“Simbolo dello spettacolo – spiega il regista Giacomo Nappini, allievo di Gastone Moschin – sarà l’acqua, intesa come quell’elemento che lava via le ferite. E la carità – aggiunge – non è altro che ascoltare il dolore dell’altro e cercare di intervenire con le azioni, di fare qualcosa”. Abbandonato il teatro classico, ProTe[M]us ha scelto la via della sperimentazione, con il pubblico che sarà parte integrante dello spettacolo, interagendo con gli artisti in scena. A parlare non saranno le voci, quanto piuttosto le azioni, all’interno di un’opera che avrà un taglio molto drammatico e che sarà molto d’impatto.

 

LocandinaLo spettacolo, ambientato su due livelli temporali – gli anni Trenta, chiaro omaggio al periodo in cui vennero installate sul palco del San Carlo le travi di legno recentemente sostituite, e un futuro molto lontano – vedrà protagonisti dei giovani studenti, alle prese con una preside e degli insegnanti, che di umano avranno ben poco e che instaureranno un clima di terrore, paura e pregiudizio, di fatto veri nemici della carità. E sarà proprio questa la battaglia che i giovani alunni dovranno vincere, grazie anche all’aiuto di una figura misteriosa che li spronerà a conoscere la sofferenza ed agire nel nome dell’amore.

Gli studenti si ribelleranno al sistema, ma non attraverso la lotta armata. Alla violenza si sostituirà l’amore che, come l’acqua, è capace di rompere gli tutti gli argini, e che li aiuterà a vincere la loro guerra contro qualsiasi pregiudizio. Sul palco 120 ragazzi tra attori, cantanti, ballerini, giocolieri e musicisti, cresciuti artisticamente grazie ai laboratori che ogni anno ProTe[M]us promuove e che quest’anno porteranno in scena sé stessi.

“Lo spettacolo è stato costruito dando ai ragazzi solo degli input – dichiara Giacomo Nappini – che loro hanno concretizzato attraverso delle performance. Nessun personaggio di riferimento per loro, ma la possibilità di esprimere liberamente il proprio io. Ed è stata forse questa – conclude – la sfida più grande”.

Lo spettacolo verrà replicato il 25 aprile (ore 21), il 26 (ore 17 e 21), 1 e 2 maggio (ore 21) e il 3 (ore 21). I biglietti del costo di 8 euro potranno essere acquistati al teatro San Carlo (giorni feriali 9:30-11:00), alla libreria “Luna” ed alla caffetteria “Prima o poi”.

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