Antiche tradizioni e palazzi storici svelati in Umbria
Il gruppo di volontari “Foligno in Fiore” ha recentemente presentato un bilancio ambizioso e appassionato presso la sala consiliare del Comune, delineando una strategia che mira a trasformare il centro urbano in un vero e proprio giardino collettivo. L’idea di fondo, portata avanti con dedizione da figure come Emanuela Pierangeli e Nicola Belillo, insieme a un team affiatato di esperti e appassionati, è quella di rendere ogni residente un custode attivo del patrimonio estetico e storico locale. Un recupero profondo della memoria collettiva che passa attraverso la cura del verde e la valorizzazione delle architetture dimenticate.
Il risveglio delle dimore storiche e dei tesori nascosti
L’attività recente si è concentrata su un ciclo di aperture straordinarie che ha permesso a migliaia di persone di varcare la soglia di residenze d’epoca normalmente chiuse al pubblico. Da Palazzo Morotti, testimonianza raffinata del gusto borghese, alle stratificazioni architettoniche di Palazzo Roncalli con la sua celebre sala Apollo, ogni visita è stata concepita come un “ascolto” delle mura cittadine. Grande successo hanno riscosso anche Palazzo Deli, simbolo di una comunità dinamica, e Palazzo Cybo, che con le sue connessioni papaline narra secoli di alta diplomazia. Particolarmente emozionante è stata la riapertura della Chiesa di Sant’Apollinare: dopo settant’anni di oblio, oltre seicento visitatori hanno potuto ammirare nuovamente i suoi interni, segnando un momento di profonda riconnessione con le radici religiose e artistiche del territorio.
Verso il ritorno del concorso per balconi e chiostri
Il futuro dell’associazione punta ora a ripristinare una competizione molto amata che in passato aveva contribuito significativamente al decoro delle vie principali. L’obiettivo è rimettere in piedi il concorso dedicato ai balconi e ai chiostri fioriti, incentivando i privati a investire tempo e creatività nell’abbellimento dei propri spazi esterni. Questa iniziativa non vuole essere una semplice gara di giardinaggio, ma uno strumento di partecipazione civica per elevare la qualità della vita urbana. Accanto a questo, prosegue il recupero di riti ancestrali come la Notte di San Giovanni e la riproposizione dei Ceri Votivi per San Feliciano, elementi che fondono devozione e orgoglio d’appartenenza in un unico grande progetto di rinascita culturale.

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